Il 7 gennaio si festeggia il Natale ortodosso secondo il calendario giuliano

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Il 7 gennaio il Natale ortodosso - medjugorje.it
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Per gli ortodossi il Natale si festeggia il 7 gennaio: avviene secondo il calendario giuliano, ecco tutti i dettagli storici da conoscere. 
Quando noi cattolici iniziamo a mettere da parte di addobbi natalizi e l’albero di Natale ( ma non il presepe, che tradizionalmente si tiene fino al 2 febbraio), la Chiesa ortodossa invece il 7 gennaio celebra la festa del Natale. La conclusione del periodo natalizio per la Chiesa cattolica avviene con la solennità dell’Epifania, ma per quella ortodossa la celebrazione del Natale del Signore ha una data diversa.
In varie parti del mondo, quelle in cui è presente la Chiesa ortodossa, come la Russia, ma anche Gerusalemme, la Serbia, la Georgia, in Egitto la festa del Natale, celebrata appunto il 7 gennaio è una delle più importanti e maggiormente sentita dai fedeli.

Il Natale ortodosso il 7 gennaio secondo il calendario giuliano

Tradizionalmente gli ortodossi si preparano alla celebrazione della Nascita di Gesù con un periodo di digiuno penitenziale di circa 40 giorni. Il digiuno non è totale, comprende l’astensione carne e latticini mentre vengono mangiate le carni magre. Il digiuno diventa totale il giorno della vigilia fino alla mezzanotte, quando viene celebrata la messa notturna.
C’è da chiedersi perché la data del Natale del Signore sia diversa da quella della Chiesa cattolica e perché non viene celebrato il 25 dicembre.
La motivazione è di ordine storico. Bisogna fare un grande passo indietro nel tempo e andare al 1582, quando papa Gregoio XIII  introdusse un calendario riformato che prese il nome di “gregoriano”, dal suo nome. L’intento era quello di correggere il divario che esisteva tra il calendario solare e quello civile. Nelle caratteristiche di questo nuovo calendario c’era quella che fu portato avanti di 13 giorni rispetto al calendario precedente.
la storia della data del natale ortodosso
Perchè il Natale ortodosso si celebra il 7 gennaio? medjugorje.it
La diffusione di questo calendario fu imponente e andò ben presto a soppiantare il precedente, che era il calendario giuliano, voluto dall’imperatore Giulio Cesare e che per questo prendeva il suo nome. Il calendario gregoriano si impose nella gran parte dei Paesi d’Europa e successivamente si estese in tutto il mondo.
Molti Paesi in cui era prevalente la fede ortodossa non furono però d’accordo ad adottare questo calendario, in contrasto con la Chiesa di Roma, e vollero mantenere quello giuliano. Ciò avvenne nonostante dal punto di vista civile il calendario nuovo fu adottato da tutti gli stati a maggioranza ortodossa.
Per  quanto riguardava  le celebrazioni religiose venne preferito il vecchio calendario giuliano e ciò rimase nel tempo fino ad oggi. Il culmine dell’attesa natalizia si raggiunge perciò nella notte tra il 6 gennaio e il 7 gennaio: le celebrazioni, che sono in genere molto lunghe e particolarmente sentite e vissute intensamente, commemorano la nascita secondo la carne di Cristo Salvatore del mondo.
Le festività maggiori, come l’Epifania, si spostano di conseguenza e questa è fissata per il 19 gennaio. Alcune Chiese ortodosse più recenti, come quella ucraina, hanno adottato il Calendario Gregoriano, celebrando il Natale il 25 dicembre. La Chiesa Apostolica Armena commemora Natale ed Epifania insieme il 6 gennaio. Un’ulteriore particolarità caratterizza gli armeni ortodossi di Gerusalemme che restano fedeli alla tradizione orientale ma, utilizzano il calendario giuliano, festeggiando così il 19 gennaio.