Il sacerdote romano Nazareno Lanciotti, missionario e martire in Brasile, è stato beatificato il 13 giugno 2026 a Jauru, nel Mato Grosso.
Nazareno Lanciotti è beato. La cerimonia di beatificazione si è svolta sabato 13 giugno 2026 a Jauru, nello stato brasiliano del Mato Grosso, nella regione di frontiera con la Bolivia dove il sacerdote romano aveva scelto di trascorrere tutta la sua vita missionaria. La Messa è stata presieduta dall’inviato speciale di Papa Leone XIV, il Cardinale João Braz de Aviz, arcivescovo emerito di Brasilia e prefetto emerito del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata. All’inizio della celebrazione, il cardinale ha letto la lettera apostolica del Papa, con cui Leone XIV ha disposto che il sacerdote diocesano, martire e fondatore di opere di carità sociale sia venerato come Beato e celebrato il 12 gennaio di ogni anno.
La cerimonia e l’omelia del cardinale
Al momento della proclamazione sono stati portati all’altare la reliquia di primo grado del Beato Nazareno — un frammento delle sue ossa — e la sua immagine. Nell’omelia, il Cardinale Braz de Aviz ha sottolineato come la comunità di Jauru e la Diocesi di São Luiz de Cáceres siano ora “depositarie di questa eredità di santità” lasciata dal sacerdote. Ha messo in risalto la dimensione missionaria come tratto centrale della sua spiritualità: “Lasciò la sua terra per il Vangelo. Partì verso una terra lontana, in un’epoca in cui questa regione cominciava il suo sviluppo”, ha detto il porporato. Il cardinale ha indicato nell’Eucaristia e nell’amore alla Vergine Maria — in particolare al Cuore Immacolato di Maria — le radici della forza interiore che aveva sostenuto padre Nazareno nel suo impegno contro le ingiustizie più dure: il narcotraffico, lo sfruttamento minorile, la prostituzione infantile in una zona di frontiera tra Brasile e Bolivia.
Chi era Nazareno Lanciotti
Nato a Roma il 3 marzo 1940, Nazareno Lanciotti fu ordinato sacerdote nel 1966 e svolse inizialmente il suo ministero nella capitale italiana. Nel 1971 partì missionario per il Brasile e si stabilì a Jauru, dove rimase per trent’anni. In quel territorio fondò la parrocchia Nostra Signora del Pilar, creò 57 comunità ecclesiali rurali con adorazione eucaristica quotidiana, organizzò un dispensario medico, costruì una casa di riposo per anziani — il Cuore Immacolato di Maria — e aprì una scuola che garantiva educazione e pasti a centinaia di bambini. Istituì anche un seminario minore. Nel 1987 aderì al Movimento Sacerdotale Mariano, fondato dal sacerdote italiano Stefano Gobbi nel 1972, di cui divenne direttore nazionale in Brasile, organizzando incontri di preghiera e consacrazione in tutto il Paese.

L’assassinio e il perdono
L’11 febbraio 2001, mentre cenava a casa con alcuni collaboratori, due uomini incappucciati fecero irruzione nell’abitazione e uno di loro gli sparò alla nuca. Padre Nazareno fu soccorso e trasportato prima a Curitiba, poi a São Paulo. Morì il 22 febbraio 2001, a 61 anni, dopo aver perdonato i suoi assassini. Fu sepolto nella chiesa di Nostra Signora del Pilar, a Jauru. Il processo di beatificazione fu avviato nel 2007 dall’arcivescovo di Cuiabá, mons. Mário Antônio da Silva. Il 14 aprile 2025 Papa Francesco aveva autorizzato la promulgazione del decreto del Dicastero per le Cause dei Santi che ne riconosceva il martirio.
Le parole del vescovo di São Luiz de Cáceres
Al termine della Messa, mons. Jacy Diniz Rocha, vescovo di São Luiz de Cáceres, ha ringraziato per la beatificazione e ha rivolto una preghiera diretta al nuovo beato: “Che il Beato padre Nazareno Lanciotti, con la sua testimonianza radicale per il Vangelo e la missione, interceda affinché siamo degni di celebrare la sua memoria. Beato padre Nazareno, prega per noi!”. La sua figura, secondo il cardinale Braz de Aviz, rappresenta oggi “uno stimolo eloquente per ravvivare i valori del Vangelo” in un momento storico in cui la cultura dominante tende a ridimensionare la presenza di Dio nella vita pubblica.