Nei casi in cui non è possibile fare la Comunione, qual è il motivo per andare a Messa? Il significato c’è ed è ben profondo.
Molti si pongono una domanda specifica: qual è il senso di partecipare alla Santa Messa se non si può fare la Comunione, ovvero non si è nelle condizioni per accostarsi al sacramento dell’Eucarestia e ricevere Gesù, vivo e presente?
Innanzitutto è importante chiarire quali sono le condizioni che impediscono di prendere parte a quest’unione profonda e intima con il Signore che avviene nel riceverlo nella Comunione eucaristica. Ci sono delle situazioni particolari in cui qualcuno non può accedervi e bisogna analizzarle.
Andare a Messa anche se non si può fare la Comunione: quando e perché farlo?
Bisogna considerare quando e in quali situazioni non si può fare la Comunione. Per accostarsi al sacramento è necessario essere in stato di grazia, e per essere in grazia di Dio si intende non avere commesso peccati gravi non confessati.
Ci sono poi realtà di vita in cui si vive nelle cosidette situazioni irregolari, come ad esempio nel caso dei conviventi o dei divorziati risposati, per cui si rimane nel peccato e per questo non c’è la disposizione essenziale per quell’unione con Gesù, che va messo al primo posto, quindi con la scelta di lasciare il peccato, preferendo Lui.
Ovviamente non può ricevere la Comunione neppure nei rari casi di chi è stato colpito da scomunica ecclesiale o interdizione. Esistono poi situazioni più comuni e tecniche, come non aver rispettato il digiuno eucaristico che consente nel non mangiare o bere bevande che non siano acqua un’ora prima della ricezione dell’Eucarestia.

In questi casi anche se non si può fare la Comunione si può comunque sempre partecipare alla Santa Messa e anzi, è estremamente importante e benefico farlo. Dal momento che ricevere il sacratissimo Corpo di Cristo in noi è una grazia immensa attraverso la quale siamo uniti a Lui e viviamo quest’unione profondamente, è bene fare in modo di poterlo ricevere, quindi lasciare lo stato di peccato.
Comunione spirituale: il desiderio dell’unione con Cristo
È fondamentale sapere e comprendere chi si sta per ricevere, cioè Gesù Cristo, e quindi la sacralità del Sacramento per capire il perché non si possa fare sempre e comunque la Comunione. Ricevendo Gesù nell’Eucarestia, si tratta della partecipazione reale al sacrificio di Cristo, di un’unione intima che nutre spiritualmente, rafforza la fede e trasforma la vita. La comunione eucaristica è un incontro trasformativo che, oltre a nutrire, strappa dall’individualismo, ci conforma a Cristo.
È proprio per questo che la Chiesa richiede purezza spirituale e rispetto per il Sacramento. Quando queste condizioni non sono rispettate, la Comunione non può essere ricevuta, ma si può optare per la Comunione spirituale, un desiderio di unirsi a Cristo quando la comunione fisica non è possibile.
La partecipazione alla Messa è importante perché si partecipa alla vita della Chiesa, perchè in essa si ascolta la Parola di Dio e ci si può nutrire di questo, così come degli insegnamenti del sacerdote nell’omelia. Ma soprattutto, si assiste alla consacrazione eucaristica, al miracolo che avviene sotto i nostri occhi, in cui Gesù in modo invisibile si rende presente.
Pur senza unirsi a Lui nella Comunione si riceve un nutrimento essenziale. Ma dal momento che è l’unione con il Signore ciò che più conta, vivere in Lui ed essere abitati da Lui in modo sempre più pieno, il modo è far sì che ciò possa accadere. Quindi pentirsi dei propri peccati, decidere di mettere al primo posto Gesù e quindi lasciare tutto ciò che impedisce di unirsi a Lui e ricevere il perdono e l’abbraccio della sua misericordia nel sacramento della Confessione.