Prende il via oggi la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, con l’intento di unire nella preghiera e nella riflessione.
Comincia oggi, 18 gennaio e si concluderà la prossima domenica 25 gennaio, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si svolge ogni anno, sempre in questo mese, istituita nel 1963 grazie alla collaborazione tra il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) e il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani.
Il fine di questa Settimana di incontri è unire i cristiani di tutte le confessioni nella preghiera e nella riflessione per raggiungere la piena unità visibile, come voluto da Cristo, attraverso il dialogo, la collaborazione e la testimonianza comune. La riflessione volge sulla fede condivisa e e mira al superamento delle divisioni storiche, puntando sugli elementi che accomunano come il Credo del Concilio di Nicea.
Dal 18 al 25 gennaio la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani
Il fulcro della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è l’invito a pregare insieme per superare le barriere tra le diverse denominazioni (cattolici, protestanti, ortodossi, ecc.). A tal fine e per favorire il dialogo e la cooperazione sono promossi incontri e iniziative ecumeniche che mirano a costruire ponti tra le chiese e affrontare insieme le sfide contemporanee.
L’approfondimento dei fondamenti della fede comune, come il Credo niceno è ciò che aiuta a riscoprire quello che unisce. Si svolge ogni anno dal 18 al 25 gennaio, tra la festa della Cattedra di San Pietro e la conversione di San Paolo, due date significative per la cristianità. Questa data assume un valore altamente simbolico anche se nell’emisfero sud, in cui gennaio è periodo di vacanza, le chiese celebrano la Settimana di preghiera in altre date, per esempio nel tempo di Pentecoste (come suggerito dal movimento Fede e Costituzione nel 1926), periodo altrettanto simbolico per l’unità della Chiesa.

I testi per la riflessione e la preghiera sono stati preparati congiuntamente dal Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e la Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Quest’anno, le preghiere e le riflessioni che verranno utilizzate in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sono state preparate dai fedeli della Chiesa apostolica armena, in collaborazione con i loro fratelli e le loro sorelle delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche.
San Paolo al centro della riflessione di quest’anno
Il tema posto al centro della riflessione di questa edizione 2026 della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è una frase tratta dalla Lettera agli Efesini di San Paolo. Esattamente è “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Efesini 4, 4).
La Santa Sede, nella sezione esplicativa del suo sito, dedicata alla Settimana di preghiera in corso specifica che “Più che un semplice ideale, l’unità è un mandato divino, centrale per la nostra identità cristiana. Essa rappresenta l’essenza della chiamata della Chiesa, una chiamata a riflettere l’unità armoniosa della nostra vita in Cristo, pur nella nostra diversità. Questa unità divina è al centro della nostra missione ed è sostenuta dal profondo amore di Gesù Cristo, che ha posto davanti a noi uno scopo comune“. Aggiunge, inoltre, che il versetto biblico scelto per quest’anno, racchiude la profondità teologica dell’unità cristiana.