Insegnante cattolica licenziata in Scozia per idee pro-vita

Sarah Morse, insegnante cattolica in Scozia, ha perso il lavoro dopo aver espresso le sue idee pro-vita in classe e ora fa causa alla scuola. Sarah Morse, insegnante cattolica in Scozia, ha perso il lavoro dopo aver espresso le sue idee pro-vita in classe e ora fa causa alla scuola.
Sarah Morse, insegnante cattolica in Scozia
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Sarah Morse, insegnante cattolica in Scozia, ha perso il lavoro dopo aver espresso le sue idee pro-vita in classe e ora fa causa alla scuola.

Sarah Morse, insegnante di storia alla Arbroath High School, in Scozia, è stata licenziata dopo aver risposto a una domanda sull’aborto posta da una studentessa durante una lezione. È accaduto nel novembre 2025: alla richiesta di un parere personale, la docente ha dichiarato di essere una fedele cattolica romana e di essere contraria all’aborto, precisando subito ai ragazzi che era del tutto legittimo non essere d’accordo con lei. Poche ore dopo è stata convocata e licenziata in tronco, senza un vero contraddittorio. Sostenuta dall’associazione pro-vita Society for the Protection of Unborn Children (SPUC), Morse ha ora avviato un’azione legale contro la Arbroath High School, gestita dall’Angus Council, per discriminazione basata sulle sue convinzioni religiose.

Cosa è successo durante la lezione di storia

L’episodio nasce durante una lezione di storia dedicata all’ascesa di Adolf Hitler. Gli studenti, incuriositi dalle origini statunitensi dell’insegnante, hanno iniziato a farle domande sulla vita negli Stati Uniti, allargando poi il discorso a temi come le armi, la politica americana e infine l’aborto. Morse ha raccontato di aver risposto con onestà, senza mai spingere i ragazzi ad abbracciare le sue convinzioni. La docente, che in passato aveva insegnato negli Stati Uniti e in Canada senza mai incontrare problemi per opinioni simili, non si aspettava conseguenze dalla scuola scozzese.

Il licenziamento e la reazione della docente

Morse è stata chiamata a un incontro con i vertici dell’istituto e licenziata poco dopo, senza alcun preavviso e senza la possibilità di spiegare la propria versione dei fatti. La docente ha denunciato di non essere mai stata ascoltata dal preside della scuola. In una dichiarazione, ha definito l’accaduto «un precedente terrificante per la professione docente in Scozia», legato alla perdita del proprio lavoro a causa della propria identità religiosa. Un’esperienza che, secondo lei, contrasta con quanto vissuto negli anni di insegnamento oltreoceano.

Sarah Morse, insegnante cattolica in Scozia, ha perso il lavoro dopo aver espresso le sue idee pro-vita in classe e ora fa causa alla scuola.
Arbroath High School, in Scozia

Il sostegno pro-vita della Society for the Protection

A sostenere la causa di Sarah Morse è la Society for the Protection of Unborn Children, storica organizzazione pro-vita britannica. Il direttore esecutivo dell’associazione, Michael Robinson, ha definito il licenziamento «una vicenda grave», sottolineando che le linee guida governative sull’imparzialità politica in classe non vietano a un insegnante di citare le proprie convinzioni protette dalla legge, purché non vi sia alcun tentativo di persuasione. Il caso viene presentato dall’associazione come un test importante per la libertà religiosa e di espressione nelle scuole scozzesi, in un momento di crescente attenzione pubblica al tema.

Il tribunale del lavoro e la posizione dell’Angus Council

L’udienza davanti al tribunale del lavoro è fissata per il 24 agosto 2026 e sarà seguita con attenzione da chi si occupa di libertà religiosa nel Regno Unito. L’Angus Council, l’ente che gestisce la Arbroath High School, ha preferito non commentare nel merito, dichiarando che la vicenda è «oggetto di un procedimento legale in corso». Nel frattempo Morse resta convinta della propria buona fede: aveva risposto alle domande dei suoi studenti con sincerità, ricordando loro che restava comunque libero il dissenso rispetto alle sue idee personali.