La Francia apre la strada al divieto europeo dei social ai minori

La Francia diventa il primo Paese europeo a vietare i social media ai minori di 15 anni, con controlli sull'età in arrivo da settembre. La Francia diventa il primo Paese europeo a vietare i social media ai minori di 15 anni, con controlli sull'età in arrivo da settembre.
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La Francia diventa il primo Paese europeo a vietare i social media ai minori di 15 anni, con controlli sull’età in arrivo da settembre.

Il Parlamento francese ha approvato in via definitiva, il 21 luglio, la legge che vieta ai minori di 15 anni l’accesso ai social media ai minori, prima norma di questo tipo in tutta l’Unione Europea. Il provvedimento è il risultato di una campagna portata avanti dal presidente Emmanuel Macron fin dal 2017, quando aveva iniziato a denunciare l’anonimato online come una porta aperta agli abusi verso i più giovani. La ministra delegata alla sovranità digitale, Anne Le Hénanff, ha commentato dopo il voto che “la Francia è all’avanguardia in Europa nello stabilire una maggiore età digitale” per proteggere i bambini in rete. Il Senato ha approvato il testo con 243 voti favorevoli e 2 contrari, e l’Assemblea nazionale ha fatto lo stesso poche ore dopo, aprendo la strada alla firma di Macron, che resta comunque subordinata al controllo del Consiglio costituzionale.

Che cosa prevede la legge sui social media ai minori

La norma vieta ai minori di 15 anni di accedere a un “servizio di social network online”. Piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok e Snapchat dovrebbero rientrare nel divieto, anche se il legislatore non ne ha definito con precisione i confini. Restano invece esplicitamente esclusi Wikipedia e le altre enciclopedie online, i software open source e le piattaforme educative. La responsabilità di verificare l’età degli utenti ricade sulle piattaforme stesse, che dovranno offrire almeno due metodi diversi di controllo. La legge estende inoltre alle scuole superiori il divieto di usare lo smartphone già in vigore nelle medie, a partire dall’anno scolastico 2026.

Come funzionerà la verifica dell’età

L’entrata in vigore avverrà in due fasi: i controlli sui nuovi account partiranno dal 1° settembre, mentre gli account già esistenti riconducibili a minori di 15 anni potranno restare attivi fino al 1° gennaio 2027, prima della sospensione. Il modello scelto dalla Francia si basa sul principio della “doppia anonimità” previsto dal Digital Services Act europeo: un soggetto terzo verifica l’età dell’utente tramite un documento d’identità o una carta bancaria e rilascia un token anonimo che conferma solo se la persona ha più o meno di 15 anni, senza rivelarne l’identità né la piattaforma richiedente. Secondo Le Hénanff questo eviterebbe la raccolta dei dati da parte delle piattaforme stesse.

La Francia segue l'esempio dell'Australia, che ha introdotto un divieto per gli under 16 nel dicembre 2025
Divieto in Francia dei social per gli under 15

Le critiche e i dubbi sulla sorveglianza

Non mancano le voci critiche. La Quadrature du Net, principale associazione francese per i diritti digitali, insieme al Conseil national du numérique, organo consultivo del governo, hanno parlato di una “sorveglianza generalizzata travestita da protezione dei minori”. Sulla stessa linea, l’European Center for Law and Justice sostiene che Francia e Commissione europea stiano spingendo, ciascuna per proprio conto, verso una generalizzazione dei controlli d’identità in tutta l’Unione. Diversi gruppi per i diritti digitali starebbero inoltre preparando ricorsi separati davanti al Consiglio di Stato francese e alla Corte di giustizia dell’Unione Europea, sostenendo che la legge violi i principi di libertà di espressione e proporzionalità.

Il precedente australiano e gli altri Paesi europei

La Francia segue l’esempio dell’Australia, che ha introdotto un divieto per gli under 16 nel dicembre 2025. Un’analisi pubblicata sul British Medical Journal il 24 giugno, condotta su circa 400 giovani utenti, non ha trovato prove significative di una riduzione dell’uso dei social nei primi tre mesi di applicazione della norma australiana. Una ricerca collegata ha riportato che circa l’85% degli australiani tra i 12 e i 15 anni continua a usare le piattaforme vietate, soprattutto tramite account falsi e browser privati. Nonostante questi dati, circa quindici Paesi europei avrebbero mostrato interesse per il modello francese: la Grecia sarebbe pronta a recepirlo, mentre la Spagna dovrebbe seguire in autunno.