La regina di Saba, mistero biblico tra fede e leggenda

La regina di Saba affascina da millenni tra Bibbia, leggenda e arte: chi era davvero la sovrana che sfidò la sapienza di Salomone e riconobbe il Dio d'Israele. La regina di Saba affascina da millenni tra Bibbia, leggenda e arte: chi era davvero la sovrana che sfidò la sapienza di Salomone e riconobbe il Dio d'Israele.
Processione della regina di Saba
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La regina di Saba affascina da millenni tra Bibbia, leggenda e arte: chi era davvero la sovrana che sfidò la sapienza di Salomone e riconobbe il Dio d’Israele.

È nel Libro dei Re che troviamo il primo riferimento a un personaggio tanto misterioso quanto destinato a una lunga fortuna: la regina di Saba, sovrana della ricca Arabia del Sud e delle terre a nord dell’attuale Etiopia. Leggenda per alcuni, figura storica per altri, la regina di Saba appartiene senza dubbio alla sfera della fede per i cristiani, e ancora di più per gli etiopi, che la chiamano Makeda e la rivendicano come fondatrice della dinastia dei Negus, sovrani fino a Hailé Selassiénel XX secolo.

Il viaggio a Gerusalemme e l’incontro con Salomone

La Bibbia racconta che la regina, celebre per la sua bellezza e per l’immensità delle sue ricchezze, fu colpita dalla fama di Salomone, noto per la sua proverbiale saggezza. Chi possedeva già tutto sentì il bisogno di verificare chi potesse ancora competere con lei. Si mise così in viaggio da Saba a Gerusalemme con un seguito imponente, un episodio che il testo biblico descrive nei dettagli, tra cammelli carichi di aromi e un’enorme quantità di oro e pietre preziose (1 Re 10,1-13). La regina fece presentare al re duecentoventi lingotti d’oro, oltre ad aromi, pietre preziose e legno di sandalo destinato all’edificazione del Tempio, insieme a strumenti musicali.

La confessione di fede di una sovrana pagana

Dopo che Salomone ebbe risposto a ogni domanda e a ogni enigma preparato dalla regina, quest’ultima pronunciò una confessione di fede rimasta celebre: “Benedetto il Signore tuo Dio, che ti ha mostrato il suo favore” (1 Re 10,9). La sovrana pagana riconobbe così non soltanto la saggezza proverbiale di Salomone, ma anche l’origine di quella fama, cioè il Dio d’Israele. Il Nuovo Testamento, nel Vangelo di Luca, conferma l’episodio: nel giorno del Giudizio, la regina di Saba si leverà insieme agli uomini di quella generazione e li condannerà, perché venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone.

Dopo che Salomone ebbe risposto a ogni domanda e a ogni enigma preparato dalla regina, quest'ultima pronunciò una confessione di fede rimasta celebre: "Benedetto il Signore tuo Dio, che ti ha mostrato il suo favore"
La regina di Saba e il re Salomone

Una figura che attraversa culture e religioni

Giudaismo, cristianesimo e islam — che la chiama Balkis — riconoscono tutti la regina di Saba come figura ineludibile, e la cultura se ne è impadronita molto presto. La leggenda vuole che la regina si sia unita a Salomone e che dalla loro unione sia nato un figlio, simbolo della sua conversione alla fede in un Dio unico. I greci la chiamarono Sibilla, l’Occidente medievale Regina Sibilla, e la sua immagine fu persino associata alla regina Pédauque, raffigurata sui portali di numerose chiese. Scavi archeologici, condotti fino al 2008 da archeologi dell’università di Amburgo, hanno più volte creduto di individuare il palazzo della leggendaria sovrana.

Un’icona che ha ispirato arte, letteratura e cinema

La delicatezza dell’incontro tra la regina e Salomone dipinto da Piero della Francesca nel XV secolo, così come l’imbarco della sovrana raffigurato da Claude Lorrain nel XVII secolo, testimoniano un fascino mai spento. Il compositore Charles Gounod, nell’Ottocento, le dedicò un’opera intera, “La Reine de Saba”. Nel Novecento ispirò scrittori come Romain Gary e Malraux, che secondo il proprio racconto partì in aereo alla ricerca del regno della regina rischiando, a suo dire, la vita. Il cinema l’ha immortalata con Gina Lollobrigida nel film “Salomone e la regina di Saba” di King Vidor, nel 1959, segno che questa sovrana continua ancora oggi a far parlare di sé.