LeBron James ha letto in conferenza stampa un versetto della Bibbia donatogli da un giovane raccattapalle al termine di un match.
L’obiettivo di LeBron James in questa stagione è chiaro: portare i Los Angeles Lakers ai playoff e poi vedere cosa succede, dato che le potenzialità dei gialloviola non sono affatto poche. Il 41enne può contare sulle sue infinite doti tecniche e su tutta l’esperienza accumulata in 23 stagioni disputate in NBA, ma anche sulla sua grande fede in Dio.
Proprio nelle scorse settimane è avvenuto un episodio che ha toccato il cuore di tutti gli sportivi cristiani. Il 21 gennaio, dopo la vittoria dei Lakers contro i Denver Nuggets, la stella di Akron ha citato un versetto della Bibbia durante la conferenza stampa: si tratta dello stesso versetto che lo stesso LeBron aveva condiviso qualche giorno prima nelle sue storie di Instagram. Un messaggio breve ma intenso.
“Non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio“. Queste parole del profeta Isaia (41:10) erano scritte su un piccolo cartellino rosso, fotografato da LBJ: si trattava di un messaggio che un giovane raccattapalle ha voluto dare a LeBron James dopo la sconfitta subita a Portland il 18 gennaio. La leggenda dell’NBA ha raccontato che questo ragazzo si è avvicinato a lui, gli ha consegnato il foglietto e ha semplicemente detto: “Gesù ti ama“. Un’affermazione di grande sincerità, a cui LeBron James ha risposto: “Ed è ovvio“.
LeBron James e il versetto donatogli a fine gara: “E’ arrivato al momento giusto”
“Il ragazzo ha mostrato grazia e generosità nei miei confronti donandomi questo versetto – ha detto il fenomeno dell’NBA – Ho subito sentito che questo messaggio è arrivato al momento giusto. Ho letto il versetto e mi ha colpito profondamente. Ecco perché ho voluto condividerlo e rileggerlo“.

“È sempre confortante sapere che ci sono persone capaci di essere altruiste. Le parole di questo versetto erano bellissime. È stato un momento bellissimo per me, ed è per questo che l’ho condiviso su Instagram“, ha poi aggiunto LeBron James.
Il campione dei Lakers è cresciuto in una famiglia cristiana e ancora oggi frequenta la chiesa. Inoltre ha più volte partecipato a partite di basket di beneficenza organizzate da una chiesa vicino a Cleveland. Nel 2010, quando Rodney Stuckey venne colto da una crisi convulsiva durante un match tra i Detroit Pistons e i Cleveland Cavaliers, LeBron radunò spontaneamente i giocatori in un cerchio di preghiera per chiedere al Signore la guarigione del suo amico. LBJ ha poi sottolineato in più occasioni che il suo talento non è altro che “un dono di Dio“.