Leone XIV ad Assisi ha incontrato 2.500 giovani del Franciscan Youth Meeting, invitandoli a diventare nuovi santi per l’Europa e il mondo.
Leone XIV ad Assisi ha incontrato, il 6 agosto 2026, il popolo giovane del GO! Franciscan Youth Meeting, il raduno che per quattro giorni ha riunito nella città di san Francesco 2.500 persone tra i 18 e i 33 anni, credenti e non credenti, provenienti da tutto il Continente. L’incontro si inserisce tra le iniziative promosse dalla famiglia francescana per l’ottavo centenario della morte di san Francesco. Il Papa ha celebrato l’Eucaristia nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, primo Romano Pontefice della storia a farlo a memoria dei frati francescani. Al termine dell’omelia ha rivolto ai giovani un mandato preciso: «Cari giovani, oggi l’Europa e il mondo intero cercano in voi nuovi santi».
Leone XIV ad Assisi per gli 800 anni di san Francesco
Il raduno ha portato ad Assisi giovani arrivati da ogni parte d’Europa per vivere insieme giorni di preghiera e incontro, contaminando pacificamente la città con la propria energia. Nell’omelia, il Papa ha descritto Assisi come una città verso cui salgono pellegrini da secoli, perché qui tutto suggerisce che la vita può cambiare forma e diventare luce. Ha ricordato che proprio qui iniziò la trasfigurazione di Francesco e di Chiara, e poi quella di migliaia di altri giovani nei secoli successivi. Secondo Leone XIV, i giovani presenti erano arrivati per capire dove va la storia e dove stanno andando loro stessi, a partire dal Vangelo accolto sine glossa, senza mediazioni.
L’omelia sulla Trasfigurazione e le nuove pagine di storia
Il Papa ha invitato i giovani a scrivere nuove pagine di storia, partendo dalla spiritualità francescana come luogo in cui custodire la dignità di ogni persona, promuovere la giustizia e rendere possibile la fraternità. Ha messo in guardia dal rischio, presente in ogni epoca, di costruire un mondo disumano e più ingiusto. Leone XIV ha spiegato che il fascino di san Francesco, ottocento anni dopo la sua morte, sta nella sua umanità, capace di abbandonare le vie già tracciate per aprirne una nuova, più coerente con il cammino di Gesù. Ha ricordato anche la scelta di santa Chiara, una ragazza che volle vivere libera come quei fratelli.

L’appello alla libertà evangelica e alla pace
Il Papa ha invitato i giovani a diventare umani con la libertà di Gesù Cristo, abbracciando la povertà e fuggendo la tentazione di restare a distanza dal dramma umano. Ha ammesso che, come accadde a san Francesco, si può non essere compresi nemmeno da chi ci è vicino. Sottrarsi alla cultura della potenza, ha spiegato, non significa mai tradire famiglia, città o tradizione, ma liberarle dai fantasmi e dai nemici inventati per paura e ignoranza. Rispondendo alle domande dei giovani davanti alla Porziuncola, Leone XIV ha detto no alla guerra e al pericoloso intreccio tra confessione religiosa e nazionalismo, invitando ad andare controcorrente e a coltivare la riconciliazione, perché la radicalità evangelica è l’opposto del fondamentalismo.
La testimonianza personale del Papa e l’invito ai giovani
Rivolgendosi ai giovani, il Papa ha condiviso anche la propria esperienza di vocazione, come sacerdote, membro della comunità agostiniana e missionario, fino al sì detto alla chiamata a diventare Papa. Ha spiegato che decidere per sempre non chiude in una gabbia, ma apre a un dinamismo più grande, e che il coraggio di compiere una scelta definitiva è forse l’atto più rivoluzionario. Nelle città di oggi, piene di muri invisibili, discriminazioni e disuguaglianze possono finire non appena ci si riconosce fratelli e sorelle. Da san Francesco, ha concluso Leone XIV, si impara a non dominare ma servire, non afferrare ma ricevere, non trattenere ma restituire, lasciando che sia Gesù Risorto ad agire nella storia di ciascuno.