Martina Kluzer, la bimba che si offrì alla Madonna

La storia di Martina Kluzer, morta a sette anni di tumore dopo aver offerto la vita a Gesù e Maria: il racconto dei familiari. La storia di Martina Kluzer, morta a sette anni di tumore dopo aver offerto la vita a Gesù e Maria: il racconto dei familiari.
Martina Kluzer
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La storia di Martina Kluzer, morta a sette anni di tumore dopo aver offerto la vita a Gesù e Maria: il racconto dei familiari.

Nella periferia milanese, in una famiglia semplice, è nata Martina Kluzer, morta il 7 giugno 2007 a soli sette anni per un tumore. La sua vicenda, custodita per quasi vent’anni, è ora raccontata nel libro Martina, il Cuore e la Rosa, edito da Ares. La mamma, Giovanna Pupillo Kluzer, e il papà Claudio hanno raccontato come la figlia fosse guidata, fin dalla nascita, da una presenza che i genitori compresero pienamente solo con la malattia. Maria Rosa Mistica entrò nella vita di Martina dopo che le fu regalata un’immaginetta, proprio mentre la famiglia si recava, quasi per caso, al santuario della Bozzola.

Martina Kluzer, la bambina che vedeva Gesù e la Madonna

I genitori si accorsero presto che Martina vedeva la Madonna e dialogava con Gesù. La madre racconta che, durante le Messe di guarigione a cui Martina non voleva mancare, la bambina diceva di vedere Gesù accanto al sacerdote mentre benediceva i fedeli. Fu lei stessa a chiedere con insistenza di andare al santuario di Montichiari, dove la Madonna sarebbe apparsa a Pierina Gilli. Un giorno, dopo ore di chemioterapia, Martina corse scalza fino alla cappella, immerse i piedi nella fonte gelata e salì la scalinata in ginocchio, offrendo quel sacrificio per i bambini malati che non potevano compiere lo stesso viaggio.

L’offerta della vita per la conversione dei cuori

Martina rifiutò la guarigione fisica quando Gesù, secondo il racconto della madre, le chiese se preferisse restare o seguirlo in cielo realizzando un progetto pensato per lei. La bambina rispose due volte «sì», ottenendo in cambio, disse ai genitori, il Paradiso per loro e la certezza di sentirla sempre presente. Anche il sacerdote che la seguiva, don Gregorio, le chiese ragione di quella scelta, e la risposta fu che la famiglia doveva fidarsi della Madonna. Nei suoi ultimi giorni Martina rifiutò perfino la morfina, spiegando che solo Gesù poteva alleviare la sua sofferenza e che voleva restare cosciente per dialogare con lui.

Martina rifiutò la guarigione fisica quando Gesù, secondo il racconto della madre, le chiese se preferisse restare o seguirlo in cielo realizzando un progetto pensato per lei. La bambina rispose due volte «sì»
Copertina del libro Martina, il Cuore e la Rosa edito da Ares

Gli ultimi giorni e i segni sul letto di morte

Sul letto di morte la famiglia osservò episodi che definisce prodigiosi: Martina muoveva le gambe nonostante la paralisi, diceva di accarezzare Gesù e ne descriveva la bellezza. Il giorno della morte, alle 15, sovrappose le gambe assumendo la posizione del crocifisso, un gesto che i genitori non riuscirono a modificare. Chiese acqua, poi la rifiutò, e morì quella sera con il volto sereno. Al funerale parteciparono circa duecento compagni di scuola, gli stessi che in vita l’avevano talvolta emarginata per la malattia.

Una presenza che continua nella famiglia

Oggi Martina appare in sogno a diverse persone, spesso legate a guarigioni, e la famiglia racconta segni ricorrenti come cuori, coccinelle e farfalle. Doriana, la sorella maggiore, ricorda una bambina che in ospedale pensava sempre agli altri piccoli malati. Anche il padre Claudio si definisce il primo convertito grazie alla figlia: la malattia fu un colpo durissimo, ma la testimonianza di Martina gli ha mostrato Gesù vivo e operante nella quotidianità della famiglia.