La paura degli incantesimi, delle fatture o delle maledizioni torna fuori spesso, anche tra chi prega. Non è solo curiosità, è inquietudine vera. Da Medjugorje arriva una risposta che non segue quella paura, ma la riporta dentro la fede vissuta ogni giorno.
Incantesimi: cosa può davvero colpire una persona
La domanda è diretta: qualcuno può farmi del male con un incantesimo? Fra Marin Mikulić risponde senza ambiguità. Se una persona vive con Dio, quegli attacchi non hanno presa. Non entra in discorsi complicati. Non cerca spiegazioni strane. Riporta tutto a un fatto semplice: Dio è sopra ogni cosa. Se Cristo è realmente presente nella vita di una persona, il male non trova spazio per agire in quel modo. Usa un’immagine concreta. Come una palla lanciata contro un muro. Torna indietro. Non attraversa. Non entra.
Le cinque pietre della Madonna a Medjugorje
Qui entra un riferimento preciso, che a Medjugorje è diventato familiare. La Madonna ha indicato cinque realtà, chiamate spesso “le cinque pietre”. Non come simbolo, ma come vita concreta da portare avanti. Eucaristia, confessione, preghiera, digiuno e parola di Dio. Fra Marin insiste su questo punto. Non serve cercare altro. Non servono pratiche particolari o difese costruite altrove. Se queste cinque realtà sono presenti nella vita, c’è già una protezione reale. L’Eucaristia non è un gesto formale. È Cristo vivo che entra nella vita della persona. La confessione non è solo liberarsi da un peso, ma tornare dentro la grazia. La preghiera tiene aperto il rapporto con Dio. Il digiuno educa il cuore e lo rende libero. La parola di Dio orienta. Dentro questo, dice, non c’è incantesimo che possa fare danno.
Dove nasce la paura
Chi pone queste domande spesso vive una tensione continua. C’è il timore di essere colpiti, osservati, in qualche modo esposti. Fra Marin riporta queste situazioni a qualcosa di più concreto. Molte volte si tratta di fragilità interiori, di storie personali segnate da difficoltà, di ambienti che hanno lasciato segni. In quel terreno la paura cresce facilmente. Non viene negata l’esistenza del male. Però non viene nemmeno ingrandita oltre misura. Non si vive sotto una minaccia costante se si è dentro una vita di fede reale.

La protezione non si cerca fuori
Il punto torna sempre lì. Non serve aggiungere altro a ciò che la Chiesa già offre. Le cinque pietre indicate dalla Madonna non sono un’aggiunta alla fede. Sono il cuore della vita cristiana vissuta con serietà. Chi si allontana da queste realtà spesso cerca altrove sicurezza. E lì nasce confusione. Fra Marin è molto chiaro: non c’è bisogno di altro. Se queste cinque dimensioni sono vive, la protezione è già presente. Non come qualcosa di esterno, ma come una condizione della persona.
La preghiera e l’aiuto dei santi
Accanto a questo, resta la possibilità di chiedere aiuto anche ai santi. Viene citato San Michele Arcangelo, riconosciuto nella tradizione come difensore contro il male. Non sostituisce le cinque pietre. Si inserisce dentro quel cammino. È una preghiera che accompagna, non una soluzione alternativa.
Una questione che cambia il modo di vivere la fede
Quando la paura degli incantesimi prende spazio, la vita si restringe. Si evitano persone, si sospettano situazioni, si vive in difesa. Quello che emerge da queste parole è un altro modo di stare dentro la realtà. Non negare il male, ma non lasciargli il centro. La fede non si costruisce sulla paura di ciò che potrebbe colpire da fuori. Si gioca in quello che si vive ogni giorno. E lì, il peso di queste paure cambia. Non sparisce sempre, ma non guida più la vita.