Il messaggio della Regina della Pace è un richiamo a trasformare il quotidiano in dialogo con Dio, un ringraziamento continuo per il dono della vita.
Maria conduce al cuore dell’esperienza cristiana: una preghiera viva, semplice e autentica. Non una spiritualità fatta di discorsi o di buone intenzioni, ma una relazione reale con Dio che riempie le giornate di gratitudine. La Madre invita a trovare tempo per la preghiera personale, perché solo chi prega scopre davvero Dio. La fede non si consuma nelle parole, ma si manifesta nelle opere e in una vita che diventa lode. .
Medjugorje: Messaggio del 25 aprile 1991
Cari figli, oggi vi invito tutti affinché la vostra preghiera sia preghiera del cuore. Oguno di voi trovi il tempo per la preghiera per poter scoprire Dio nella preghiera. Non desidero che parliate della preghiera, ma desidero che preghiate. Che ogni giorno per voi sia riempito della preghiera di ringraziamento a Dio per la vita e per tutto quello che avete.Non desidero che la vostra vita trascorra nelle parole, ma glorificate Dio con le opere. Io sono con voi e ringrazio Dio per ogni momento speso con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
alla parola alla preghiera del cuore
Maria chiede che la preghiera diventi “preghiera del cuore”, cioè un incontro sincero con Dio. Gesù stesso invita a questa interiorità: «Quando preghi, entra nella tua stanza, chiudi la porta e prega il Padre tuo nel segreto» (Mt 6,6). La preghiera non è un discorso su Dio, ma un stare con Dio. L’insegnamento della Chiesa ricorda che la preghiera è una relazione viva e personale con il Padre, che coinvolge il cuore prima ancora delle parole (cfr. n. 2563).
La Madre insiste sul tempo dedicato alla preghiera, perché senza tempo non c’è relazione. «Rimanete in me e io in voi» (Gv 15,4): solo nella perseveranza l’uomo impara a riconoscere la presenza di Dio. Maria sottolinea poi la preghiera di ringraziamento, che trasforma lo sguardo sulla vita. San Paolo esorta: «In ogni cosa rendete grazie» (1Ts 5,18). La gratitudine apre il cuore alla gioia e libera dall’insoddisfazione.
Un passaggio centrale del messaggio è il richiamo alle opere: non parlare della preghiera, ma pregare; non parlare di Dio, ma glorificarlo con la vita. «La fede, se non ha le opere, è morta» (Gc 2,17). Le opere non sostituiscono la preghiera, ma ne sono il frutto visibile. L’insegnamento della Chiesa afferma che la vita cristiana è unita inscindibilmente alla preghiera ed all’azione, perché entrambe nascono dalla grazia (cfr. n. 2745).
Maria conclude con un ringraziamento che rivela la sua vicinanza materna: ogni momento speso nella preghiera è prezioso davanti a Dio e costruisce una vita che diventa lode silenziosa.
Spunti di riflessione personale
- La mia preghiera è un dialogo del cuore o solo un’abitudine di parole?
- Le mie opere quotidiane rendono visibile la gratitudine a Dio per la vita?
Preghiera di oggi
Madre santa, insegnami la preghiera del cuore, donami il desiderio di cercare Dio nel silenzio, rendi le mie giornate un ringraziamento vivo per la vita e per ogni dono ricevuto, aiutami a glorificare Dio non solo con le parole ma con le opere, perché tutta la mia vita diventi lode al Padre. Amen.