L’attrice brasiliana Lenita Medina ha raccontato a Medjugorje la sua conversione, le prove attraversate e il messaggio lasciato ai giovani.
Lenita Medianeira Medina Schimitt, conosciuta con il nome d’arte Lenita Medina, è un’attrice brasiliana che ha portato la sua testimonianza al 37° Festival internazionale di preghiera dei giovani, il Mladifest di Medjugorje, nella terza giornata dell’evento. Davanti ai giovani riuniti ha ripercorso la sua conversione, le prove attraversate nella vita personale e familiare, l’abbandono della carriera da protagonista e il legame che la porta oggi ad accompagnare i pellegrini a Medjugorje. Ha raccontato di essere nata da una gravidanza non programmata e di essere stata consacrata dalla madre alla Madonna Mediatrice subito dopo il parto, avvenuto in casa e senza assistenza. Da quell’istante, ha detto, la sua vita è stata affidata alla Madre celeste.
Il successo come attrice e un vuoto mai colmato
Cresciuta in una famiglia cattolica attiva, Lenita è stata catechista a quindici anni, ma ha raccontato di aver attraversato, a sedici anni, un periodo di profondo vuoto interiore, fino a un tentativo di togliersi la vita che non aveva mai reso pubblico prima. La passione per la natura l’ha portata a studiare scienze forestali e poi al teatro, che le ha aperto le porte della televisione e del cinema a Rio de Janeiro. Ha raggiunto ciò che molti chiamano successo, ma ha ammesso di aver conosciuto anche competizione, superficialità e una stanchezza che, ha spiegato, non nasceva dal troppo lavoro ma dalla mancanza di senso.
Un grave incidente e la nascita di una famiglia
Al culmine della carriera, Lenita ha subito un grave incidente stradale, con un trauma cranico e la frattura di una vertebra cervicale che rischiavano di lasciarla immobile. Durante l’operazione ha avuto anche uno shock anafilattico, ma si è ripresa senza conseguenze permanenti, un episodio che ha definito un vero miracolo. Poco dopo, durante una novena a Sant’Antonio, ha chiesto di conoscere l’uomo con cui costruire una famiglia: pochi giorni dopo ha incontrato Rodrigo, che sarebbe diventato suo marito e che, cresciuto senza educazione religiosa, ha poi ricevuto i sacramenti proprio in preparazione al loro matrimonio.

Le prove più dolorose e il legame con Medjugorje
Cercando aiuto per l’infertilità, Lenita si è rivolta a un medico brasiliano che, come ha raccontato, l’ha abusata sessualmente durante le cure: anni dopo l’uomo è stato condannato a 173 anni di carcere per abusi su centinaia di pazienti. La coppia ha inoltre perso sei figli tra aborti spontanei e una gravidanza extrauterina, ed è sopravvissuta a un rapimento armato nella propria casa. In quegli stessi anni Lenita ha vissuto anche il suicidio del fratello, segnato da una grave depressione. È stato in questo tempo di fragilità, ha detto, che l’incontro con Medjugorje — già presente nella sua infanzia attraverso i bollettini che la madre riceveva dal Brasile — si è fatto esperienza diretta, con il primo pellegrinaggio e una conversione che ha definito la sua metanoia.
Il messaggio di Lenita Medina ai giovani a Medjugorje
Oggi Lenita accompagna donne che hanno perso un figlio, coppie in crisi e famiglie segnate dal suicidio, mettendo a servizio degli altri il dolore attraversato. Ai giovani presenti al Mladifest ha rivolto un appello diretto: non lasciate che siano gli algoritmi a guidarvi, ma lo Spirito Santo. Ha invitato a non cercare l’approvazione del mondo e a non inseguire il numero di follower, ricordando che la vera vittoria non è vincere ogni battaglia della vita, ma lasciare che sia Cristo a vincere in noi. Ha concluso il suo intervento con una domanda rivolta ai presenti: quale traccia lasceranno, una volta tornati a casa da Medjugorje.