Il 5 agosto 1984 a Medjugorje la Madonna raccontò ai veggenti la grazia che tenne Satana incatenato per un giorno intero, tra confessioni e conversioni.
Il 5 agosto 1984 Medjugorje visse una delle giornate più intense di tutta la storia delle apparizioni. Tre giorni prima, il 1° agosto, la Madonna aveva annunciato ai veggenti che il 5 agosto avrebbe compiuto duemila anni e aveva chiesto un tempo di preparazione fatto di preghiera e digiuno. Le sue parole furono chiare: tre giorni dedicati solo a lei, senza lavoro, con il rosario in mano e il digiuno a pane e acqua. Il paese accolse quella richiesta con una generosità che colpì gli stessi veggenti, tanto che nessuno raccolse le foglie di tabacco nei campi, pur sapendo il rischio economico che questo comportava. La Madonna, durante quei giorni, appariva raggiante e ripeteva la sua gioia per la fedeltà dei suoi figli.
La richiesta della Madonna per i tre giorni di preparazione
Nel messaggio del 1° agosto 1984 la Madonna spiegò ai veggenti che il 5 agosto ricorreva il secondo millennio della sua nascita e che Dio le aveva concesso di donare grazie particolari e una benedizione speciale al mondo. Chiese tre giorni interi dedicati a lei, senza attività lavorative, con la recita del rosario e il digiuno a pane e acqua. Aggiunse una frase che i veggenti ricordano ancora: “È troppo se adesso vi chiedo di dedicare tre giorni a me?”. La comunità rispose con un’obbedienza quasi unanime, lasciando nei campi le foglie di tabacco pronte per la raccolta pur di non lavorare. Durante le apparizioni la Madonna si mostrava piena di gioia e ripeteva ai veggenti di continuare a pregare e digiunare, promettendo che i sacerdoti disponibili a confessare in quei giorni avrebbero ricevuto una grazia speciale.
5 agosto 1984 a Medjugorje: la grazia che incatenò Satana
Per quella giornata la Madonna ricevette da Dio il permesso di impartire una benedizione capace di tenere Satana incatenato per ventiquattro ore, impedendogli di tentare chiunque. È uno degli episodi più straordinari raccontati dai veggenti, perché lega un evento spirituale a un effetto concreto: una fioritura di conversioni senza precedenti. Migliaia di persone, senza essersi messe d’accordo, sentirono il desiderio improvviso di raggiungere il paese per confessarsi. Non si trattava solo di pellegrini già in cammino: molti erano turisti diretti al mare, fermati da una spinta interiore che non sapevano spiegare. Alcuni non si confessavano da dieci, venti, persino trentacinque anni.

La testimonianza dei frati sulle confessioni a Medjugorje
Uno dei frati della parrocchia ha raccontato che già alle prime luci dell’alba del 5 agosto migliaia di persone chiedevano di confessarsi. I sacerdoti della comunità chiesero rinforzi ai conventi vicini e in poco tempo arrivarono oltre settanta sacerdoti pronti ad ascoltare le confessioni. Abitanti, pellegrini e visitatori si misero in fila senza che nessuno organizzasse nulla, come mossi da una forza comune. I sacerdoti restarono seduti per ore nel prato intorno alla chiesa, mentre la gente si confessava in ginocchio, piangendo. Anche i sacerdoti furono commossi fino alle lacrime, al punto che le loro stole si inzupparono del pianto dei penitenti mescolato a quello della loro gioia.
Il significato di quel giorno per il trionfo del Cuore Immacolato
La sera stessa la Madonna apparve di nuovo ai veggenti e mostrò tutta la sua commozione, dicendo di non aver mai pianto tanto di dolore quanto in quelle ore piangeva di gioia. Ricordò però che il giorno seguente Satana sarebbe tornato libero, invitando tutti a continuare a pregare e digiunare senza fermarsi. Quel gesto compiuto a Medjugorje viene letto dai fedeli come un segno che anticipa il tempo nuovo legato al trionfo del Cuore Immacolato, promesso per il termine del tempo dei segreti. In un messaggio del 14 aprile 1982 la Madonna aveva già annunciato che il potere di Satana su questo secolo sarebbe stato infranto una volta compiuti i segreti affidati ai veggenti. Il 5 agosto resta, per chi segue le apparizioni, una delle prove più tangibili di quella promessa.