A La Guaira, dopo il terremoto in Venezuela del 24 giugno, un parroco racconta dolore, speranza e la preghiera che unisce tutto il Paese.
Tra edifici crollati e famiglie ancora in attesa di notizie, la Chiesa di La Guaira continua ad accompagnare la popolazione colpita dal violento doppio terremoto che ha scosso il Venezuela mercoledì 24 giugno. Padre Antonio Rella, parroco della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, racconta che è ancora difficile misurare con precisione l’ampiezza della tragedia, sia per le difficoltà negli spostamenti sia per l’estensione dei danni. Descrive luoghi che sembrano scenari di guerra, con edifici ridotti in macerie in più zone dello Stato. A due settimane dal sisma, la comunità locale prova ancora a fare i conti con lutti, dispersi e un territorio da ricostruire pezzo per pezzo, sostenuta da una rete di solidarietà arrivata da tutto il Paese.
Il terremoto a La Guaira, Venezuela: quindici giorni dopo
A due settimane dal sisma molte famiglie continuano a sperare di ritrovare vivi i propri cari dispersi, mentre altre hanno dovuto affrontare il dolore di recuperare solo i resti dei propri familiari. Padre Rella ricorda il recente salvataggio di due sorelle estratte vive dalle macerie, un episodio che ha alimentato la speranza di molti. L’incertezza, spiega, non riguarda solo la sfera emotiva ma anche i bisogni più immediati, come l’accesso all’acqua potabile e agli alimenti. Alcune attività commerciali hanno riaperto, ma per moltissime persone la normalità resta ancora lontana.
La parrocchia diventata centro di raccolta degli aiuti
La parrocchia del Cuore Immacolato di Maria ha riportato danni relativamente contenuti rispetto ad altre comunità della diocesi: alcune immagini sacre sono cadute e l’altare ha subìto danni, ma la struttura è rimasta in piedi. Diversa la situazione nelle chiese vicine, tra cui la cattedrale, gravemente lesionata, e diversi edifici che dovranno essere demoliti. Proprio perché il tempio ha retto alla scossa, è diventato un punto strategico per la gestione dell’emergenza, trasformandosi in luogo d’incontro per i sacerdoti e in centro di distribuzione degli aiuti per le comunità circostanti.

La solidarietà arrivata dal Venezuela e dal mondo dopo il terremoto
Padre Rella sottolinea la straordinaria ondata di solidarietà giunta da tutto il Venezuela e da numerosi Paesi esteri, definendola tra le più grandi mai viste in una tragedia di queste proporzioni. Riconosce che nei primi giorni gli interventi hanno risentito di una certa disorganizzazione, inevitabile davanti all’arrivo simultaneo di tante organizzazioni. Un ruolo centrale, ricorda, lo ha avuto Caritas Venezuela, la cui rete parrocchiale e diocesana ha permesso di mobilitare rapidamente risorse e volontari fin dalle prime ore dopo il sisma.
Ricostruire le chiese, sostenere chi soffre
Oltre alla distribuzione di viveri e medicinali, l’accompagnamento spirituale resta una delle sfide più impegnative per i sacerdoti della diocesi, chiamati a stare accanto a chi ha perso familiari, casa e lavoro. Tra le priorità della Chiesa locale c’è la ricostruzione dei luoghi di culto, considerati spazi di incontro e conforto per l’intera comunità. Padre Rellaparagona la situazione all’alluvione che colpì lo Stato di Vargas nel 1999, un precedente che parla della capacità di resilienza del popolo venezuelano. Il sacerdote chiede che la solidarietà non venga meno quando l’attenzione mediatica si sarà spostata altrove, affidando a tutti un appello semplice: «Non smettete di pregare per il Venezuela».