Tre significati nascosti dietro “E con il tuo spirito” a Messa

All'inizio della Messa il sacerdote dice "Il Signore sia con voi": perché rispondiamo "E con il tuo spirito" e non un più semplice "E con te"? All'inizio della Messa il sacerdote dice "Il Signore sia con voi": perché rispondiamo "E con il tuo spirito" e non un più semplice "E con te"?
Sacerdote celebra la Messa
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All’inizio della Messa il sacerdote dice “Il Signore sia con voi”: perché rispondiamo “E con il tuo spirito” e non un più semplice “E con te”?

Ogni Messa si apre con un dialogo antico: il sacerdote saluta l’assemblea con le parole «Il Signore sia con voi», e i fedeli rispondono «E con il tuo spirito». Perché non un più immediato «E con te»? Il saluto ha un’origine precisa e affonda le radici nella tradizione biblica. Non si tratta di una formula scelta a caso dalla liturgia, ma di un’espressione che porta con sé un significato più ampio di quanto sembri a un primo ascolto. Il richiamo biblico è esplicito: san Paolo utilizza espressioni simili nelle sue lettere alle prime comunità cristiane, e la formula più diretta si trova nella Seconda Lettera a Timoteo.

L’origine biblica del saluto liturgico

Il saluto iniziale della Messa proviene direttamente dalla Bibbia, in particolare dalle Lettere di san Paolo (ad esempio Galati 1,2) e dall’Apocalisse (1,4-6): un’espressione entrata stabilmente nella liturgia della Chiesa. Anche il riferimento biblico a «E con il tuo spirito» ha una fonte precisa. San Paolo si congeda da Timoteo con queste parole: «Il Signore sia con il tuo spirito, la grazia sia con voi» (2 Timoteo 4,22).

Il significato semitico dell’espressione

Le lingue semitiche sono estremamente immaginifiche. Invece di dire «ho paura», un contemporaneo di san Paolo avrebbe detto «i miei lombi hanno tremato»; invece di «provo rabbia» avrebbe detto «i miei reni si sono mossi». Lo stesso vale per la parola «spirito»: indica ciò che nell’uomo è più profondo, ma non costituisce un’entità separata. Nella tradizione semitica, i termini «carne», «anima» o «carne e spirito» vengono usati come sinonimi di «uomo». Per questo l’espressione «e con il tuo spirito» significa, alla lettera, semplicemente «e con te».

Il saluto iniziale della Messa proviene direttamente dalla Bibbia, in particolare dalle Lettere di san Paolo (ad esempio Galati 1,2) e dall'Apocalisse (1,4-6)
Fedeli riuniti in chiesa

Un significato più profondo

La formula, secondo la spiegazione diffusa, non si esaurisce nel senso letterale. Porta con sé almeno tre livelli di significato. In primo luogo, ricorda che i cristiani partecipano alla natura spirituale di Cristo. In secondo luogo, indica che il sacerdote agisce nella potenza particolare dello Spirito Santo, ricevuta nel sacramento dell’ordinazione. In terzo luogo, sottolinea che l’intera assemblea liturgica è animata da un unico Spirito e unita da uno stesso fine.

Il commento di Papa Francesco

Su questo aspetto si è soffermato papa Francesco durante l’udienza generale del 20 dicembre 2017, paragonando la celebrazione a una sorta di sinfonia in cui si intrecciano voci diverse, compresi i momenti di silenzio, per formare un solo accordo. Il pontefice ha ricordato che il saluto del sacerdote e la risposta dell’assemblea esprimono il mistero della Chiesa riunita, come richiama anche l’Ordinamento Generale del Messale Romano, al numero 50.