Vangelo di oggi 5 febbraio: “Fiducia, non sicurezze”

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Vangelo di oggi 5 febbraio: "Fiducia, non sicurezze"
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Il brano del Vangelo di oggi ci ricorda che ogni battezzato partecipa, secondo la propria vocazione, alla missione della Chiesa.

Gesù non trattiene i Dodici accanto a sé, ma li chiama e li invia, rendendoli partecipi della Sua stessa opera. La missione non nasce da un’iniziativa personale, ma da una chiamata e da un mandato preciso. I discepoli vengono inviati nella povertà e nella fiducia, portando non se stessi, ma l’autorità ricevuta da Cristo. Questo testo rivela lo stile evangelico della Chiesa: annuncio, conversione, guarigione, affidamento totale a Dio.

Dal Vangelo secondo Marco 6,7-13

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Vangelo di oggi 5 febbraio: "Fiducia, non sicurezze"
Commento al Vangelo del 5 febbraio

La riflessione sul Vangelo di oggi

Gesù chiama i Dodici e li manda “a due a due”: la missione non è mai individualista, ma comunitaria. L’annuncio del Vangelo nasce dalla comunione e dalla testimonianza reciproca (cfr. Qo 4,9-10). Insieme al mandato, Gesù dona anche il potere sugli spiriti impuri: non una forza magica, ma l’autorità che nasce dalla partecipazione alla sua vittoria sul male.

Le indicazioni pratiche sono sorprendenti: niente pane, niente sacca, niente denaro. I discepoli devono viaggiare leggeri, liberi da sicurezze materiali. Questo non è disprezzo per i beni, ma segno di una fiducia radicale nella provvidenza di Dio (cfr. Mt 6,33). La povertà evangelica rende credibile l’annuncio: chi proclama il Regno deve mostrare, con la vita, che Dio è sufficiente.

Gesù chiede anche stabilità e sobrietà: restare nella casa che accoglie, senza cercare condizioni migliori. La missione non è ricerca di successo, ma fedeltà. E quando l’annuncio viene rifiutato, i discepoli sono invitati a scuotere la polvere dai piedi: gesto profetico che indica libertà interiore e responsabilità di chi ascolta (cfr. Ez 3,18).

I frutti della missione sono chiari: conversione, liberazione dal male, guarigione. L’unzione con l’olio richiama l’azione misericordiosa di Dio che cura e rialza (cfr. Sal 23,5). La tradizione della Chiesa riconosce in questo gesto un segno della sollecitudine di Cristo per l’uomo nella sua interezza, corpo e anima (CCC 1503-1505). Non siamo inviati con le nostre forze, ma con la potenza che viene da Cristo.

Spunti di riflessione personale

  1. Su quali sicurezze faccio più fatica a fare affidamento a Dio nella mia vita di fede?
  2. Mi sento parte di una missione condivisa o vivo il Vangelo in modo individuale?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, che mandi i tuoi discepoli nella fiducia e nella povertà, libera il mio cuore dalla paura di perdere le sicurezze, Rendimi disponibile alla Tua chiamata, insegnami a confidare nella Tua provvidenza ed a testimoniare il Vangelo con una vita semplice e coerente, perché attraverso di me altri possano incontrare la Tua misericordia e la Tua salvezza. Amen.