Il 3 e 4 ottobre Assisi celebra gli 800 anni dalla morte di San Francesco con la Messa del cardinale Zuppi e la visita del presidente Mattarella.
Si avvicinano i giorni centrali delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Il 3 e 4 ottobre Assisi si prepara ad accogliere migliaia di pellegrini, attesi nella città umbra per i momenti più solenni dell’anniversario. Nel giorno della festa del santo, il 4 ottobre, arriverà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La Messa solenne sarà presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Alla celebrazione sarà presente il cardinale Ángel Fernández Artime, legato pontificio per le basiliche di Assisi, come ha riferito Vatican News. Il calendario, però, non si esaurisce in due giornate. Le iniziative legate all’anniversario sono partite il 24 settembre e andranno avanti fino al 5 ottobre, con un intreccio di liturgie, appuntamenti culturali e diverse iniziative di carità.
Dal Transito alla processione della Porziuncola
Tra le celebrazioni in programma trova spazio la tradizionale processione dedicata al santo alla Porziuncola. Uno dei momenti più attesi resta però il Transito, la commemorazione che ripercorre le ultime ore di vita di Francesco prima della sua morte. A seguire da vicino questo cammino c’è il nuovo vescovo di Assisi, Felice Accrocca. Secondo il presule, la figura del Poverello continua a suscitare un interesse molto ampio. «San Francesco continua ad affascinare persone di tutti i continenti e di tutte le culture, grazie alla sua lettura radicale del Vangelo e alla sua visione di una società fondata sulla pace, sulla fraternità e sulla speranza», ha spiegato.
Il vescovo Accrocca e gli 800 anni dalla morte di San Francesco
Per Accrocca molte delle questioni affrontate da Francesco durante la sua vita restano attuali. «Francesco, in realtà, ci precede», ha affermato, citando il dialogo interreligioso, la ricerca della pace e la cura della casa comune. E ha aggiunto: «La sua visione continua a ispirarci e a interpellarci». L’anniversario, nelle sue parole, non è soltanto uno sguardo rivolto al passato. Parlando con Vatican Media, il vescovo ha descritto le celebrazioni come un percorso «tra memoria e futuro», nel quale ricordare il santo può offrire chiavi per comprendere il tempo presente. Il motivo, ha ribadito, sta nel fatto che il suo insegnamento rappresenta una lettura radicale del Vangelo, capace di parlare ancora oggi.

Quasi 400mila pellegrini e la fraternità del Sacro Convento
Gli appuntamenti di ottobre arrivano dopo mesi di grande movimento ad Assisi. Tra febbraio e marzo l’ostensione delle spoglie mortali di San Francesco ha richiamato quasi 400.000 pellegrini, secondo i dati presentati in una conferenza stampa riportata da Vatican News. Un altro filo conduttore dell’anniversario sarà la fraternità. Fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento, ha ricordato che il santo parlava dei suoi frati come di un dono ricevuto da Dio, citando il Testamento: «Il Signore mi dette dei frati». Oggi il Sacro Convento riunisce più di 50 frati provenienti da circa 20 Paesi diversi. Per fra Moroni questa vita condivisa tra culture differenti dimostra che la fraternità, pur non essendo sempre facile, si può vivere davvero. «È possibile anche nel mondo», ha affermato.
L’incontro per la pace del 1986, quarant’anni dopo
Le celebrazioni di ottobre avranno un valore particolare anche per un’altra ricorrenza. Coincidono infatti con il 40° anniversario dell’incontro interreligioso per la pace convocato da san Giovanni Paolo II ad Assisi nel 1986. In quell’occasione rappresentanti di diverse religioni si riunirono per pregare insieme per la pace. Quattro decenni più tardi, la memoria della morte di Francesco riporta la città al centro di un raduno legato allo stesso tema.
La vita del santo continua del resto a toccare le nuove generazioni di cattolici. Tra loro c’è anche Carlo Acutis che, pur non essendo originario di Assisi, chiese di essere sepolto proprio qui.