Un gesto inusuale e sorprendente, quello della neo presidente del Costa Rica, Laura Fernández, che ha scelto di inaugurare il suo mandato in modo profondamente simbolico e spirituale. In un’epoca in cui la politica tende a ignorare qualsiasi legame con la fede, la nuova leader del Paese ha deciso di consacrare la sua carica alla Vergine de los Ángeles, la patrona nazionale, nella Basilica di Cartago. Non si è trattato di una mera formalità o di un atto di cortesia religiosa, ma di una scelta che afferma un valore profondo: la fede non è solo una sfera privata, ma una dimensione che può guidare la vita pubblica e la politica.
Un gesto simbolico che rompe con la modernità
Laura Fernández, 39 anni, eletta lo scorso febbraio, ha preso possesso ufficialmente del suo incarico l’8 maggio, giorno dedicato alla Madonna di Pompei, e lo ha fatto attraverso un atto che avrebbe potuto apparire strano o perfino controverso in altri contesti. Non ha cercato il clamore mediatico, né ha fatto proclami politici sulla parità di genere o sulla lotta contro le disuguaglianze. Al contrario, ha scelto di ritirarsi in preghiera, davanti alla Vergine de los Ángeles, simbolo di un Costa Rica che oggi affronta gravi difficoltà sociali ed economiche, come l’esplosione della violenza legata al narcotraffico. In quel momento, davanti a una folla commossa, ha consegnato simbolicamente la fascia presidenziale alla Madonna, un gesto che ha toccato le corde di molti, poiché rifletteva il bisogno di un ritorno ai valori di fede, di famiglia e di comunità.
La forza della fede in un momento di crisi
Il Costa Rica, da sempre considerato uno dei paesi più stabili e pacifici dell’America Latina, sta attraversando una fase critica. I tassi di omicidi sono aumentati a causa della violenza legata alla criminalità organizzata, e la sicurezza della popolazione è messa a dura prova. Tuttavia, la risposta della presidente non è stata quella di fare discorsi istituzionali o di concentrarsi su promesse di ordine pubblico. In un Paese dove la religione è ancora profondamente radicata nella cultura, Laura Fernández ha deciso di affidare il futuro del Paese non a tecniche politiche, ma alla preghiera e alla protezione di Dio. Questo gesto non è stato solo un atto di devozione personale, ma un segno che la fede cristiana può ancora essere una forza di coesione sociale, capace di guidare le decisioni politiche con integrità, etica e un sincero rispetto per la vita.

La politica e la fede, un legame che non può essere spezzato
Durante la messa che ha seguito l’insediamento, monsignor Javier Román, presidente della Conferenza episcopale costaricana, ha esortato i presenti a lavorare per una società più giusta e unita, ribadendo l’importanza di riscoprire la fraternità tra i cittadini. Le sue parole, che in Europa potrebbero essere facilmente interpretate come un richiamo a un’autorità clericale, in Costa Rica sono state accolte con entusiasmo. Il messaggio era chiaro: la fede non è un aspetto separato dalla vita pubblica, ma può offrire una guida solida per la politica. “Quando una persona riconosce che esiste una verità superiore a sé stessa – ha dichiarato Román – capisce che il potere ha dei limiti e che ogni autorità deve essere esercitata con etica, coscienza e rispetto per la vita”. Una riflessione che fa apparire la politica, in molte altre parti del mondo, come priva di quella “anima” che la presidente Fernández sembra voler recuperare.
Un invito alla riflessione sul potere
La scena che ha avuto luogo in Costa Rica non ha soltanto un valore simbolico. Essa richiama un tema profondo che riguarda il rapporto tra il potere e la fede. In un mondo che sembra sempre più allontanarsi da principi morali tradizionali, il gesto della presidente Fernández offre uno spunto di riflessione. Può la politica, senza radici in qualcosa di più grande, essere davvero orientata al bene comune? O è destinata a ridursi a una mera lotta per il potere, senza un’etica che la guidi? La risposta potrebbe non essere facile, ma ciò che è certo è che l’esempio di Laura Fernández potrebbe segnare l’inizio di una riflessione più ampia su come la fede e la politica possano ancora camminare insieme, anche in un’epoca che sembra volerle separare.
Il Costa Rica ha scelto di guardare a Dio per trovare forza in un momento di difficoltà. È un atto che, seppur lontano dai riflettori internazionali, può offrire un messaggio universale: senza un’anima, anche la politica più benintenzionata può perdere il suo cammino.