Il vescovo di Lourdes annuncia la copertura di tutti i mosaici di Rupnik sulla basilica del Rosario, prima della visita di Papa Leone XIV a settembre.
Il santuario di Lourdes ha deciso di coprire integralmente i mosaici di Rupnik che ornano la facciata della basilica del Rosario, in vista della visita di Papa Leone XIV in Francia, prevista dal 25 al 28 settembre 2026. Ad annunciarlo è stato monsignor Jean-Marc Micas, vescovo di Tarbes e Lourdes, in un’intervista al quotidiano francese La Dépêche du Mididel 20 agosto. Il presule ha spiegato che tutte le opere presenti sulla facciata verranno oscurate e in seguito ridisegnate, per rispetto verso le vittime di abusi. La decisione arriva a circa un mese dal pellegrinaggio del Pontefice al santuario mariano, in programma dal 26 al 27 settembre, e riguarda un patrimonio artistico ormai al centro di un lungo dibattito ecclesiale.
La decisione del vescovo Micas sui mosaici di Rupnik
Interpellato da La Dépêche du Midi, monsignor Micas ha confermato che l’intera facciata della basilica sarà interessata dall’intervento e che le opere resteranno coperte anche dopo la partenza del Papa. «Il mio ruolo è garantire che il santuario accolga tutti, specialmente chi soffre», ha dichiarato il vescovo, ricordando che tra i pellegrini figurano anche vittime di abusi sessuali, minori e adulti. Il santuario, ha aggiunto, deve restare un luogo dove chi è ferito trova consolazione. La curia diocesana non ha ancora reso noti i tempi e le modalità tecniche con cui verrà realizzata la copertura, ma l’annuncio segna la misura più drastica finora adottata riguardo alle opere del sacerdote sloveno.
Chi è Padre Marko Rupnik e le accuse di abuso
Marko Ivan Rupnik, sacerdote sloveno e mosaicista tra i più noti nel panorama ecclesiale contemporaneo, è accusato di abusi spirituali, psicologici e sessuali nei confronti di religiose, alcuni dei quali sarebbero avvenuti durante la realizzazione delle sue opere. Espulso dai gesuiti nel giugno 2023, è oggi sottoposto a un processo canonico presso il Dicastero per la Dottrina della Fede. Il suo laboratorio ha realizzato decorazioni per oltre 200 spazi liturgici nel mondo, tra cui il santuario di Fátima, alcuni ambienti vaticani, il santuario di San Giovanni Paolo II a Washington e la tomba di San Pio da Pietrelcina. Una diffusione che ha reso la questione un problema condiviso da molte diocesi.

Le tappe precedenti alla copertura a Lourdes
Il percorso che ha portato alla decisione odierna era iniziato nel maggio 2023, quando Micas istituì una commissione per valutare il futuro dei mosaici. Da luglio 2024 le opere non vengono più illuminate né di notte né durante le processioni con le candele. In occasione del Giubileo del 2025 erano già state coperte le porte centrali della basilica inferiore, mentre i mosaici più grandi, dedicati ai misteri luminosi del Rosario, restavano visibili ai pellegrini. Anche altre realtà cattoliche avevano compiuto scelte simili: nel 2024 i Cavalieri di Colombo avevano coperto i mosaici di Rupnik nelle cappelle del santuario di San Giovanni Paolo II a Washington e nella sede di New Haven, in Connecticut.
Cosa prevede il futuro della basilica del Rosario
Micas ha precisato che le opere resteranno coperte anche dopo il pellegrinaggio del Papa, quando prenderà avvio una nuova fase di riflessione. La commissione diocesana verrà ampliata con la presenza di artisti e teologi, chiamati a valutare insieme il futuro della facciata. Durante la visita in Francia, Leone XIV incontrerà i vescovi francesi il 27 settembre e, secondo quanto reso noto dal Vaticano, vedrà privatamente alcune vittime di abusi, anche se non è previsto che affronti pubblicamente lo stato del processo a carico di Rupnik. La vicenda di Lourdes resta comunque un caso emblematico per i tanti santuari e le chiese, in Europa e in Nord America, che negli ultimi anni si sono interrogati su come gestire un’eredità artistica oggi segnata da accuse gravissime.