Nel messaggio per la Giornata del creato, Leone XIV lega le ferite della guerra alla conversione del cuore e al ritorno a Dio.
A pochi giorni dall’undicesima Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, fissata per il 1° settembre, arriva il messaggio di Papa Leone XIV, pubblicato il 20 agosto dalla Sala Stampa vaticana. Il Pontefice affronta un tema che intreccia due sofferenze solo apparentemente distanti: le ferite della guerra e il degrado della terra, entrambe legate, scrive, alla condizione del cuore umano. Per l’edizione 2026 il Papa ha scelto come tema “Trasformeranno le loro spade in aratri e le loro lance in falci”, tratto da Isaia 2,4. Un’immagine antica, che nel messaggio diventa chiave di lettura per capire come nasce davvero la pace, non solo tra le nazioni ma dentro ogni singola persona, chiamata a un cambiamento che parte da dentro.
Le ferite della guerra secondo Leone XIV
Nel testo il Papa non si ferma alle conseguenze visibili dei conflitti. La guerra, scrive, toglie vite, separa le famiglie e costringe milioni di persone a fuggire dalle proprie case, alimentando paura, ingiustizia e divisione. È un’analisi che parte dai dati concreti della sofferenza per arrivare a una domanda più profonda, quella su dove nasca realmente questo male. Il Pontefice indica il cuore umano come il luogo in cui si consumano le lotte più profonde, quello in cui la condizione decaduta dell’uomo si manifesta con maggiore evidenza, prima ancora di tradursi in conflitti tra popoli.
Una conversione che riguarda ogni persona
Il richiamo profetico a trasformare le spade in aratri, spiega il Papa, non è soltanto una visione riservata ai popoli e ai governi. È un invito rivolto a ciascuno, perché ognuno impari a trasformare il male in vita. Leone XIV chiarisce però che questo passaggio non può avvenire solo attraverso un cambiamento esterno. Serve, scrive, cooperare con la grazia di Dioin un percorso di conversione personale e collettiva, un ritorno a Dio capace di riordinare i desideri, guarire le ferite e far crescere nella virtù.

Un cammino avviato da Francesco nel 2015
La Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato non nasce con Leone XIV. Fu Papa Francesco a istituirla nel 2015, come iniziativa ecumenica pensata per unire i cristiani nella preghiera per la protezione del creato. Da allora la data del 1° settembre è diventata un appuntamento fisso nel calendario della Chiesa, capace di richiamare ogni anno un tema diverso e di tenere insieme la cura dell’ambiente e la riflessione spirituale che la accompagna.
Le preghiere della Messa per la cura del creato
Il legame tra Leone XIV e questo tema non è nuovo. Nel luglio 2025 il Papa aveva approvato nuove preghiere liturgichepensate proprio per sostenere l’attenzione della Chiesa verso il creato di Dio. La Messa per la cura del creato si ispira all’enciclica di Papa Francesco sull’ambiente, Laudato Si’. Il messaggio pubblicato il 20 agosto si inserisce dunque in un percorso già avviato, che lega la memoria del predecessore alle scelte del pontificato attuale, confermando quanto la custodia della terra resti, per Leone XIV, una dimensione stabile del suo magistero.