Medjugorje, 25 anni dalla statua della Madonna sulla Collina delle Apparizioni

A Medjugorje il 25° anniversario della statua della Madonna sulla Collina delle Apparizioni, tra rosario, sante Messe e memoria dei fedeli. A Medjugorje il 25° anniversario della statua della Madonna sulla Collina delle Apparizioni, tra rosario, sante Messe e memoria dei fedeli.
Statua della Regina della Pace, collina delle apparizioni - Medjugorje
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A Medjugorje il 25° anniversario della statua della Madonna sulla Collina delle Apparizioni, tra rosario, sante Messe e memoria dei fedeli.

Il prossimo 8 settembre, festa della Natività della Beata Vergine Maria conosciuta a Medjugorje come Mala Gospa, ricorreranno esattamente 25 anni dalla posa della statua della Madonna sulla Collina delle Apparizioni. Il monumento venne collocato l’8 settembre 2001, il ventesimo anno delle apparizioni mariane a Medjugorje. Per celebrare questo traguardo, la comunità parrocchiale ha organizzato per il 2026 un programma di preghiera e liturgie che si terrà nello stesso giorno, coinvolgendo fedeli e pellegrini giunti da diverse nazioni. La statua, oggi meta di milioni di pellegrini, resta uno dei simboli più riconoscibili del santuario mariano erzegovino, testimone silenzioso di un quarto di secolo di fede, richieste e ringraziamenti portati fin lassù, tra le pietre della collina.

Il programma delle celebrazioni per Mala Gospa 2026

Per l’anniversario, il giorno di Natività della Gospa si pregherà il santo Rosario sulla Collina delle Apparizioni, come avviene ogni domenica, con partenza dalla prima stazione alle 14:00. Nella parrocchiale di San Giacomo sono previste due sante Messe, alle 8:00 e alle 11:00, mentre la sera la celebrazione eucaristica si terrà all’altare esterno alle 18:00. Il calendario liturgico richiama così l’atmosfera che accompagnò la posa della statua un quarto di secolo fa, quando l’intera comunità si strinse attorno all’immagine mariana.

Perché fu collocata la statua nel 2001

La statua fu portata e collocata dagli abitanti di Bijakovići, ma il finanziamento per l’acquisto arrivò da pellegrini coreani. Furono loro, insieme ai sacerdoti della parrocchia di Medjugorje, a decidere di innalzare l’immagine della Madonna come segno di gratitudine per vent’anni di grazia legati alle apparizioni. I pellegrini della Corea avevano inoltre pregato e fatto voti per la pace nella loro penisola, legando così il gesto a un’intenzione universale di riconciliazione.

Inizialmente si era pensato di trasportare la statua con un elicottero delle forze militari internazionali ancora presenti nella zona, ma il piano non andò in porto. Gli abitanti decisero allora di costruire una portantina e di portare a spalla il peso
Pellegrini sulla collina delle apparizioni

Dal progetto dell’elicottero alla marcia di un’ora

Inizialmente si era pensato di trasportare la statua con un elicottero delle forze militari internazionali ancora presenti nella zona, ma il piano non andò in porto. Gli abitanti decisero allora di costruire una portantina e di portare a spalla il peso complessivo di 1.200 chilogrammi. Furono 36 uomini, che si alternarono lungo il cammino tra preghiere, canti e ringraziamenti alla Madonna, a completare la salita in appena un’ora, molto più velocemente di quanto previsto, tanto che diversi fedeli arrivarono in ritardo per assistere alla collocazione.

Una meta per milioni di pellegrini da tutto il mondo

L’opera riproduce lo stesso modello della statua che si trova davanti alla chiesa parrocchiale di San Giacomo, realizzata dallo scultore italiano Dino Felici. Al termine del trasporto fu benedetta dall’allora parroco di Medjugorje, fra Ivan Sesar. La Collina delle Apparizioni è diventata luogo di passaggio per milioni di pellegrini, tra cui arcivescovi, vescovi, sacerdoti, musicisti, sportivi e famiglie intere, molti dei quali, non potendo salire con le proprie forze, sono stati portati in braccio da parrocchiani o da membri della comunità Cenacolo.

Gli abitanti che presero parte al trasporto raccontano ancora oggi di non aver avvertito fatica né dolore, e che nessuno di loro rimase ferito durante la salita. Una volta raggiunta la sommità, il gruppo recitò altri sette Padre Nostro davanti alla statua appena collocata, chiudendo così una giornata che i testimoni ricordano a distanza di venticinque anni con la stessa intensità del primo istante.