Perché il Papa ha ringraziato le famiglie dei seminaristi il 3 settembre 2026

Il 3 settembre 2026 Papa Leone XIV ha incontrato in Vaticano i seminaristi di Molfetta e Aversa, ricordando la gratuità di ogni vocazione sacerdotale. Il 3 settembre 2026 Papa Leone XIV ha incontrato in Vaticano i seminaristi di Molfetta e Aversa, ricordando la gratuità di ogni vocazione sacerdotale.
Papa Leone XIV riceve in udienza i seminaristi di Molfetta e Aversa nel Palazzo Apostolico Vaticano
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Il 3 settembre 2026 Papa Leone XIV ha incontrato in Vaticano i seminaristi di Molfetta e Aversa, ricordando la gratuità di ogni vocazione sacerdotale.

Il 3 settembre 2026 Papa Leone XIV ha ricevuto nel Palazzo Apostolico Vaticano una delegazione di seminaristi provenienti da due seminari italiani. Il Pontefice ha ringraziato i giovani a nome della Chiesa per il «sì» che hanno pronunciato e che continuano a pronunciare ogni giorno. Ha sottolineato che questa scelta non è né facile né scontata nel mondo attuale. È una realtà, ha detto, che la Chiesa conosce bene. L’udienza è stata concessa alle delegazioni del Pontificio Seminario Regionale Pio XI di Puglia, con sede a Molfetta, e del Seminario Interdiocesano di Aversa. I due istituti, distanti per geografia ma vicini nello spirito, celebrano quest’anno ricorrenze importanti legate alla propria storia, un tema che il Papa ha ripreso nel suo discorso.

Due seminari, due anniversari da ricordare

Il seminario di Molfetta festeggia quest’anno il centenario della nuova sede, voluta da Papa Pio XI, a cui l’istituto deve il proprio nome. Ad Aversa si celebra invece il trecentenario dell’apertura dell’attuale struttura. Sono due traguardi diversi per data, ma accomunati dallo stesso significato profondo. Rappresentano la continuità di un cammino formativo che attraversa i secoli senza interrompersi. Nel discorso rivolto ai presenti, il Papa ha collegato queste ricorrenze al tema della perseveranza vocazionale. Ha ricordato che la fedeltà di un’istituzione si misura anche nel tempo che sa attraversare, senza smarrire la propria identità originaria.

La gratuità della vocazione secondo il Papa

Leone XIV ha insistito sulla libertà da cui nasce ogni vocazione sacerdotale. «Non c’è competizione, non c’è classifica, né sta scritto che abbia scelto i migliori: ha scelto coloro che ha voluto», ha affermato. Ha aggiunto che nessuno dei presenti si trova lì per merito proprio. La loro presenza dipende solo da una scelta libera di Dio Padre, ha spiegato. Il Pontefice ha definito questa chiamata un segno di un amore gratuito che precede sempre e non delude mai. Ha poi collegato la presenza dei seminaristi a un segno di speranza per l’intera Chiesa. Tale speranza, ha precisato, non nasce da un «vago ottimismo». Nasce piuttosto dalla certezza che «il Signore continua a chiamare, in ogni epoca della storia e in ogni luogo».

Il Papa ha voluto ringraziare anche le famiglie presenti all'udienza. Ha ricordato che una vocazione non nasce mai senza un contesto adeguato alle spalle
Papa Leone XIV ha incontrato in Vaticano i seminaristi di Molfetta e Aversa

Il ringraziamento alle famiglie e il valore della fraternità

Il Papa ha voluto ringraziare anche le famiglie presenti all’udienza. Ha ricordato che una vocazione non nasce mai senza un contesto adeguato alle spalle. Serve una casa, ha detto, e genitori capaci di pregare e di lasciare andare i propri figli. Leone XIV ha poi richiamato il tema della fraternità tra i futuri sacerdoti. Ha spiegato che Gesù non chiama un solo uomo, ma dodici, con personalità molto diverse tra loro. Il Signore li raduna e li tiene uniti perché imparino che la Chiesa si vive nella comunione. Non appartiene a nessuno in particolare, ha aggiunto, e tutti sono chiamati ad amarla e servirla come un solo corpo. Rivolgendosi ai formatori, il Pontefice ha chiesto loro di essere i primi maestri di quella cura e fraternità. Devono manifestarsi in relazioni autentiche, personali e comunitarie, fondate sulla verità e sulla carità.

La missione dei futuri sacerdoti tra la gente

Il Papa ha chiarito quale sarà il compito dei futuri sacerdoti una volta ordinati. Dovranno portare il Vangelo alle persone delle proprie comunità, senza distinzioni. Ha citato in particolare le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. Ha parlato anche dei giovani che a poco più di vent’anni fanno le valigie in cerca di lavoro. Non ha dimenticato gli anziani che vivono in solitudine, gli emarginati e quanti hanno smarrito il senso della propria esistenza. Il racconto dell’incontro è stato riportato originariamente da ACI Prensa, servizio in lingua spagnola di EWTN News. È stato poi tradotto e adattato per il pubblico italiano, a conferma della portata internazionale delle parole del Pontefice.