Carlo Acutis arriva in prima serata: Il mio nome è Carlo su Canale 5 il 27 settembre

Domenica 27 settembre Canale 5 trasmette Il mio nome è Carlo, il film tv di Giacomo Campiotti sulla vita di Carlo Acutis a un anno dalla canonizzazione Domenica 27 settembre Canale 5 trasmette Il mio nome è Carlo, il film tv di Giacomo Campiotti sulla vita di Carlo Acutis a un anno dalla canonizzazione
Samuele Carrino nei panni di Carlo Acutis quindicenne
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Domenica 27 settembre Canale 5 trasmette Il mio nome è Carlo, il film tv di Giacomo Campiotti sulla vita di Carlo Acutis a un anno dalla canonizzazione

Domenica 27 settembre, in prima serata, Canale 5 trasmette “Il mio nome è Carlo”, il film tv diretto da Giacomo Campiotti sulla vita di Carlo Acutis. L’appuntamento arriva a un anno dalla canonizzazione, celebrata il 7 settembre 2025 da Papa Leone XIV. Carlo morì a soli quindici anni, il 12 ottobre 2006, vent’anni fa, ma la sua testimonianza continua a parlare. Era animato dall’amore per la vita e per l’Eucaristia, e dal desiderio di trasformare una fede già salda in gesti concreti di bene e di carità. La produzione è firmata Rti-Mediaset e Movie Magic International, con la collaborazione di Officina della Comunicazione. Nel ruolo del giovane santo c’è Samuele Carrino, mentre Lucia Mascino e Flavio Parenti interpretano i genitori, Antonia Salzano e Andrea Acutis. Completano il cast Maurizio Donadoni e Brayan Palliyagoda.

Da Milano 1995, la storia di un bambino fuori dal comune

Il racconto parte da Milano nel 1995. Carlo è un bambino dalla curiosità vivace, e i genitori, assorbiti da un lavoro intenso, assumono come aiuto in casa Rajesh, un ventenne di origini indiane. Tra i due nasce subito un legame affettuoso e solido. Rajesh diventa così, insieme alla mamma Antonia, uno dei primi testimoni della singolarità di Carlo. Fin da piccolo il bambino chiede di entrare in chiesa e di avvicinarsi all’Eucaristia. In poco tempo diventa un beniamino della parrocchia e un giovane aiutante nel catechismo. Accanto al tempo trascorso con gli amici, si prodiga per i senzatetto e per i più fragili del capoluogo lombardo. Appena adolescente progetta una mostra digitale sui miracoli eucaristici, sfruttando le potenzialità di Internet, allora agli inizi.

Il regista Campiotti: una storia che ispira i ragazzi

“Ho accettato con entusiasmo di lavorare a questo film perché la storia di Carlo può essere molto ispirante, soprattutto per i ragazzi”, ha spiegato Giacomo Campiotti, che firma la sceneggiatura insieme a Carlo Mazzotta. L’obiettivo è raggiungere un pubblico ampio, fatto di bambini e adolescenti. Il film può contare sulla grande popolarità di Acutis tra le giovani generazioni, in Italia e all’estero. Campiotti ha alle spalle diversi racconti religiosi e storie pensate ad altezza di ragazzo. Tra questi “Preferisco il paradiso” (2010) su san Filippo Neri, “Bianca come il latte, rossa come il sangue” (2013) e la serie “Braccialetti rossi” (2014-16). Anche qui porta il suo stile dolce e arioso, con un racconto dal passo gentile. Il titolo stesso crea un rapporto diretto con lo spettatore, come se a parlare fosse una persona di famiglia.

Il film mostra tre fasi della vita di Carlo: bambino, preadolescente e adolescente. Sono tre quadri visivi, affidati a tre attori diversi, in cui il protagonista cresce nella fede
Il regista Giacomo Campiotti con i giovani attori del film su Carlo Acutis

Tre età e tre attori per raccontare Carlo Acutis

Il film mostra tre fasi della vita di Carlo: bambino, preadolescente e adolescente. Sono tre quadri visivi, affidati a tre attori diversi, in cui il protagonista cresce nella fede. Matura anche la consapevolezza che la sua vita seguirà una strada diversa, fino a percepirne la fine anzitempo, sottolineata da un ricorrente simbolismo religioso. Gli stessi presagi li avverte la mamma Antonia. È Carlo a rincuorarla e ad accompagnarla ad accettarli senza paura, con una fede ritrovata. “Nel film sono Rajesh e la mamma le persone che seguono il piccolo Carlo e ne scoprono, giorno dopo giorno, il suo essere speciale, quasi un ‘marzianino'”, ha raccontato il regista. Lo descrive come un bambino “sensibile, buono, ma anche forte e carismatico”, profondamente toccato dall’incontro con Gesù.

Il mio nome è Carlo, un film raccomandabile per i più giovani

Secondo la recensione del SIR, la linea narrativa è descrittiva e semplice, con qualche piccolo passaggio mieloso o didascalico. Nel complesso, però, l’opera tratta con grande rispetto la vita del giovane santo e dei suoi familiari. Racconta un’esistenza “controcorrente” in famiglia, a scuola, in parrocchia e nella società, rendendola accessibile a tutti. Samuele Carrino e Lucia Mascino offrono una prova convincente e sentita. Il film ha un respiro divulgativo e punta a far conoscere Carlo Acutis soprattutto ai più giovani. Riprende un’espressione dello stesso Carlo, “Originale e non fotocopia”, e invita a vivere la fede in modo “rivoluzionario”. La valutazione conclusiva della recensione è netta: “raccomandabile, semplice, per dibattiti”.