Cosa serve davvero per avere una casa serena

L'arcivescovo Bernard Hebda dedica una lettera pastorale alle famiglie cattoliche con tre consigli per costruire una casa serena radicata in Cristo. L'arcivescovo Bernard Hebda dedica una lettera pastorale alle famiglie cattoliche con tre consigli per costruire una casa serena radicata in Cristo.
Genitori che pregano in famiglia con i figli
Canale WhatsApp Iscriviti subito!
Canale Telegram Iscriviti subito!

L’arcivescovo Bernard Hebda dedica una lettera pastorale alle famiglie cattoliche con tre consigli per costruire una casa serena radicata in Cristo.

L’arcivescovo di Saint Paul e Minneapolis, Bernard Hebda, ha scritto una lettera pastorale rivolta alle famiglie cattoliche, pubblicata in occasione del decimo anniversario del suo insediamento, avvenuto nella festa di Nostra Signora di Fatima. Il testo si intitola “Una sola cosa è necessaria: come le famiglie cattoliche possono impegnarsi a restare unite in questa vita e in quella futura”. La lettera nasce dal riconoscimento delle pressioni che oggi pesano sulla vita domestica: il calo della pratica religiosa, la frammentazione familiare, l’uso eccessivo degli schermi, l’ansia e le continue distrazioni. Di fronte a questo scenario, l’arcivescovo Hebda indica in Cristo la sorgente della vera unità e della pace, proponendo tre richiami tratti dalle Scritture e dalla vita dei santi per costruire, appunto, una casa serena.

Un’unica cosa necessaria, Cristo al centro

Riprendendo le parole di Gesù a Marta in Luca 10, 42, l’arcivescovo Hebda ricorda alle famiglie che “una sola cosa è necessaria“: una relazione viva con Cristo, da cui tutto il resto deve nascere. Quando Gesù occupa il centro della vita familiare, scrive il presule, i genitori possono amare i figli con il Suo stesso amore, gratuito e misericordioso. Questo principio, spiega la lettera, libera le famiglie dalla tirannia dell’affanno costante e delle aspettative del mondo. La santità resta possibile nella vita ordinaria, come dimostra la testimonianza dei santi Luigi e Zelia Martin, i cui cinque figli sopravvissuti entrarono tutti nella vita religiosa. Da qui l’invito a dare priorità alla preghiera, ai sacramenti e ai piccoli gesti quotidiani che tengono il cuore rivolto al Signore.

Il cammino stretto chiede vigilanza costante

L’arcivescovo Hebda parla apertamente della “sfida urgente” che le famiglie affrontano oggi, segnata da materialismo, uso eccessivo della tecnologia, solitudine e confusione morale. Cita San Giovanni Paolo II, secondo cui “il futuro dell’umanità passa attraverso la famiglia”, e richiama la parabola del seminatore di Matteo 13, mostrando come le “spine” delle preoccupazioni mondane possano soffocare la Parola di Dio. La porta stretta che conduce alla vita, ricorda la lettera citando Matteo 7, 13-14, resta comunque accessibile grazie alla grazia di Dio. La pace, scrive Hebda, non nasce dall’evitare le difficoltà ma dal percorrere insieme la strada tenendo lo sguardo fisso sul cielo, vigilando su schermi e media e coltivando il silenzio e il dialogo autentico in famiglia.

Uno dei passaggi più consolanti della lettera riguarda l'accompagnamento della Chiesa, che sostiene i genitori come primi educatori nella fede
Bambini che leggono insieme la Bibbia con un genitore

Non siete soli, la Chiesa accompagna le famiglie

Uno dei passaggi più consolanti della lettera riguarda l’accompagnamento della Chiesa, che sostiene i genitori come primi educatori nella fede. L’arcivescovo Hebda descrive strumenti concreti che parrocchie, scuole e arcidiocesi possono offrire: piccoli gruppi, risorse per l’educazione dei figli, pastorale giovanile, ritiri e un sostegno specifico per chi ha figli allontanatisi dalla fede, invocando l’intercessione di santa Monica. Questa vicinanza ecclesiale, sottolinea il testo, porta una pace profonda: appoggiandosi alla testimonianza delle famiglie sante e all’intercessione dei santi, le famiglie possono restare unite non solo in questa vita ma per sempre in quella futura.

Una lettera di speranza per ogni famiglia

La lettera dell’arcivescovo Hebda si chiude come un invito alla speranza, in un mondo che spesso tira le famiglie in troppe direzioni diverse. Mettere Cristo al centro, percorrere con decisione il cammino stretto e appoggiarsi alla Chiesa sono, per Hebda, i tre passi che permettono di coltivare quella pace che nasce dal vivere come se “una sola cosa fosse necessaria“. Il testo, rivolto non solo all’arcidiocesi di Saint Paul e Minneapolis ma a tutte le famiglie cattoliche del mondo, è disponibile in inglese e spagnolo, oltre che in formato PDF, versione audio e opuscolo, pensato per essere letto e discusso insieme, in famiglia o in piccoli gruppi.