Due fratelli diedero la loro vita per non lasciare solo il loro amico sacerdote. Ecco che cosa accadde di preciso
L’amore per Cristo, quando è forte e ben radicato, porta in strade che non ci si aspetta. La storia dei Servi di Dio José Eusebio Arnulfo de Jesús Sierra Vera e José Marcelino Anastacio de los Dolores Sierra Vera, noti come i fratelli Sierra, è una storia di coraggio e grande fede. Non solo, è una storia di amicizia leale, vera.
I due uomini erano laici messicani che diedero la vita per non abbandonare il loro amico sacerdote, mentre erano in corso violente persecuzioni dei cristiani, in Messico, nel XX secolo.
I fratelli in questione erano originari di San Pablo, nel Guanajuato. Essi facevano parte di una famiglia numerosa e dai principi cristiani ben saldi. La loro era una vita caratterizzata da responsabilità e fede.
José de Jesùs aveva un carattere forte e aveva uno spirito da leader, per cui, morto suo padre, prese le redini del ranch di famiglia e convolò a nozze giovanissimo, avendo dieci figli. José Dolores, invece, era un giovane dolce, buono, che si sposò due volte. Durante il primo matrimonio, perse prima il figlio e poi la moglie, nel periodo in cui c’era la terribile influenza spagnola.
Si trasferì negli Usa per lavorare e poi rientrò in Messico, dove contrasse nuove nozze. I due fratelli furono battezzati nel Vicariato Permanente di Canada de Caracheo, che oggi è la Chiesa di Nostra Signora dei Dolori.
L’amicizia dei fratelli con un sacerdote e il martirio
Era il 1921 quando il frate agostiniano, Elias del Socorro Nieves divenne vicario di Cañada de Caracheo.

Lui e i fratelli Sierra divennero molto amici. Il sacerdote andava spesso a casa loro, conversavano e padre Elias dava loro insegnamenti cristiani. I fratelli, grazie all’amicizia col sacerdote, rafforzarono la loro fede, e negli anni a venire, svilupparono un amore sempre più forte per Nostro Signore e per la Chiesa.
Nel 1926, approvata la Legge Calles, il presidente dell’epoca, Plutarco Elias Calles ordinò una persecuzione forte contro la Chiesa cattolica, che lui riteneva nemica del Governo. Molti sacerdoti furono arrestati, torturati, uccisi.
Il 9 marzo 1928, padre Nieves fu catturato dai persecutori e i fratelli Sierra, pur consci del destino a cui sarebbero andati incontro, non lo abbandonarono, nonostante lo stesso sacerdote avesse chiesto loro di tornare a casa.
Loro gli risposero:«No, Padre, non possiamo lasciarti solo. Se noi abbiamo bisogno delle nostre famiglie, tu ne hai ancora più bisogno, perché sei il padre spirituale di tante famiglie».
Il 10 marzo 1928, sapendo che sarebbero stati uccisi, chiesero il permesso di confessarsi al capitano e Padre Nieves li confessò. Prima di essere ucciso, José Dolores si rivolse al sacerdote:«Padre, ti aspettiamo in Cielo».
I soldati provarono a farli inginocchiare, ma José de Jesùs restò fermo e disse che lui e suo fratello si sarebbero inginocchiati solo davanti a Dio e ai suoi ministri. José de Jesùs morì mentre urlava:«Viva Cristo Re!».
Il fratello, scioccato, probabilmente morì di infarto e fu poi colpito a morte. I due uomini sono stati dichiarati Servi di Dio e attualmente è in corso, per loro, una causa di canonizzazione.