ECA chiede al Vaticano di espellere il clero abusatore

Ending Clergy Abuse ha incontrato la Commissione vaticana per chiedere l'espulsione dal ministero del clero abusatore, sul modello degli Stati Uniti. Ending Clergy Abuse ha incontrato la Commissione vaticana per chiedere l'espulsione dal ministero del clero abusatore, sul modello degli Stati Uniti.
Matthias Katsch
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Ending Clergy Abuse ha incontrato la Commissione vaticana per chiedere l’espulsione dal ministero del clero abusatore, sul modello degli Stati Uniti.

Nell’ottobre del 2025 Leone XIV è diventato il primo Papa a incontrare un’organizzazione internazionale di vittime di abusi. A quell’incontro hanno partecipato sopravvissuti e avvocati di Ending Clergy Abuse (ECA), la più grande rete internazionale di vittime, presente in 14 Paesi di cinque continenti. Quasi un anno dopo, quel primo passo si è trasformato in un dialogo strutturato. La giunta direttiva dell’organizzazione ha incontrato a inizio settimana i responsabili della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori (CPPM) nel Palazzo Mattei, proprietà vaticana. Il Papa non era presente, ma è stato lui a promuovere l’incontro, che avrà una seconda fase prima dell’autunno. Tra le richieste principali emerse durante i lavori c’è quella di applicare a livello universale le stesse regole di tolleranza zero già in vigore negli Stati Uniti contro il clero abusatore.

L’incontro al Palazzo Mattei

Le riunioni si sono svolte a porte chiuse, senza la presenza di giornalisti, e hanno coinvolto tra gli altri il segretario della commissione, Luis Manuel Alí Herrera. Secondo Matthias Katsch, membro della giunta direttiva di ECA e sopravvissuto agli abusi subiti in un collegio gesuita di Berlino, gli incontri sono stati “molto positivi”. Il ruolo dell’organizzazione, ha spiegato, è dialogare con i sopravvissuti per poi portare le loro istanze alle sedi opportune della Chiesa, “passo dopo passo”. L’arcivescovo Thibault Verny, presidente della commissione pontificia, ha sottolineato durante la sessione di apertura che ascoltare le vittime “deve essere un esercizio attivo con risultati concreti per essere credibile”.

Il modello statunitense di tolleranza zero

I rappresentanti di ECA hanno chiesto che la Chiesa adotti a livello globale gli standard già vigenti negli Stati Uniti, che prevedono l’espulsione definitiva dal ministero quando l’abuso su un minore è ammesso o provato. Si tratta di una norma canonica approvata nel 2002, dopo che il Boston Globe rivelò il caso del sacerdote John Geoghan, che per 30 anni aveva abusato di oltre 130 bambini. I vescovi statunitensi si riunirono allora a Dallas e firmarono la “Carta per la Protezione di Bambini e Giovani”, poi rivista nel mese di giugno di quest’anno. “Dopo 25 anni abbiamo visto che ha funzionato. Centinaia di sacerdoti sono stati rimossi dal ministero”, ha ricordato Katsch, chiedendosi perché la stessa chiarezza non possa valere altrove.

Il Vaticano terrà in settembre una sessione plenaria per valutare l'impatto delle politiche di prevenzione degli abusi, individuando progressi e lacune del sistema attuale
Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori

Le richieste di Ending Clergy Abuse

Oltre alla rimozione dal ministero, ECA prevede di presentare una proposta di legge universale che includa la creazione di un’agenzia indipendente con poteri investigativi, l’obbligo di pubblicare relazioni e raccomandazioni e maggiore trasparenza nei processi. Katsch ha anche denunciato la carenza di personale al Dicastero per la Dottrina della Fede, che riceve le indagini preliminari condotte dai vescovi: “Ora ci sono una ventina di procuratori per tutto il mondo e questo non funziona”. Tra le altre richieste, la condivisione delle informazioni con le autorità civili, pur riconoscendo le difficoltà legate ai diversi sistemi giuridici nazionali.

Le prossime tappe del dialogo

Il Vaticano terrà in settembre una sessione plenaria per valutare l’impatto delle politiche di prevenzione degli abusi, individuando progressi e lacune del sistema attuale. La Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori ha confermato ad ACI Prensa la disponibilità a continuare il dialogo con ECA sulle sue richieste. L’incontro arriva pochi mesi dopo l’approvazione da parte di Leone XIV dei nuovi statuti della commissione, un passaggio che rafforza il ruolo dell’organismo nella tutela dei minori in tutto il mondo. Resta da vedere quanto le richieste di ECA troveranno spazio concreto nelle decisioni che la Curia romana assumerà nei prossimi mesi.