I vescovi degli Stati Uniti propongono una replica della tilma di Guadalupe per ogni diocesi, in vista del 500° anniversario delle apparizioni nel 2031.
I vescovi degli Stati Uniti hanno pubblicato un piano pastorale che prevede l’intronizzazione di una replica fedele della tilma di San Juan Diego in ogni diocesi del Paese. La proposta arriva mentre la Chiesa si prepara al 500° anniversariodelle apparizioni mariane di Guadalupe, che cadrà nel 2031. Il documento, intitolato «Una tilma, un solo cuore: camminando con Nostra Signora di Guadalupe sulle orme di San Juan Diego», fa parte del piano strategico 2025-2028 della Novena Intercontinentale Guadalupana. L’obiettivo dichiarato è promuovere «un profondo rinnovamento spirituale e l’unità sotto la protezione di Nostra Signora di Guadalupe». I vescovi di Messico, Stati Uniti e Canada hanno portato con sé alcune repliche dopo l’incontro della scorsa settimana nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico.
Come si svolgerà l’intronizzazione della tilma nelle diocesi USA
Ogni diocesi statunitense riceverà una tilma da intronizzare nella propria cattedrale. Seguiranno due anni di attività missionarie, tra pellegrinaggi, opere di servizio e catechesi, mentre l’immagine visiterà le parrocchie a partire dal 2027. Il vescovo Robert Brennan di Brooklyn, a New York, ha spiegato durante l’assemblea plenaria dei vescovi di giugno che ogni diocesi potrà richiedere la propria tilma a basso costo e che le immagini saranno consegnate ai presuli a Baltimoranel mese di novembre, per essere venerate nelle cattedrali o in altri luoghi scelti dal vescovo locale.
La tilma originale e le nuove reliquie di terzo grado
La tilma originale è il mantello in fibra di agave sul quale, secondo la tradizione, apparve l’immagine della Vergine Maria sul colle del Tepeyac, in Messico, nel 1531. È custodita nella Basilica di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico. Le repliche destinate alle diocesi statunitensi sono stampate su un tessuto simile a quello originale; quelle messe a contatto diretto con la tilma autentica saranno considerate reliquie di terzo grado. Il piano pastorale descrive l’immagine non solo come un oggetto di devozione, ma come una «testimonianza catechetica viva», capace di trasformare i fedeli in messaggeri di speranza sull’esempio di San Juan Diego.

I Juandieguitos e i luoghi del Tepeyac contemporaneo
Dopo l’intronizzazione, l’immagine visiterà le parrocchie e i luoghi che gli organizzatori definiscono «Tepeyac contemporanei», ossia spazi segnati da sofferenza, esclusione, migrazione e violenza. Ad accompagnarla saranno missionari locali chiamati «Juandieguitos», incaricati di ascoltare le necessità delle comunità e di contribuire alla creazione di «piccole casette sacre», spazi di accoglienza, riconciliazione e formazione guadalupana. La USCCB ha inoltre pubblicato un Rito bilingue per l’intronizzazione dell’immagine, preparato originariamente dalla commissione liturgica dei vescovi messicani: prevede una Messa diocesana solenne con processione, una preghiera di consacrazione e una benedizione della comunità «sotto il manto di Maria».
Il cammino verso il 500° anniversario e il Giubileo del 2033
I vescovi hanno collegato l’iniziativa non solo al 500° anniversario delle apparizioni sul Tepeyac, ma anche al Grande Giubileo del 2033, l’Anno Santo straordinario dedicato ai 2.000 anni dalla Passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo. Tra i frutti auspicati, richiamando l’omelia di Papa Francesco del 12 dicembre 2022 per l’apertura della Novena Guadalupana, figurano il rinnovamento di una fede cristocentrica, la riconciliazione delle comunità divise e il rafforzamento dell’identità culturale ispanica. Il calendario prevede che le diocesi nominino i propri ambasciatori guadalupani entro la fine del 2026, avviino la formazione a gennaio 2027 e celebrino le intronizzazioni tra febbraio e dicembre 2027, con un accompagnamento pastorale che proseguirà fino al 2031.