Il frate di Padre Pio che tornò dal purgatorio diventa venerabile

Il 24 ottobre Papa Leone XIV ha riconosciuto le virtù eroiche di fra Daniele Natale, il cappuccino di Padre Pio che raccontò il purgatorio dopo il coma. Il 24 ottobre Papa Leone XIV ha riconosciuto le virtù eroiche di fra Daniele Natale, il cappuccino di Padre Pio che raccontò il purgatorio dopo il coma.
Il Venerabile Fra Daniele Natale
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Il 24 ottobre Papa Leone XIV ha riconosciuto le virtù eroiche di fra Daniele Natale, il cappuccino di Padre Pio che raccontò il purgatorio dopo il coma.

Il 24 ottobre 2026 Papa Leone XIV ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare i decreti sulle virtù eroiche di sei servi di Dio. Tra loro c’è fra Daniele Natale, frate cappuccino e figlio spirituale di Padre Pio, che diventa così venerabile. Il suo nome è legato a un episodio che colpisce ancora oggi. Nel 1952, dopo un intervento chirurgico a Roma, il frate fu dato per morto. Il certificato di decesso era già compilato da alcune ore quando si risvegliò, raccontando di aver vissuto due o tre ore di purgatorio. Al secolo Michele Natale, era nato l’11 marzo 1919 a San Giovanni Rotondo. Nella stessa città è morto il 6 luglio 1994, dopo una vita trascorsa nei conventi cappuccini e, negli ultimi anni, accanto ai Gruppi di preghiera di Padre Pio.

Il decreto di Papa Leone XIV e gli altri venerabili

Insieme a lui sono stati riconosciuti venerabili il salesiano Oreste Marengo, già amministratore apostolico di Tura in India, e Friedrich Kaiser Depel, primo prelato di Caravelí in Perù. Nell’elenco figurano anche i sacerdoti diocesani Domenico Pogliani e Alessandro Vitetti, insieme alla laica argentina Margarita Bavosi, detta “Luminosa”, consacrata dei Focolari. Per il cappuccino di San Giovanni Rotondo il cammino era cominciato il 7 luglio 2012, con l’apertura dell’inchiesta diocesana. La fase locale si era chiusa il 5 novembre 2016. Per la beatificazione servirà ora il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione.

Il pastorello che volle restare fratello laico

Quarto di sette figli, Michelino crebbe tra le pecore, in una famiglia di coltivatori e pastori. A 14 anni, nella notte tra il 12 e il 13 maggio, sentì la chiamata a entrare tra i Frati Minori Cappuccini. Il 4 giugno 1933, prima di partire, ricevette la benedizione di Padre Pio, che gli pose sul capo la mano piagata. Quando il ministro provinciale gli propose il seminario, il ragazzo rifiutò. Voleva farsi santo da semplice fratello laico, come aveva imparato dalla vita di san Corrado da Parzham. Il 25 marzo 1935 iniziò il noviziato a Morcone e prese il nome di fra Daniele. Nel 1943, sotto i bombardamenti di Foggia, soccorse i feriti, seppellì i morti e salvò gli oggetti sacri del convento.

Il 4 giugno 1933, prima di partire, ricevette la benedizione di Padre Pio, che gli pose sul capo la mano piagata
Fra Daniele Natale con Padre Pio

Fra Daniele Natale e le ore di purgatorio

Nel 1952, su suggerimento di Padre Pio, fu ricoverato all’ospedale Regina Elena di Roma per un tumore della milza. Il chirurgo, il professor Riccardo Moretti, era convinto che il paziente sarebbe morto sotto i ferri. L’anestesia ebbe un effetto blando e il frate rimase cosciente, finché non entrò in coma.

Secondo il suo racconto, si presentò davanti al trono di Dio e poi conobbe il purgatorio. Il motivo? Quando faceva la spesa, gli sconti ricevuti non andavano al superiore ma servivano per la posta, le piccole necessità e i militari che bussavano al convento. Quelle ore gli sembrarono trecento anni, ma il dolore più forte era il «sentirsi lontani da Dio». Per l’intercessione della Madonna e di Padre Pio tornò nel corpo, spaventando chi vegliava la salma.

Il medico commosso e la missione nei Gruppi di preghiera

Il mattino seguente il dottor Moretti arrivò in anticipo e, con le lacrime agli occhi, gli confidò di credere ora in Dio, nella Chiesa e in Padre Pio. La malattia però non era vinta e si sarebbe ripresentata anni dopo, nonostante chemioterapia e radioterapia.

Fra Daniele fu poi cuoco, questuante, portinaio, telefonista e sacrista tra San Giovanni Rotondo, Vico del Gargano, Isernia e Cerignola. Dopo la morte di Padre Pio girò l’Italia e l’estero per i Gruppi di preghiera, con chiese e sale che non bastavano a contenere la gente. Dall’avvio della fase romana della causa, a San Giovanni Rotondo si celebra in sua memoria una Messa ogni mese, il giorno 6.