A due giorni da Halloween l’Associazione internazionale esorcisti critica fiere e festival dell’occulto promossi dai Comuni: «Chi sono i veri oscurantisti?»
A due giorni da Halloween, l’Associazione internazionale esorcisti torna a parlare di occultismo con una nota diffusa il 27 ottobre 2026. Il titolo scelto è una domanda diretta: «Chi sono i veri oscurantisti?». Al centro del testo c’è il pubblico revival di pratiche magiche e occultiste, che passa sempre più spesso attraverso festival e fiere esoteriche aperti a tutti. Il testo è stato pubblicato sul sito dell’associazione. L’Aie ricorda di aver affrontato il tema più volte, con intento pastorale ed educativo. Questa volta lo sguardo si concentra su un dato preciso: a farsi promotrici di simili iniziative sono spesso le amministrazioni locali. Stregoneria, divinazione e medianità diventano così il richiamo di eventi pensati per attirare pubblico.
Il ruolo dei Comuni nelle fiere esoteriche
Secondo la nota, molti enti locali considerano questi appuntamenti un modo per incentivare la conoscenza dei borghi periferici. Si tratta di luoghi che altrimenti resterebbero fuori dai circuiti turistici e che puntano sulla magia per farsi notare. Gli esorcisti osservano però che questa spiegazione regge solo in parte. Anche nelle grandi città, che non soffrono certo di scarsità di turisti, si organizzano eventi legati alla magia in spazi aperti al pubblico. Accade nei giorni che precedono Halloween, ma anche nel resto dell’anno.
L’Associazione internazionale esorcisti e il limite del dato culturale
L’associazione riconosce a ciascuno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Allo stesso tempo, precisa che proporre l’occulto come semplice dato culturale o evento ricreativo non basta a giustificarlo. Per gli esorcisti, il fenomeno va piuttosto conosciuto, così da evitare condotte o atteggiamenti ritenuti dannosi sul piano spirituale per la crescita personale e sociale. Il rischio, spiegano, si presenta quando l’occultismo viene promosso in tutte le sue forme o con un approccio acritico. La nota tiene a distinguere i casi. Non sono in discussione convegni o dibattiti di carattere scientifico, per esempio in ambito storico, sociologico o etno-antropologico. Analizzare davvero un fenomeno culturale, osserva l’Aie, significa osservarlo nel suo insieme, mettendo in luce tutti i suoi aspetti.

Chi sono i veri oscurantisti
Un altro passaggio riguarda chi presenta magia e occulto come chiavi per leggere la realtà nel XXI secolo. Lo stesso vale, per gli esorcisti, per le cosiddette terapie alternative di canalizzazione energetica e altre discipline olistiche proposte come tutela del benessere psicofisico. Chi promuove e segue queste proposte, sostiene la nota, si colloca in un’ottica decisamente oscurantista e per nulla razionale. È la stessa accusa che spesso, con superficialità e pregiudizio, viene rivolta alla Chiesa cattolica. La Chiesa, al contrario, ha a cuore la promozione integrale della persona umana. L’Aie la descrive nella totalità delle sue dimensioni: fisica, intellettuale, morale, sociale e spirituale.
Fides et ratio e l’immagine di Goya
A chiudere il testo è un passo introduttivo dell’enciclica Fides et ratio. La Chiesa, si legge, non può che apprezzare l’impegno della ragione per il raggiungimento di obiettivi che rendano l’esistenza personale sempre più degna. Sul sito dell’associazione la nota è accompagnata da un’immagine. È l’incisione di Francisco Goya «Il sonno della ragione genera mostri», foglio numero 43 della serie Los Caprichos, pubblicata nel 1799.
L’opera è un’incisione realizzata ad acquaforte e acquatinta. Il titolo originale spagnolo è El sueño de la razón produce monstruos.