Quando la fede scivola nella magia: le superstizioni da evitare secondo il Catechismo

Universo, oroscopo, portafortuna e catene di preghiera: 6 superstizioni da evitare che il Catechismo invita a riconoscere e lasciare. Universo, oroscopo, portafortuna e catene di preghiera: 6 superstizioni da evitare che il Catechismo invita a riconoscere e lasciare.
Rosario appoggiato su una Bibbia aperta
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Universo, oroscopo, portafortuna e catene di preghiera: 6 superstizioni da evitare che il Catechismo invita a riconoscere e lasciare.

Non tutto ciò che ha un’aria spirituale è compatibile con la fede cattolica. Esistono credenze molto diffuse, spesso arrivate dal mondo New Age o dalla cultura popolare, che sembrano vicine al cristianesimo ma in realtà se ne allontanano. Riconoscere le superstizioni da evitare è il primo passo per non adottarle senza accorgersene. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ne parla con chiarezza. Al numero 2111 definisce la superstizione come una deviazione del sentimento religioso, che può insinuarsi persino nel culto reso al vero Dio. Succede quando si attribuisce un’efficacia quasi magica a gesti, parole o oggetti, dimenticando le disposizioni del cuore. Ecco sei esempi concreti, alcuni antichissimi, altri tornati di moda negli ultimi anni.

Universo, legge dell’attrazione e parole che “creano” la realtà

La prima idea è che l’universo possa esaudire un desiderio. Ma l’universo non ascolta, non ha una volontà e non è una persona. Il cristiano si rivolge a un Dio che è Padre, che conosce i suoi figli e li ama: è a Lui che affida le proprie richieste.

Simile è la legge dell’attrazione, il «manifestare» qualcosa con il pensiero per attirarlo nella propria vita. Qui la preghiera viene ribaltata: non è più dialogo, diventa una tecnica per piegare la realtà. Gesù insegna invece a dire «sia fatta la tua volontà» (Mt 6,10) e nel Getsemani prega «non come voglio io, ma come vuoi tu» (Mt 26,39).

Lo stesso vale per chi pensa di far esistere qualcosa con le parole, come se pronunciarle bastasse a cambiare i fatti. Le parole non costringono la realtà. Quando si chiede qualcosa, lo si fa con umiltà, lasciando che Dio sia Dio.

Portafortuna e sacramentali non sono la stessa cosa

Cornetti, ferri di cavallo, amuleti: nessun oggetto ha un potere in sé. Il rischio riguarda anche i credenti, quando una medaglia, un crocifisso o un rosario vengono trattati come talismani contro la sfortuna. I sacramentali sono segni sacri istituiti dalla Chiesa. Il Catechismo (nn. 1667-1670) spiega che non conferiscono la grazia come i sacramenti, ma dispongono a riceverla e aiutano a santificare la vita di ogni giorno. Il loro valore sta nell’orientarci verso Dio, non nel proteggerci in modo automatico.

Cornetti, ferri di cavallo, amuleti: nessun oggetto ha un potere in sé. Il rischio riguarda anche i credenti, quando una medaglia, un crocifisso o un rosario vengono trattati come talismani contro la sfortuna
I corni cosiddetti portafortuna

Oroscopo e astrologia tra le superstizioni da evitare

Leggere l’oroscopo può sembrare un passatempo innocuo. Il Catechismo, al numero 2116, chiede però di respingere ogni forma di divinazione, citando espressamente la consultazione degli oroscopi e l’astrologia, insieme alla chiromanzia e al ricorso ai medium. Il motivo è semplice: solo Dio conosce il futuro. Le stelle non determinano le circostanze di una persona né possono prevederne il domani. La Chiesa invita piuttosto a rimettersi con fiducia nelle mani della Provvidenza (n. 2115), senza la curiosità malsana di voler sapere tutto in anticipo.

Catene di preghiera, novene e Rosario

«Inoltra questa preghiera a dieci persone e otterrai la grazia». Le catene di preghiera che promettono un esito garantito rientrano pienamente nella superstizione descritta dal n. 2111: affidarsi alla sola ripetizione materiale di una formula, prescindendo da ciò che accade nel cuore. Gesù stesso mette in guardia dal moltiplicare le parole come i pagani (Mt 6,7). Diverso è il caso di novene, Rosario e altre devozioni. Qui la ripetizione non è una formula magica, ma un modo per pregare con perseveranza senza pretendere un risultato. La preghiera resta una relazione d’amore con Dio, fondata sulla fiducia.

Conoscere la fede serve anche a questo: distinguere ciò che viene da Dio da ciò che ne ha soltanto l’apparenza. Non tutto ciò che parla di angeli, santi o energia è cristiano. A volte basta una domanda onesta per capirlo: a chi sto affidando davvero la mia vita?