Mons. Francesco Cavina, nuovo visitatore apostolico di Medjugorje, parla del nulla osta, dei veggenti e dei frutti di conversione.
Monsignor Francesco Cavina, vescovo emerito di Carpi, è il nuovo visitatore apostolico di Medjugorje. Lo ha nominato Papa Leone XIV, che ha accettato la rinuncia del nunzio Aldo Cavalli. Intervistato subito dopo la nomina, il presule non nasconde lo stupore: per lui si tratta davvero di una sorpresa gradita, che lo ha rallegrato e anche un po’ fatto trepidare. Negli ultimi sette anni ha percorso l’Italia per celebrazioni liturgiche, feste patronali, Cresime, esercizi spirituali e conferenze, sempre accolto con affetto e stima. L’idea di un incarico stabile al servizio della Chiesa, racconta, non lo sfiorava più nemmeno lontanamente. Per questo ringrazia di cuore il Santo Padre per la fiducia dimostrata nei suoi confronti, un’attenzione che gli restituisce nuova energia.
Una vita segnata dalla devozione alla Madonna
La devozione mariana, spiega Cavina, ha sempre avuto un posto particolare nella sua vita. Tutto parte dai genitori, che ogni sera andavano in chiesa per il Rosario e la Santa Messa. Anche i momenti decisivi del suo cammino portano un segno mariano: l’ordinazione diaconale e quella presbiterale sono avvenute nella Cattedrale di Imola, durante le feste della Beata Vergine del Piratello. Da vescovo di Carpi ha accolto con grande solennità la statua della Madonna di Fatima e ha fatto restaurare quella della Madonna Assunta. Ora affida alla Vergine questo nuovo tratto di strada e le persone che incontrerà. Lo fa con le parole di san Luigi Maria Grignion de Montfort: chi si dona a lei senza riserve, riceve altrettanto.
Il nulla osta e il giudizio del visitatore apostolico di Medjugorje
Sul discernimento della Chiesa il suo giudizio è netto: oggi è positivo sul piano spirituale e pastorale. Il percorso è stato lungo, complesso, e ha attraversato quattro pontificati. Cavina ricorda le parole di san Giovanni Paolo II e il lavoro della Commissione guidata dal cardinale Camillo Ruini, che riconobbe la credibilità soprannaturale degli inizi, nel 1981.
Le nuove norme adottate nel maggio 2024 e le indagini del Dicastero per la Dottrina della Fede hanno portato al Nihil obstat della Nota Regina Pacis del 19 settembre 2024. Per il vescovo è il massimo grado positivo di discernimento pastorale. La Chiesa non si pronuncia sulla soprannaturalità, ma guarda ai frutti. Anche i messaggi, nel loro insieme, sono stati letti come edificanti e congruenti con la dottrina cattolica. Un ringraziamento va ai predecessori, il compianto Henryk Hoser e Aldo Cavalli.

I veggenti sono testimoni, non il fine
Sui veggenti il nuovo visitatore definisce la Chiesa saggia e materna. A Medjugorje si va per incontrare Maria, Regina della Pace, e attraverso di lei Cristo, non i presunti veggenti. Cavina richiama le parole pronunciate da Papa Leone nella sua prima messa da pontefice: «sparire perché rimanga Cristo». Chiede però di essere giusti con i sei ragazzi del 1981. Erano giovani semplici e non cercavano fama. Hanno sopportato pressioni, interrogatori e incomprensioni senza abbandonare la loro testimonianza, hanno formato famiglie e sono rimasti legati alla vita della Chiesa. Il punto decisivo resta uno: i veggenti sono testimoni, non il fine.
Il «confessionale del mondo» e la conversione dei cuori
L’espressione «confessionale del mondo», per Cavina, coglie qualcosa di profondissimo. La Nota parla di abbondanti conversioni, ritorno ai sacramenti, vocazioni, riconciliazioni tra coniugi. Persone lontane da Dio tornano a confessarsi dopo anni, famiglie ferite si ricompongono, giovani riprendono a pregare. Da qui la sua sintesi: il miracolo di Medjugorje è innanzitutto la conversione dei cuori, con la rinascita della fede e della speranza. Chiamarlo «confessionale del mondo», precisa, non è esagerato se lo si intende bene. Lì moltissimi hanno incontrato la misericordia di Dio in modo concreto e semplice.
Il nuovo incarico è a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis. Secondo quanto comunicato dalla diocesi di Carpi, monsignor Cavina si trasferirà a Medjugorje entro gennaio 2027.