Commemorazione dei defunti, il 2 novembre nato a Cluny nel 998 e le sue indulgenze

Commemorazione dei defunti del 2 novembre: origini, le tre Messe dei sacerdoti, le tradizioni e come ottenere l’indulgenza plenaria per i propri cari. Commemorazione dei defunti del 2 novembre: origini, le tre Messe dei sacerdoti, le tradizioni e come ottenere l’indulgenza plenaria per i propri cari.
Persona in preghiera davanti a una tomba
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Commemorazione dei defunti del 2 novembre: origini, le tre Messe dei sacerdoti, le tradizioni e come ottenere l’indulgenza plenaria per i propri cari.

La commemorazione dei defunti cade ogni anno il 2 novembre, il giorno dopo Tutti i Santi. Nel 2026 sarà lunedì, subito dopo la domenica di Ognissanti. Le sue origini risalgono a più di mille anni fa, in un’abbazia benedettina della Borgogna. Non tutti sanno che, in Italia, il 2 novembre non è una festa civile. A differenza di Ognissanti, riconosciuto dalla legge 260 del 1949, resta un giorno lavorativo. Ed è proprio questo il motivo pratico per cui tanti visitano le tombe già il 1° novembre. Al centro della giornata c’è la preghiera per le anime del Purgatorio. Il Catechismo le descrive come anime che muoiono nell’amicizia di Dio ma hanno ancora bisogno di purificazione, e che i vivi possono aiutare con il suffragio.

Sant’Odilone e la nascita della commemorazione dei defunti

Nel 998 sant’Odilone, quinto abate di Cluny, in Borgogna, stabilì che i monasteri della sua congregazione ricordassero i defunti di ogni tempo e di ogni luogo. La sera del 1° novembre, dopo i vespri, le campane dovevano suonare rintocchi funebri. Il giorno seguente l’Eucaristia veniva offerta per il riposo di tutti i defunti. Un racconto tramandato lega la decisione a un monaco naufragato in Sicilia: un eremita gli avrebbe confidato di sentire spesso le voci sofferenti delle anime del Purgatorio. L’usanza si diffuse oltre Cluny e fu accolta dalla Chiesa di Roma nel corso del XIV secolo.

Le tre Messe che ogni sacerdote può celebrare

Il 2 novembre ogni sacerdote può celebrare tre Messe: una secondo un’intenzione libera, una per tutti i fedeli defunti, una secondo le intenzioni del Papa. Il privilegio era nato nel 1748, quando Benedetto XIV lo concesse ai sacerdoti dei regni di Spagna e Portogallo. Fu Benedetto XV a estenderlo a tutta la Chiesa con la costituzione apostolica Incruentum Altaris del 10 agosto 1915.

Il 2 novembre ogni sacerdote può celebrare tre Messe: una secondo un’intenzione libera, una per tutti i fedeli defunti, una secondo le intenzioni del Papa
Sacerdoti all’altare durante una Messa

L’indulgenza plenaria e come ottenerla

Per i fedeli la Chiesa prevede due indulgenze plenarie, applicabili soltanto ai defunti. La prima si ottiene dal 1° all’8 novembre, visitando devotamente un cimitero e pregando per i defunti, anche solo mentalmente.

La seconda è legata al giorno della Commemorazione: si visita una chiesa o un oratorio e si recitano il Padre Nostro e il Credo. Con il consenso del vescovo può essere spostata alla domenica precedente o successiva, oppure a Ognissanti. Valgono le condizioni consuete: confessione sacramentale, anche entro circa 20 giorni prima o dopo, comunione eucaristica e preghiera per le intenzioni del Papa, ad esempio un Padre Nostro e un’Ave Maria. Serve il distacco da ogni peccato, anche veniale, e l’indulgenza plenaria si ottiene una sola volta al giorno.

Una sola confessione basta per più indulgenze, mentre comunione e preghiera vanno ripetute per ciascuna. Negli altri giorni la visita al cimitero dona un’indulgenza parziale, così come la recita delle Lodi o dei Vespri dell’Ufficio dei defunti e dell’invocazione “L’eterno riposo”.

Le tradizioni italiane del giorno dei morti

In Sicilia ai bambini si racconta che i defunti, se hanno pregato per loro, porteranno dolci e doni. In Lombardia e in parte della Liguria si prepara il pan dei morti.

In Trentino, secondo la tradizione, le campane suonano per molte ore e la tavola resta apparecchiata con il focolare acceso tutta la notte. A Roma, invece, si usava consumare un pasto accanto alla tomba di un parente, per tenergli compagnia.