La festa di Tutti i Santi nasce tra Antiochia e il Pantheon di Roma: perché si celebra il 1° novembre e le curiosità poco note su Ognissanti.
Il 1° novembre la Chiesa celebra la festa di Tutti i Santi, chiamata anche Ognissanti. È la solennità che onora la gloria di tutti i santi, compresi quelli che non hanno un giorno proprio nel calendario liturgico. Nel 2026 la ricorrenza cade di domenica e precede di un giorno la Commemorazione di tutti i fedeli defunti.
Dietro una data che oggi sembra ovvia c’è una storia fatta di spostamenti, decisioni di papi e di imperatori, tradizioni diverse tra Oriente e Occidente. Le prime commemorazioni comuni dei martiri risalgono al IV secolo, quando le comunità cristiane iniziarono a ricordare insieme chi aveva dato la vita per testimoniare la fede durante le persecuzioni. Per secoli, però, non è esistito un giorno unico valido per tutti i cristiani.
Le origini della festa di Tutti i Santi in Oriente
Le prime tracce di una celebrazione generale si trovano ad Antiochia. Qui la festa cadeva la prima domenica dopo Pentecoste, come attesta san Giovanni Crisostomo, Dottore della Chiesa nato proprio in quella città. A Edessa, invece, sant’Efrem il Siro la collocava al 13 maggio. La liturgia bizantina ha conservato la collocazione più antica: ancora oggi le Chiese d’Oriente celebrano la Domenica di Tutti i Santi subito dopo Pentecoste. In Irlanda la data era il 20 aprile, mentre il 1° novembre risultava già diffuso in Inghilterra e in Germania.
Il Pantheon e quel 13 maggio del 609
A Roma la svolta arriva con papa Bonifacio IV. Il 13 maggio del 609, o del 610 secondo altre fonti, il pontefice ricevette il Pantheon dall’imperatore Foca e lo consacrò come chiesa dedicata alla Vergine e a tutti i martiri, con il nome di Sancta Maria ad Martyres. In quella data si ricordava la traslazione di reliquie di martiri anonimi dalle catacombe romane all’antico edificio. Da allora, il 13 maggio fu celebrata a Roma una festa di tutti i martiri.

Perché Ognissanti si celebra il 1° novembre
Il passaggio a novembre avviene in due tempi. Papa Gregorio III, che guidò la Chiesa dal 731 al 741, consacrò nella vecchia basilica di San Pietro un oratorio dedicato a tutti i santi, dove erano custodite numerose reliquie. È la prima testimonianza della data del 1° novembre e dell’allargamento della festa dai soli martiri a tutti i santi. Fu poi Gregorio IV, papa dall’827 all’844, a estendere la celebrazione all’intera Chiesa. Nell’835 un decreto del re franco Ludovico il Pio, emanato su richiesta del pontefice e con il consenso dei vescovi, la rese festa di precetto. Le ragioni precise della scelta del 1° novembre, però, non ci sono note.
Curiosità poco conosciute su Ognissanti
Nel XV secolo papa Sisto IV arricchì la ricorrenza con un’ottava, cioè otto giorni di celebrazione. Quella estensione è durata secoli, fino alla sua soppressione nel corso del Novecento. Una traccia di quegli otto giorni sopravvive nell’indulgenza plenaria per i defunti. Chi visita devotamente un cimitero dal 1° all’8 novembre e prega per i morti, anche solo mentalmente, può ottenerla una volta al giorno, alle consuete condizioni stabilite dalla Chiesa.
Anche il nome Halloween nasce da qui. In inglese i santi erano detti “hallowed”, e la sera prima della festa divenne “All Hallows’ Eve”, la vigilia di Ognissanti, poi abbreviata in Hallowe’en. Era tradizionalmente un giorno di digiuno e di preghiera in preparazione alla solennità.
C’è infine una ragione molto pratica all’origine di tutto. Con il moltiplicarsi dei martiri e dei santi nella Chiesa delle origini, i giorni dell’anno non bastavano più per ricordarli tutti singolarmente: Ognissanti nacque anche come giorno capace di abbracciarli insieme.