Il mondo si tinge di rosso dal 15 al 22 novembre, cos’è la Red Week 2026

Dal 15 al 22 novembre la Red Week 2026 di ACS illumina di rosso chiese e monumenti, con due serate a Milano e Roma per i cristiani perseguitati. Dal 15 al 22 novembre la Red Week 2026 di ACS illumina di rosso chiese e monumenti, con due serate a Milano e Roma per i cristiani perseguitati.
Red Week, il Colosseo acceso di rosso
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Dal 15 al 22 novembre la Red Week 2026 di ACS illumina di rosso chiese e monumenti, con due serate a Milano e Roma per i cristiani perseguitati.

Dal 15 al 22 novembre 2026 facciate di chiese, cattedrali ed edifici pubblici in decine di nazioni si accenderanno di un rosso intenso. È la Red Week 2026, la campagna globale promossa dalla Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) per richiamare l’attenzione sulle gravi violazioni della libertà religiosa subite dalle comunità cristiane perseguitate. Il colore non è una trovata scenografica. Il rosso richiama il sangue versato dai martiri e la sofferenza quotidiana di chi viene perseguitato per la propria fede. Una scelta che dal 2015 ha già coinvolto alcuni dei luoghi più celebri del pianeta: la Fontana di Trevi e il Colosseo a Roma, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, la Sagrada Familia di Barcellona e il Sacro Cuore di Parigi.

Quest’anno, in Italia, alle luci si aggiungeranno la musica sacra e la voce di chi la persecuzione l’ha vissuta sulla propria pelle.

I numeri del Rapporto ACS 2025 sulla libertà religiosa

Dietro l’iniziativa c’è una realtà descritta dal Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo 2025 pubblicato da ACS. In 62 Paesi si registrano violazioni sistematiche della libertà religiosa: 24 rientrano nella fascia della vera e propria persecuzione, mentre nelle altre 38 prevale la discriminazione.

Complessivamente, oltre 5,4 miliardi di persone vivono in contesti dove professare il proprio credo è seriamente compromesso. Sono 413 milioni i cristiani che risiedono in territori segnati da gravissime violazioni. Di questi, circa 220 milioni sono esposti in prima persona alla persecuzione, sotto la minaccia di regimi autoritari, violenza jihadista, nazionalismi religiosi e criminalità organizzata.

Red Week 2026, le serate «Voci dimenticate» a Milano e Roma

Per dare un volto a queste cifre, ACS Italia ha organizzato due serate dal titolo «Voci dimenticate», che uniscono la grande musica sacra alla testimonianza diretta delle vittime. Si comincia lunedì 16 novembre alle 20:30 a Milano, nella Basilica di Santa Maria delle Grazie. In programma i capolavori barocchi di Vivaldi, Torelli e Händel, eseguiti dal Coro Filarmonico G.B. Pergolesi e dall’Orchestra Filarmonica Amadeus sotto la direzione del Maestro Gianmario Cavallaro.

Il secondo appuntamento è a Roma sabato 21 novembre, sempre alle 20:30, nella Basilica di San Saba. Il Coro Città di Roma, diretto dal Maestro Mauro Marchetti, proporrà un repertorio sacro con brani di Bach, Mozart e Pergolesi. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite, fino a esaurimento posti.

la Fontana di Trevi e il Colosseo a Roma, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, la Sagrada Familia di Barcellona e il Sacro Cuore di Parigi
Parigi, basilica del Sacro Cuore illuminata di rosso

La testimonianza di una sopravvissuta a Boko Haram

Il momento più intenso delle due serate sarà il racconto di una giovane donna cristiana sopravvissuta alle brutalità dei terroristi di Boko Haram in Nigeria. Ad accompagnarla ci sarà don Joseph Fidelis Bature, sacerdote nigeriano e psicologo clinico. Don Bature dirige il Trauma Center di Maiduguri, una struttura sostenuta da ACS che offre cura e riabilitazione psicologica, spirituale e sociale alle vittime degli estremisti.

Le donazioni per la diocesi nigeriana di Minna

La campagna non si ferma alla denuncia. Le offerte raccolte durante gli eventi finanzieranno un progetto ACS nella diocesi nigeriana di Minna, un territorio colpito di continuo da attacchi armati, sequestri e violenze. I fondi permetteranno a 200 persone, tra donne, uomini e bambini sopravvissuti ai raid, di ricevere sostegno psicologico, recuperare l’autonomia economica e reinserirsi nella comunità.

Il progetto prevede anche la formazione di 60 leader locali, tra sacerdoti e autorità, pronti ad assistere i soggetti più vulnerabili. È un tassello dell’attività ordinaria di ACS che, con 24 sedi nazionali, realizza ogni anno oltre 5.000 progetti in circa 140 Paesi: aiuti d’emergenza, chiese ricostruite, sostegno a sacerdoti e religiosi nei contesti più difficili.

Per informazioni sulla serata romana è possibile scrivere a biglietteria@aragorn.it.