«È felice?» Papa Leone XIV parla della felicità nel viaggio in Francia: una gioia legata alla scelta, rinnovata ogni giorno, di seguire Gesù.
Ci sono giorni in cui lo stesso evento ci rallegra e altri in cui ci pesa. Eppure passiamo gran parte della vita a cercare la felicità, senza sapere bene cosa speriamo di trovare. Su questa domanda si è soffermato Papa Leone XIV, con una risposta sulla felicità nata dalla sua esperienza. Era il 25 settembre, durante il viaggio apostolico in Francia. La giornalista italiana Franca Giansoldati, gli ha rivolto una domanda in apparenza semplice: «È felice?». La sua prima reazione, secondo il racconto, avrebbe fatto ridere i presenti. «Non so se ho l’aria triste… ma sono felice e appagato», ha risposto il Pontefice. Nonostante le difficoltà e le prove che può incontrare, il Papa ha spiegato che è la fede a dargli la forza di andare avanti. Per lui la felicità è legata a una decisione presa molti anni fa e rinnovata ogni giorno: quella di seguire Gesù.
La felicità di Papa Leone XIV non aspetta una vita perfetta
Uno dei nodi è che le aspettative legate alla felicità sono molte. Un lavoro appagante, relazioni ricche, una certa sicurezza economica, una buona salute e il tempo per godersi ciò che si è costruito. Quando uno di questi elementi viene a mancare, è facile sentire che anche la felicità ci sfugge. Capita però di aver attraversato periodi tutt’altro che perfetti in cui la gioia era comunque presente. La stanchezza per i figli piccoli, le difficoltà economiche o una relazione complicata non impediscono per forza di vivere momenti felici. Al contrario, anche quando tutto sembra andare per il meglio, può restare la sensazione che qualcosa manchi.
Una gioia che convive con le prove
La risposta di Leone XIV mette in luce proprio questa distinzione. Il successore di Pietro non sostiene che le sue responsabilità siano facili, né che la fede lo abbia risparmiato dalle difficoltà. Descrive piuttosto una felicità capace di convivere con le prove, radicata in una causa a cui ritiene di poter dedicare la propria vita. È un’idea lontana da chi pensa di poter essere felice solo dopo aver eliminato tutto ciò che rende infelici.

Una scelta da rinnovare ogni giorno
L’aspetto forse più interessante è il modo in cui il Papa definisce la propria felicità. «Sono felice di una scelta che ho fatto molti anni fa, una scelta che rinnovo continuamente. Mi dico che seguire Gesù è la cosa più felice nella vita». Rallegrarsi di una decisione è relativamente facile quando tutto procede come previsto. La vera sfida arriva quando l’entusiasmo degli inizi si affievolisce, le richieste aumentano e i sacrifici diventano più evidenti.
Lo sa bene chi si è impegnato a lungo termine, nel matrimonio, nella vita di famiglia, in una vocazione o in una responsabilità che gli sta davvero a cuore. Non tutti i giorni sono uguali: certe mattine, riuscire a far uscire di casa tutta la famiglia senza intoppi sembra già una piccola vittoria. I giorni più duri, però, non cancellano per forza la convinzione di aver scelto la strada giusta.
Seguire Gesù, anche nei giorni più difficili
Per i cristiani questa fedeltà ha una risonanza particolare. Seguire Gesù non è una decisione presa una volta per tutte, ma una scelta da rinnovare nel tempo attraverso tante piccole decisioni, alcune gioiose, altre più impegnative, spesso senza una ricompensa immediata.
Una giornata storta, una delusione o il peso delle responsabilità non cancellano ciò che dà valore a una vita. La felicità forse non si misura soltanto da ciò che si prova in un dato momento, ma anche da ciò che resta quando le circostanze cambiano. Per Leone XIV questa continuità trova la sua sorgente nella fede: seguire Gesù è la scelta che dà senso alla sua esistenza. Una risposta semplice, che acquista un’altra profondità quando arriva un giorno più pesante. Anche un lunedì.