Le lettere di Padre Pio alle figlie spirituali, tre regole per la battaglia interiore

Padre Pio e la tentazione: nelle lettere alle figlie spirituali dell’Epistolario III tre consigli concreti, dalla fuga immediata alla fiducia in Dio. Padre Pio e la tentazione: nelle lettere alle figlie spirituali dell’Epistolario III tre consigli concreti, dalla fuga immediata alla fiducia in Dio.
Padre Pio da Pietrelcina
Canale WhatsApp Iscriviti subito!
Canale Telegram Iscriviti subito!

Padre Pio e la tentazione: nelle lettere alle figlie spirituali dell’Epistolario III tre consigli concreti, dalla fuga immediata alla fiducia in Dio.

Non c’è il Padre Pio delle folle, in queste pagine, e nemmeno quello dei miracoli. C’è il frate del confessionale, che risponde lettera dopo lettera a chi gli confida dubbi, cadute e tentazioni. Il tema di Padre Pio e la tentazione emerge con chiarezza nel terzo volume dell’Epistolario, quello che raccoglie la corrispondenza con le sue figlie spirituali. Sono testi meno frequentati rispetto agli aneddoti più noti sulla sua vita. Gli scritti sono indirizzati soprattutto ad Assunta di Tomaso e a Maria Gargani tra il 1917 e il 1918: donne che si affidavano a lui come direttore spirituale, spesso in momenti di crisi, di aridità o di scoraggiamento profondo. Più delle parole di consolazione, colpisce la concretezza dei consigli. Padre Pio non si limita a rassicurare, ma indica una strada precisa, quasi un piccolo manuale per attraversare la notte dello spirito.

Padre Pio e la tentazione, la prima regola è non fermarsi

Il primo consiglio riguarda il modo di reagire quando la tentazione si presenta. Padre Pio non chiede di restare sul campo a combattere, ma di ritirarsi subito. Alle sue figlie spirituali raccomanda di non soffermarsi volontariamente su ciò che il nemico propone alla mente. La sintesi sta in una frase breve, destinata a restare: «Ricordati che vince chi fugge». La fuga di cui parla è un movimento umile verso Dio, non una lunga discussione interiore con ciò che tenta l’anima.

Più forti gli assalti, più Dio è vicino all’anima

Il secondo consiglio offre un criterio per leggere le prove interiori. Il 2 marzo 1917, scrivendo ancora ad Assunta di Tomaso, Padre Pio la invita a tenere per certo che, quanto più aumentano gli assalti del nemico, tanto più Dio si fa vicino.

In una lettera successiva sceglie un’immagine legata alle stagioni. Più l’inverno sarà rigido, scrive, più la primavera sarà bella e ricca di fiori, e il raccolto più abbondante. La durezza del momento diventa così la premessa di ciò che verrà.

In una lettera successiva sceglie un’immagine legata alle stagioni. Più l’inverno sarà rigido, scrive, più la primavera sarà bella e ricca di fiori, e il raccolto più abbondante.
Lettera di Padre Pio

Il conforto del direttore spirituale non è un palliativo

Nelle lettere torna anche un’insidia ricorrente. Il tentatore arriva a suggerire che le parole di conforto del direttore spirituale siano soltanto un palliativo, un modo per calmare l’anima senza un vero fondamento.

Padre Pio smentisce questa voce con autorità. La consolazione che offre, spiega, non nasce per un semplice conforto: è fondata sulla realtà. Parole rivolte a donne che gli scrivevano proprio quando dubbi e scoraggiamento si facevano più pesanti.

La vita spirituale come un ospedale che guarisce

Il terzo consiglio è forse il più esigente. Il 10 dicembre 1917, in una lettera a Maria Gargani, Padre Pio paragona la religione a un ospedale di infermi spirituali. Sono persone che vogliono guarire e, per riuscirci, accettano di sottoporsi a salasso, lancetta e rasoio. Il messaggio è netto: si guarisce solo attraverso la cura, non evitandola. Chi cerca la salute dell’anima non può sottrarsi a ciò che fa soffrire mentre viene curato.

Riletti oggi, questi scritti conservano una sorprendente attualità. La battaglia spirituale, secondo Padre Pio, non si vince con la forza del ragionamento interiore, ma con un gesto umile di fuga verso Dio, sostenuto dalla preghiera e dalla fiducia che ogni inverno, anche il più rigido, prepara una primavera.