Novembre 2026, l’intenzione di preghiera di Papa Leone XIV

L’intenzione di preghiera di novembre del Papa Leone XIV chiede un buon uso della ricchezza, contro l’egoismo e al servizio del bene comune e di chi ha meno. L’intenzione di preghiera di novembre del Papa Leone XIV chiede un buon uso della ricchezza, contro l’egoismo e al servizio del bene comune e di chi ha meno.
Papa Leone XIV
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L’intenzione di preghiera di novembre del Papa Leone XIV chiede un buon uso della ricchezza, contro l’egoismo e al servizio del bene comune e di chi ha meno.

Il Papa Leone XIV ha scelto come intenzione di preghiera di novembre 2026 il tema del buon uso della ricchezza. È un invito rivolto ai fedeli di tutto il mondo, che riguarda il rapporto tra beni materiali, giustizia e attenzione verso chi vive nel bisogno. Le parole del Pontefice sono semplici e dirette: «Preghiamo per un buon uso della ricchezza affinché, non cedendo alla tentazione dell’egoismo, sia sempre al servizio del bene comune e della solidarietà con chi ha meno». Una formula breve, che tiene insieme tre elementi: egoismo, bene comune e solidarietà.

L’intenzione arriva in un mese segnato da un appuntamento ormai stabile nel calendario della Chiesa. Si tratta della Giornata Mondiale dei Poveri, che quest’anno giunge alla sua decima edizione.

Ricchezze sproporzionate nelle mani di pochi

Il tema non è nuovo per Leone XIV. Già nell’aprile 2026 il Santo Padre aveva affrontato la questione della povertà con un messaggio pubblicato sul suo account X.

«Centinaia di milioni di persone in tutto il pianeta vivono immerse nella povertà estrema. Eppure esistono ricchezze sproporzionate che restano nelle mani di pochi», aveva scritto il Papa. La constatazione di questa realtà dovrebbe spingere ogni cattolico a cercare la giustizia sociale con mezzi ispirati al Vangelo. Così ogni sforzo solidale resta aperto al trascendente e non perde la propria identità.

La preghiera come primo passo

Da qui nasce, sempre secondo la fonte, la necessità radicale della preghiera. Pregare significa chiedere a Dio la luce per produrre e impiegare la ricchezza in vista del bene comune. Lo stesso Leone XIV, nel Messaggio per la IX Giornata Mondiale dei Poveri del 2025, aveva ricordato che «la povertà più grave è non conoscere Dio».

«Alla base della disuguaglianza non c’è una mancanza di risorse, ma la necessità di affrontare problemi risolvibili relativi a una distribuzione più giusta»
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Disuguaglianza, una questione di giustizia e onestà

Nel post del 10 aprile 2026, il Pontefice aveva indicato anche la radice del problema. «Alla base della disuguaglianza non c’è una mancanza di risorse, ma la necessità di affrontare problemi risolvibili relativi a una distribuzione più giusta», aveva scritto. Una distribuzione che, nelle parole del Papa, va realizzata «con senso morale e onestà». Il nodo, quindi, non sta nella quantità dei beni disponibili, ma nel modo in cui vengono distribuiti.

Pregare per le intenzioni del Papa, vuol dire chiedere la grazia per costruire un mondo più umano, solidale e riconciliato. È anche il modo migliore per disporsi all’azione, perché andare incontro al povero significa rompere con il proprio egoismo.

L’intenzione di preghiera di novembre e la Giornata dei Poveri

Domenica 15 novembre 2026 si celebrerà la X Giornata Mondiale dei Poveri. Come di consueto, la ricorrenza coincide con la XXXIII domenica del Tempo Ordinario. Queste giornate si tengono ogni anno dal 2017, quando furono istituite da Papa Francesco. L’obiettivo era incoraggiare cristiani, credenti di altre religioni e tutte le persone a invitare i poveri «alla nostra mensa come ospiti d’onore», lasciando che fossero loro i «maestri che ci aiutano a vivere la fede in modo più coerente».

In occasione della Giornata dello scorso anno, Leone XIV aveva ricordato che «i poveri sono al centro di tutta l’azione pastorale». Una frase che, a pochi giorni dalla nuova edizione, torna a farsi sentire insieme all’invito di questo mese.