Il Consiglio comunale di Čitluk ha deciso di intitolare una via di Bijakovići a Henryk Hoser, visitatore apostolico per la parrocchia di Medjugorje.
Il Consiglio comunale di Čitluk, riunito in seduta il 27 ottobre 2026, ha approvato la decisione di intitolare una via di Bijakovići all’arcivescovo Henryk Hoser, scomparso nel 2021. Il presule polacco era stato visitatore apostolico per la parrocchia di Medjugorje e, con il suo servizio, ha lasciato un segno profondo nella vita pastorale del santuario mariano conosciuto in tutto il mondo. Secondo quanto riporta il portale locale Brotnjo.info, la scelta vuole essere un segno permanente di gratitudine verso un uomo che si è avvicinato a Medjugorje con una particolare sensibilità pastorale. Hoser aveva compreso le esigenze dei pellegrini ed era profondamente convinto che fede, preghiera e incontro con Dio abbiano la forza di cambiare la vita delle persone. La notizia arriva a cinque anni dalla sua morte e riporta l’attenzione su una figura che per Medjugorje ha rappresentato un passaggio importante.
Chi era Henryk Hoser, medico e missionario in Ruanda
Henryk Hoser era nato a Varsavia il 27 novembre 1942. Membro della Società dell’Apostolato Cattolico, i padri pallottini, è stato sacerdote, missionario e arcivescovo. Prima di rispondere alla vocazione aveva studiato medicina, una formazione che ha poi messo a frutto in Ruanda, dove ha trascorso gran parte della sua vita missionaria occupandosi di assistenza sanitaria, sociale e pastorale. Nel corso del suo ministero ha ricoperto numerosi incarichi di responsabilità. Nel 2008 è stato nominato arcivescovo di Varsavia-Praga, ma un posto speciale nella sua missione l’ha avuto Medjugorje, dove lo inviò papa Francesco nel 2017. È morto il 13 agosto 2021, a 78 anni.
Da inviato speciale a visitatore apostolico a Medjugorje
A febbraio 2017 il Pontefice lo nominò inviato speciale della Santa Sede per Medjugorje. Il compito era conoscere la situazione pastorale, le necessità dei fedeli e dei milioni di pellegrini che arrivano in parrocchia, per proporre modi con cui la Chiesa potesse rispondere meglio alle loro esigenze spirituali. Nel maggio 2018 arrivò la nomina a visitatore apostolico per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e con un ruolo pastorale specifico. Hoser aveva colto il valore di ciò che accade ogni giorno nel santuario: la santa Messa, l’adorazione eucaristica, le confessioni, il Rosario e le conversioni. Nei suoi interventi sottolineava come tanti pellegrini arrivino proprio qui a un incontro più profondo con Gesù Cristo, per mezzo della Beata Vergine Maria, Regina della Pace.

I pellegrinaggi ufficiali del 2019 e il Nihil obstat
Nel 2019 la Santa Sede autorizzò i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje, organizzati da diocesi e parrocchie con accompagnamento pastorale: un passo verso un maggiore riconoscimento istituzionale del luogo come meta di preghiera. La fonte precisa che l’arcivescovo non aveva il compito di pronunciarsi sulla soprannaturalità delle apparizioni, ma di occuparsi dei bisogni dei fedeli. Il suo lavoro ha comunque accompagnato il percorso con cui la Santa Sede ha riconosciuto in modo sempre più chiaro i frutti spirituali legati a Medjugorje. Dopo la sua morte il cammino è proseguito. Nel settembre 2024 il Dicastero per la Dottrina della Fede ha concesso il Nihil obstat, una valutazione positiva dell’esperienza spirituale legata al luogo, senza però una conferma definitiva della soprannaturalità delle apparizioni.
Una via a Bijakovići per non dimenticare Henryk Hoser
Per Čitluk l’intitolazione è più di una semplice denominazione di uno spazio pubblico: è un riconoscimento della sua opera e del suo legame con Medjugorje. Bijakovići fa parte dei luoghi da cui il messaggio di Medjugorje è arrivato a persone di ogni continente. Il suo nome su una di quelle strade lega il paese, la fede e i pellegrini a chi ha avuto un ruolo importante nella storia pastorale della parrocchia.
L’articolo di Brotnjo.info si chiude con un ringraziamento diretto all’arcivescovo per il suo servizio e con l’augurio che il suo nome continui a vivere a Bijakovići. In calce, la preghiera per i defunti: «L’eterno riposo dona a lui, o Signore, e splenda a lui la luce perpetua».