È un evento senza precedenti quello occorso tra le Chiese cristiane italiane, a Bari. In cosa consiste il Patto ecumenico firmato
Per il cristianesimo italiano si è scritta una nuova pagina che ha una gran rilevanza a livello storico. Si tratta della prima volta che tutte le più importanti confessioni cristiane in Italia, ossia cattolica, anglicana, ortodossa, protestante ed evangelica, si sono riunite in un incontro ecumenico nazionale per la sottoscrizione di un Patto comune. Tale intesa le impegna a dialogo e pace.
L’evento ha avuto luogo il 23 e 24 gennaio 2026 a Bari, capoluogo della Puglia, dopo il primo Simposio delle Chiese Cristiane italiane, con 120 delegati che hanno rappresentato le varie comunità ecclesiali. Al Patto firmato nei giorni scorsi si è giunti dopo un dialogo ecumenico di 3 anni.
Una figura cruciale in questo lavoro improntato sul dialogo è stato don Giuliano Savina, a capo dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana, che ha potuto contare sul sostegno di vescovi, teologi, presbiteri, laici di varie confessioni.
La firma del Patto Ecumenico e contenuto dell’accordo
Il Patto è stato siglato da 20 rappresentanti delle varie confessioni ed è davvero un unicum a livello italiano.

Per la Chiesa cattolica, la firma sul documento è stata apposta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI. Il Patto ecumenico in questione è formato da sei articoli, e gli impegni inseriti sono ben definiti.
Le Chiese si riconoscono sorelle e quindi non devono esservi rivalità. Esse rifiutano di competere, di prevaricarsi e creare proselitismo. Inoltre, nonostante vi siano diversità, esse decidono, con tale documento, di dialogare sempre. Si impegnano a testimonianze comuni nello spazio pubblico, rispettando che lo Stato sia laico, e si prefiggono di incentivare libertà religiosa e pari dignità di tutte le confessioni cristiane di fronte alle Istituzioni.
Durante i laboratori di lavoro, che hanno avuto luogo il 24 gennaio 2026, si è dato molto spazio alla preghiera comune, che è ritenuta il fulcro del Simposio. Molte confessioni hanno condotto preghiere come da loro tradizione, invocando lo Spirito Santo affinché li illuminasse nel corso del meeting.
«Le Chiese firmatarie si impegnano a mantenere un dialogo costante e fraterno, attraverso incontri periodici di preghiera, di discernimento e di collaborazione concreta. Ogni Chiesa si farà promotrice, al proprio interno, di iniziative che favoriscano la conoscenza e la stima reciproca tra i fedeli delle diverse confessioni cristiane. Ci impegniamo, pertanto, a chiedere a tutte le nostre comunità presenti nel territorio di stilare ogni anno un preciso programma di lavoro», si legge in uno dei Punti più importanti del Patto ecumenico, che ne delinea gli impegni operativi.
«Affidiamo questo Patto alla misericordia di Dio, perché lo benedica, lo custodisca e lo renda fecondo. Preghiamo lo Spirito Santo affinché ci rinnovi nel cuore e ci conduca verso quella piena comunione che solo Lui può realizzare: «perché tutti siano una cosa sola», chiosano.