Vita di un sacerdote influencer: don Cosimo Schena e la sua quotidianità

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La quotidianità di un prete influencer: don Cosimo Schena - www.medjugorje.it (photo: avvenire)
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Il suo nome dice già tutto, non solo nel mondo della Chiesa ma anche nel mondo di coloro che la Chiesa la seguono da lontano ma che, da lui, si sentono comunque ispirati e, anche, accompagnati dalle sue parole.

Lui è don Cosimo Schena, sacerdote di Brindisi ma che ha, al suo seguito, oltre quelli che sono i fedeli effettivi della sua parrocchia (quella di “San Francesco d’Assisi”) anche oltre mezzo milione di follower che, sul web, lo segue in modo assiduo e costante.

Un sacerdote, sotto certi versi, apparentemente diverso dal solito ma che, accanto al web, non ha mai abbandonato la cura delle anime che sono state a lui affidate.

Don Cosimo: la quotidinità di un sacerdote sul web

Don Cosimo Schena; un nome ed una persona che abbiamo impararo a conoscere non solo sul web, ma anche in alcuni programmi televisivi di carattere religioso e cattolico. Lui è un sacerdote di Brindisi che si divide fra le attività in parrocchia e sul territorio, ma anche affiancandoci quello che è il mondo del web. Infatti, lui è fra quelli che vengono definiti “preti influencer”, la nuova frontiera dell’evangelizzazione che porta la Parola di Gesù e le sue gesta anche a quelli che, in chiesa, non ci vanno per una serie di svariati motivi.

Uno degli errori nei quali maggiormente si cade è quello di credere che, una volta raggiunta la notorietà sul web, questi sacerdoti “dimentichino” quale sia la loro vera missione, il gregge a loro affidato da Dio e si rifugino solo ed esclusivamente nel web. Un errore, abbiamo detto, e che sono proprio loro, i preti influencer che chiariscono ancora una volta. Don Cosimo, infatti, in un’intervista riportata anche dal sito di Famiglia Cristiana, ha dato una definizione molto efficace di lui stesso: una persona semplice che si stupisce delle piccole cose.

Con i suoi 500mila follower, don Cosimo è il secondo sacerdote al mondo più seguito dal web, secondo solo all’account del Papa: un record sì, ma che fa comunque rimanere con i piedi ben saldi a terra il sacerdote brindisino. A chi gli chiede com’è essere un sacerdote così, don Cosimo risponde: “È difficile perché, in fondo, sono tutto quello che faccio. La parrocchia, i social, i libri, la musica… Tutto fa parte di me. Non lo considero qualcosa di straordinario: tutte queste sfaccettature sono pezzi della mia persona“.

La cura delle anime anche nelle piccole cose

Il web sì, ma è la sua parrocchia, i tanti che arrivano da lui a chiedere conforto, ascolto ed aiuto, che sono la vera missione di don Cosimo: “La mia parrocchia è frequentata da famiglie semplici, lavoratori che si alzano presto, nonni che tengono insieme i legami e ragazzi che cercano il loro posto nel mondo […] incontro persone che arrivano con la stanchezza addosso, ma che conservano la capacità di sorridere, di fare un gesto buono, di chiederti: “Don, preghi per me?” – spiega.

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La sua vita parte dalla parrocchia – www.medjugorje.it (photo: colline d’oro)

Il suo rapporto con i follower non è da meno: per lui “sono persone, non numeri […] Alcune volte non basta portare la Parola di Dio. Bisogna capire la mente delle persone e accompagnare chi vive momenti difficili” – continua. Ma la domanda più ovvia che si tende a fare ad un sacerdote influencer è: com’è la tua vita quotidiana? La mattina tutto ha inizio con la celebrazione della Messa, poi “[…] il campanello che suona, una persona che chiede “solo cinque minuti”, una visita ai malati, un funerale, un battesimo”.

I social sono stati e sono importanti per don Cosimo, ma lui spiega e avverte: “[…] Io sono consapevole del fatto che la mia immagine colpisce, ma cerco sempre di restare umile. Non riuscirei mai a mostrarmi in modi che non mi appartengono. Voglio che al centro ci sia Cristo, non io. Bisogna portare Cristo, non noi stessi. È importante!“. E’ consapevole che, questo, è un nuovo modo e un nuovo tipo di evangelizzazione: “[…] Non so quanto durerà, perché il mondo digitale va a ondate. Ma se in questo momento ho la possibilità di portare Dio nella vita delle persone, lo faccio con entusiasmo e con perseveranza” – conclude.