In Francia crescono le ordinazioni sacerdotali nel 2026: 84 nuovi preti, cinque in più rispetto al 2025, con Parigi e Fréjus-Tolone in testa.
In Francia le ordinazioni sacerdotali tornano a crescere. Nel 2026 saranno ordinati 84 nuovi preti, cinque in più rispetto ai 79 dell’anno precedente. Tra questi, 66 sono sacerdoti diocesani, mentre 39 appartengono a comunità religiose o istituti, di cui 21 già conteggiati tra i diocesani per la loro incardinazione. Le ordinazioni si concentrano, come da tradizione, attorno alla solennità dei santi Pietro e Paolo, il 29 giugno, momento in cui la Chiesa francese celebra la maggior parte dei nuovi preti dell’anno. La provincia ecclesiastica di Parigi guida la classifica con 18 ordinazioni, seguita da quella di Marsiglia con 14, sostenuta in particolare dalla diocesi di Fréjus-Tolone, che da sola conta il numero più alto di ordinazioni in tutto il Paese.
Parigi e Fréjus-Tolone in testa alle ordinazioni
Nella provincia ecclesiastica di Parigi si contano 18 nuove ordinazioni: 7 nella diocesi di Parigi, 6 a Versailles, 2 a Meaux, 2 a Pontoise e 1 a Saint-Denis. Segue la provincia di Marsiglia con 14 ordinazioni, frutto soprattutto della diocesi di Fréjus-Tolone, che con 10 nuovi sacerdoti registra il contingente più numeroso di tutta la Francia. Si tratta di numeri che confermano disparità importanti tra le diocesi francesi, dove alcune realtà territoriali continuano a generare la maggior parte delle vocazioni diocesane, mentre altre restano senza alcuna ordinazione nell’anno in corso.
Il peso delle comunità religiose
Tra le comunità religiose, la Comunità San Martino si distingue con 10 nuovi sacerdoti, un numero che la pone sullo stesso livello della diocesi di Fréjus-Tolone. Gli Agostiniani dell’Assunzione e la Comunità del Chemin-Neuf seguono con 5 ordinazioni ciascuna. I Gesuiti, la Comunità dell’Emmanuel e i Fratelli di Nostra Signora dei Sette Doloricontano 3 nuovi sacerdoti ciascuno, mentre i Dominicani ne ordinano 2. Altri istituti, tra cui i Canonici Regolari del Laterano e il Cammino Neocatecumenale, accolgono un nuovo sacerdote ciascuno, a conferma della varietà di percorsi vocazionali presenti oggi nella Chiesa di Francia.

Il contesto delle vocazioni in Francia
Le ordinazioni del 2026 si inseriscono in un contesto in cui le vocazioni restano una questione centrale per la Chiesa francese. Le ultime statistiche disponibili parlano di 679 seminaristi nel 2024, anno in cui la Francia contava 9519 sacerdoti diocesani e 2915 sacerdoti religiosi. Il numero dei diaconi permanenti, invece, ha continuato a crescere, raggiungendo le 3364 unità nel 2025. Sono cifre che, lette insieme all’aumento delle ordinazioni di quest’anno, descrivono una situazione complessa ma non priva di segnali di vitalità per il clero francese.
Il percorso di formazione verso il sacerdozio
Le ordinazioni sacerdotali sono celebrate in prossimità della festa dei santi Pietro e Paolo, le due grandi figure apostoliche alle quali Cristo affidò la missione di guidare la Chiesa e annunciare il Vangelo. È sulla loro scia che gli 84 nuovi sacerdoti ordinati quest’anno inizieranno il proprio ministero al servizio di diocesi, parrocchie e comunità. Prima di arrivare a questo passo, i candidati seguono un cammino di discernimento e formazione che dura generalmente sette anni, articolato in quattro dimensioni: umana, spirituale, intellettuale e pastorale. Dopo un anno propedeutico, i seminaristi proseguono gli studi di filosofia e teologia, vivono periodi di tirocinio in parrocchia e vengono ordinati diaconi prima di ricevere, di solito un anno dopo, l’ordinazione presbiterale.