Il Concistoro 2026 visto dalle parole di Leone XIV

Leone XIV apre il secondo Concistoro del suo pontificato chiedendo ai cardinali lealtà, franchezza e un sostegno forte ed esplicito alla sua missione. Leone XIV apre il secondo Concistoro del suo pontificato chiedendo ai cardinali lealtà, franchezza e un sostegno forte ed esplicito alla sua missione.
Papa Leone, Concistoro 2026
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Leone XIV apre il secondo Concistoro del suo pontificato chiedendo ai cardinali lealtà, franchezza e un sostegno forte ed esplicito alla sua missione.

Si è aperto oggi in Vaticano il secondo Concistoro del pontificato di Leone XIV, che si concluderà domani, 27 giugno, dopo quattro sessioni di lavoro. Nell’Aula Paolo VI sono riuniti circa 180 cardinali provenienti da tutti i continenti, inclusi i porporati che arrivano da terre segnate da guerre, violenza e polarizzazione sociale o religiosa. Il Pontefice statunitense ha aperto i lavori con un discorso in cui ripete una frase già usata nel gennaio scorso, quando aveva tenuto il suo primo Concistoro da Papa: “Conto su di voi“. Ha quindi chiesto ai cardinali un sostegno forte, esplicito e pubblico, definendolo necessario per discernere ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa. Il metodo scelto resta quello sinodale, con tavoli circolari, meditazioni e momenti di condivisione in plenaria, oltre a un dialogo diretto con il Pontefice.

Il discorso di apertura e la richiesta di sostegno

Parlando in piedi accanto a uno dei tavoli circolari dell’Aula Paolo VI, Leone XIV ha ricordato che il suo ministero non può essere vissuto da solo. Ha bisogno, ha detto, dell’esperienza, della sapienza pastorale e della conoscenza delle Chiese che i cardinali custodiscono nei rispettivi territori. Per questo ha chiesto di essere accompagnato non solo nei due giorni di lavori, ma nel servizio quotidiano alla comunione della Chiesa universale. Ha domandato di aiutarlo ad ascoltare ciò che emerge dalle Chiese locali, di riconoscere i segni di speranza che crescono spesso nel silenzio, senza ignorare fatiche, incomprensioni e resistenze che frenano il cammino comune. La comunione, ha precisato il Papa, non è mai un risultato acquisito una volta per tutte: resta una conversione quotidiana, fatta di preghiera e di fiducia reciproca tra i membri del Collegio cardinalizio.

Il saluto del cardinale Re e l’enciclica Magnifica Humanitas

Ad aprire la giornata, dopo il canto del Veni Creator Spiritus, è stato il saluto del cardinale decano Giovanni Battista Re, che ha parlato a nome di tutto il Collegio cardinalizio definendolo un tempo segnato dal grande progresso tecnologico legato all’intelligenza artificiale, ma anche da povertà crescente e da un certo calo dei valori etici e morali: “un momento difficile per l’umanità“. Il cardinale ha ringraziato Leone XIV per l’enciclica Magnifica Humanitas e per il richiamo a un risveglio delle coscienze che il testo propone ai fedeli. Proprio a questo documento il Papa ha dedicato ampio spazio nel suo intervento, definendolo una chiave preziosa per leggere le sfide del presente, dalla cultura della potenza fino alla civiltà dell’amore tra i popoli.

Il cardinale ha ringraziato Leone XIV per l'enciclica Magnifica Humanitas e per il richiamo a un risveglio delle coscienze che il testo propone ai fedeli
Cardinali riuniti per il Concistoro

Quattro temi per quattro sessioni di lavoro

I lavori del Concistoro si articolano in quattro sessioni, già annunciate in una lettera del 4 giugno firmata dal cardinale Re: lo sguardo sul mondo, la pace, il bene comune e la sinodalità. Prima di domandarsi che cosa fare, ha spiegato Leone XIV, occorre sostare davanti alla realtà e guardarla con gli occhi della fede. Sul bene comune, il Papa ha ricordato che esso non nasce spontaneamente, ma domanda responsabilità condivise, richiamando l’attenzione sulla trasparenza delle decisioni e sulla corresponsabilità di ogni pastore. Riguardo a Magnifica Humanitas, a cui è dedicata la terza sessione, il Pontefice ha detto di voler ascoltare come il testo risuona nelle Chiese locali e quali passi concreti suggerisce ai vescovi.

Sinodalità, libertà e lealtà: l’appello finale

Nell’ultima parte del discorso, Leone XIV ha collegato tutti i temi a un’unica domanda: come aiutare le Chiese ad annunciare il Vangelo con maggiore fedeltà, libertà e credibilità. Sulla sinodalità, dedicata alla quarta sessione, il Papa ha chiarito che non si tratta di un insieme di procedure, né di una diminuzione dell’autorità, ma di un atteggiamento che aiuta a comprendere più a fondo il senso stesso dell’autorità, chiamata a custodire la comunione tra i fedeli. Concludendo, il Pontefice ha chiesto libertà, franchezza e lealtà ai cardinali, ricordando che un consiglio sincero è sempre un atto di comunione. Ha invitato tutti a vivere con convinzione il lavoro nei gruppi, pur riconoscendo che per molti porporati non è il modo abituale di celebrare un Concistoro. Resterà spazio per interventi personali e osservazioni riservate da inviare al Papa, secondo la modalità già sperimentata nel gennaio scorso.