Venezuela, oggi 28 giugno giornata di preghiera per le vittime del terremoto

Dopo il terremoto in Venezuela i vescovi raggiungono le comunità colpite, portano aiuti e annunciano per oggi 28 giugno una giornata di preghiera nazionale. Dopo il terremoto in Venezuela i vescovi raggiungono le comunità colpite, portano aiuti e annunciano per oggi 28 giugno una giornata di preghiera nazionale.
L'impatto della potenza del terremoto in Venezuela
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Dopo il terremoto in Venezuela i vescovi raggiungono le comunità colpite, portano aiuti e annunciano per oggi 28 giugno una giornata di preghiera nazionale.

Il bilancio del doppio terremoto in Venezuela continua a salire. Le vittime hanno superato le 52mila unità, mentre i morti si avvicinano a mille. Le cifre cambiano di ora in ora e diventa impossibile fissare un dato definitivo. La piattaforma «Desaparecidos terremoto Venezuela» è andata in tilt per l’enorme numero di richieste, segno della disperazione di chi cerca notizie dei propri familiari. I soccorsi procedono a fatica per la carenza di mezzi e personale specializzato. Diversi Paesi hanno già risposto al coordinamento internazionale guidato dalle Nazioni Unite. Nelle prossime ore arriveranno ospedali da campo, cucine mobili, vigili del fuoco e tonnellate di kit igienici, farmaci, cibo e acqua potabile. In questo scenario, i vescovi venezuelani hanno scelto di restare accanto al loro popolo, percorrendo le zone più colpite per portare aiuto concreto e conforto spirituale.

Il vescovo di Puerto Cabello tra i danni e i bisogni

Monsignor José Antonio Da Conceição Ferreira, segretario generale della Conferenza Episcopale Venezuelana e vescovo di Puerto Cabello, sta visitando parrocchie e sacerdoti nelle zone più martoriate. «Quando ho sentito le scosse ero per strada, è stato terribile», racconta il presule, che si trovava fuori casa durante la festa patronale del paese. Dopo aver verificato le condizioni della madre, si è messo subito in viaggio per valutare la situazione. Puerto Cabello, nello stato di Carabobo, si trova a circa un’ora da Valencia, dove è stato registrato l’epicentro di uno dei due sismi. Il vescovo segnala che almeno cento famiglie sono rimaste senza cibo. Gli ospedali locali, intanto, sono al collasso per l’afflusso di feriti.

A Caracas i vescovi in strada con la gente

A Caracas, il vescovo ausiliare Carlos Márquez ha raggiunto i quartieri colpiti per stare al fianco di soccorritori e volontari della protezione civile. «Siamo venuti a portare un messaggio di speranza e di unione», spiega il presule, mentre distribuisce beni di prima necessità tra le macerie. L’Arcidiocesi di Caracas ha attivato tre punti di distribuzione degli aiuti, nei municipi di Chacao e La Tahona, oltre alla sede nazionale della Caritas a Montalbán. Il vescovo ricorda l’importanza di restare uniti nella fede e nella carità. Da Caracas il cammino dei pastori continua verso le altre diocesi colpite dal sisma.

A La Guaira, una delle città più devastate a un'ora da Caracas, il vescovo Pablo Modesto si è fermato davanti al seminario di San Pedro Apóstol
Seminario San Pedro Apóstol a La Guaira danneggiato dal sisma in Venezuela

Il seminario crollato a La Guaira

A La Guaira, una delle città più devastate a un’ora da Caracas, il vescovo Pablo Modesto si è fermato davanti al seminario di San Pedro Apóstol. L’edificio, fondato nel 1977, è oggi gravemente danneggiato dal sisma. «Siamo sconvolti, ma grazie a Dio siamo vivi», dice il presule davanti alle macerie. Il vescovo preferisce non soffermarsi sui danni materiali e lancia un appello alle istituzioni perché si crei una rete di solidarietà concreta. La diocesi sta coordinando l’assistenza con le parrocchie ancora operative, mentre cresce il numero degli sfollati nei campi allestiti lungo la costa.

Il terremoto in Venezuela e la preghiera dei vescovi

La Conferenza Episcopale Venezuelana ha convocato per oggi 28 giugno una giornata nazionale di preghiera per le vittime, i feriti e le famiglie delle comunità colpite. L’iniziativa coinvolge tutte le diocesi del Paese, da Puerto Cabello a Caracas, fino a La Guaira. È un gesto di vicinanza condiviso da tutto l’episcopato venezuelano. Nei prossimi giorni i vescovi continueranno a spostarsi tra le zone terremotate per portare beni materiali e sostegno spirituale. Resta alta l’attenzione sul fronte dei soccorsi, mentre il bilancio delle vittime continua ad aggiornarsi con il passare delle ore. La macchina degli aiuti internazionali, intanto, si sta mettendo in moto per sostenere un Paese ferito ma non rassegnato.