Mara Maionchi, il segreto del Rosario ogni sera

Mara Maionchi e la fede raccontate a cuore aperto: la preghiera quotidiana, il Rosario, la malattia affrontata e il valore del donare. Mara Maionchi e la fede raccontate a cuore aperto: la preghiera quotidiana, il Rosario, la malattia affrontata e il valore del donare.
Mara Maionchi sorridente durante un'intervista televisiva
Canale WhatsApp Iscriviti subito!
Canale Telegram Iscriviti subito!

Mara Maionchi e la fede raccontate a cuore aperto: la preghiera quotidiana, il Rosario, la malattia affrontata e il valore del donare.

Mara Maionchi e la fede sono il cuore di una lunga intervista rilasciata dalla produttrice discografica, da anni tra i volti più riconoscibili della televisione italiana. Ottantacinque anni, bolognese, nota al grande pubblico come giudice di X Factor, Italia’s Got Talent e Amici di Maria De Filippi, Maionchi si racconta senza filtri, con quello stile diretto e un po’ ruvido che l’ha resa popolare. Sposata da cinquant’anni con Alberto Salerno, paroliere e produttore discografico, ha due figlie, Giulia e Camilla, e tre nipoti. Nell’intervista emerge un lato meno noto: quello della preghiera quotidiana e del Rosario recitato ogni sera.

Un rapporto con Dio nato nei momenti difficili

Maionchi ammette che il suo legame con Dio è, come lei stessa lo definisce, “un filo opportunista”: nei momenti difficili ha chiesto di più, ma ha cercato di non dimenticarsene neppure nella fortuna. Racconta che il rapporto con Dio le dà forza e comprensione, e spera che a Dio non importi il motivo per cui si crede, ma la coerenza con cui si vive la fede. Anche parlando della sua carriera, fatta di intuizioni giuste, non esclude che qualcosa sia intervenuto dall’alto: dice di aver spesso chiamato fortuna quello che, in fondo, sente come uno sguardo che l’ha accompagnata verso certi appuntamenti con il destino.

La madre severa e la scoperta della preghiera

Nel suo ultimo libro Maionchi parla della madre, donna dal carattere fortissimo, soprannominata in famiglia “la Sanguinaria”. Un’educazione rigida che, dice, le ha comunque insegnato indipendenza e autosufficienza. L’avvicinamento alla religione è arrivato in modo naturale, oltre la semplice frequentazione della parrocchia: sentiva davvero il bisogno della preghiera. La sua preghiera preferita resta il Padre Nostro. Quanto al carattere diretto per cui è famosa, dice di non arrabbiarsi mai con Dio, e ormai raramente anche con le persone, avendo imparato che scaldarsi non serve.

Maionchi risponde parlando del Rosario, vissuto come momento di raccoglimento e di esercizio dello spirito.
Un rosario tra le mani durante un momento di preghiera

La malattia raccontata senza retorica

Maionchi ha raccontato pubblicamente di aver avuto, anni fa, un tumore al seno. Ne ha parlato con il suo consueto stile diretto, senza retorica, riconoscendo che quella esperienza le ha fatto capire l’importanza della prevenzione e dei controlli regolari. Le sue parole hanno contribuito a sensibilizzare sul tema della prevenzione oncologica femminile, un contributo arrivato proprio dalla sua capacità di parlare di un momento difficile con naturalezza, senza mai perdere la speranza.

Il Rosario e il valore del dare agli altri

Interrogata su come allena la memoria applicata alla fede, Maionchi risponde parlando del Rosario, vissuto come momento di raccoglimento e di esercizio dello spirito. Ma aggiunge che la vera pratica quotidiana, per lei, è soprattutto il dare a chi ha bisogno: basta poco, dice, perché aiutare fa bene a chi riceve ma soprattutto a chi dà. Un pensiero semplice, coerente con il ritratto di una donna che unisce ironia, fede e concretezza in ogni parola.