Migliaia di pellegrini sono saliti a Križevac per la festa dell’Esaltazione della Croce, ricordando la costruzione del 1934 in appena 52 giorni.
Fin dalle prime ore del mattino di domenica 13 settembre, numerosi pellegrini provenienti da ogni parte del mondo hanno affrontato la salita al Križevac, il colle sopra Međugorje su cui si sale ormai da quasi mezzo secolo, mentre i parrocchiani del luogo lo fanno da quasi un secolo intero. L’occasione era la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, che a Križevac si celebra tradizionalmente la prima domenica dopo la festa della Natività di Maria. Molti fedeli sono arrivati a piedi dalle parrocchie vicine, alcuni si sono confessati sul posto, altri hanno pregato la Via Crucis lungo la salita. La messa è stata presieduta da fra Ivan Landeka ml., vicario parrocchiale della parrocchia di Sant’Antonio a Humac e formatore dei novizi, assistito dai novizi stessi, con il canto guidato dal parroco di Međugorje fra Zvonimir Pavičić.
La storia della croce costruita in 52 giorni
L’idea di erigere una croce sul colle nacque in Vaticano: papa Pio XI desiderava che, in occasione del 1900° anniversario della morte di Cristo, venissero costruite croci sulle alture di tutto il mondo. Ad accogliere l’appello fu fra Bernardin Smoljan, allora parroco di Međugorje, che annunciò il progetto ai suoi fedeli nel gennaio 1934. La comunità lo accolse con entusiasmo: i parrocchiani trasportarono a spalla i materiali pesanti fino alla cima del colle, allora chiamato Šipovac, completando la grande croce in cemento in appena 52 giorni. Il 16 marzo 1934 il parroco benedisse la croce e celebrò la prima messa su quel colle, da allora noto come Križevac, meta ancora oggi di una regolare Via Crucis ogni venerdì pomeriggio.
Togliere le scarpe dei propri peccati
Nell’introdurre la celebrazione, fra Ivan Landeka ha richiamato l’episodio in cui Dio si rivelò a Mosè sul monte Horeb, dicendogli di togliersi i sandali perché il luogo su cui stava era terra santa. “Molti di voi sono venuti qui persino scalzi“, ha osservato, aggiungendo che tutti sono chiamati prima di tutto a “togliersi le scarpe dei propri peccati” e di tutto ciò che rende indegni di quel luogo sacro, invitando i presenti a chiedere il perdono di Dio con sincero pentimento all’inizio della messa.

Guardare la croce di Gesù per trovare sollievo
Nell’omelia, il religioso ha spiegato che la festa dell’Esaltazione della Croce invita a fissare lo sguardo su Gesù crocifisso e ad ascoltare ciò che dicono le sue piaghe, la sua corona di spine, la sua pazienza e il suo amore. Ha ricordato la storia della costruzione della croce, ringraziando chi la eresse per la fede e l’amore trasmessi. Ha poi osservato che i pellegrini, pregando la Via Crucis su quel colle, trovano il senso delle proprie difficoltà e la forza per portare il peso della vita quotidiana: “Abbiamo sempre di nuovo l’opportunità di guarire fissando lo sguardo sul Signore Gesù e sulla sua croce“. Ha aggiunto che, come qualcuno ha detto, si è spesso troppo concentrati sui propri pesi: guardando di più alla croce di Cristo, i propri pesi diventano più leggeri e sopportabili.
L’esempio di san Francesco e l’invito alla preghiera
Fra Ivan ha citato san Francesco d’Assisi, di cui quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte, che ai suoi primi frati raccomandava anzitutto di “leggere il libro della croce di Gesù”. Ha invitato tutti a portare a casa questo messaggio, imparando da quel libro e attingendovi continuamente, e a pregare davanti alla croce, come la Madonna ha più volte chiesto a Međugorje. Ha concluso ricordando che ognuno ha croci nella propria casa e nella propria famiglia, esortando a non ridurle a semplice decorazione, ma a farne un punto su cui fissare lo sguardo per trovare forza nel cammino quotidiano, anche nei momenti di fretta e fatica.