Leone XIV compie 71 anni ma non ha mai smesso di essere Robert Prevost

Il 14 settembre Leone XIV festeggia 71 anni: dietro il ruolo di Papa resta Robert Prevost, l'uomo con le sue abitudini e i suoi affetti. Il 14 settembre Leone XIV festeggia 71 anni: dietro il ruolo di Papa resta Robert Prevost, l'uomo con le sue abitudini e i suoi affetti.
Robert Francis Prevost, Papa Leone XIV
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Il 14 settembre Leone XIV festeggia 71 anni: dietro il ruolo di Papa resta Robert Prevost, l’uomo con le sue abitudini e i suoi affetti.

Oggi 14 settembre l’attuale pontefice compie 71 anni, ma il traguardo non cancella una domanda che accompagna il suo pontificato fin dall’inizio: quanto resta di Robert Francis Prevost nell’uomo che oggi porta il nome di Leone XIV? Fu proprio nella Cappella Sistina, l’8 maggio 2025, che il cardinale rispose al cardinale Pietro Parolin scegliendo di chiamarsi Leone, in continuità con Leone XIII, il papa della dottrina sociale della Chiesa. Per la sua famiglia e i suoi amici il cambiamento resta radicale: in pubblico i fratelli devono spesso correggersi per non chiamarlo più “Bob” o “Rob“, ma “il Papa”. Lo stesso pontefice ha raccontato questa transizione nel libro-intervista con la vaticanista Elise Allen: “Francamente, non è facile rinunciare a tutto ciò che si era e si possedeva in passato per assumere un ruolo quasi permanente”.

Un ruolo che convive con la persona

L’espressione “ruolo quasi permanente” lascia margine di interpretazione. Mostra che Leone XIV è consapevole della distanza tra la sua identità privata, ormai nota a tutti, e quella pubblica di successore di Pietro, “chiamato a confermare i suoi fratelli nella fede”. Questa distinzione non è una novità nella storia della Chiesa: richiama la celebre dicotomia dei “due corpi del re“, formulata nel 1957 dallo storico tedesco Ernst Kantorowicz a proposito dei sovrani medievali. Da qui l’uso sistematico della prima persona plurale da parte dei papi fino a Giovanni Paolo I, segno della prevalenza della missione sulla persona. Come il suo predecessore, che chiedeva ai fedeli di pregare per il “povero papa”, anche Leone XIV parla talvolta di sé in terza persona rivolgendosi ai fedeli.

Le parole di sant’Agostino e la battuta sul Real Madrid

Fin dal suo primo discorso, il rapporto tra pubblico e privato si è manifestato in modo originale: “Con voi sono cristiano, e per voi sono vescovo“, ha detto dal balcone della basilica di San Pietro, citando un sermone del suo maestro sant’Agostino. Una frase che suggerisce complementarità, non contrapposizione, tra le due dimensioni. Lo scorso giugno, durante il volo verso Madrid, una giornalista gli ha chiesto quale squadra preferisse tra Barcellona e Real Madrid. La risposta ha sorpreso tutti: “Il Papa è per tutte le squadre, ma Prevost è per il Real Madrid“. Un collaboratore della Curia romana conferma questa convivenza di identità: “Leone XIV sa che esiste una gerarchia, è prima di tutto pastore della Chiesa universale, ma accetta di avere più identità”. Nella sua vita ne ha già cambiate diverse: religioso nell’Ordine di Sant’Agostino, poi sacerdote e missionario in Perù, dove ha anche scelto la cittadinanza peruviana, diventando il primo papa binazionale.

Fin dal suo primo discorso, il rapporto tra pubblico e privato si è manifestato in modo originale: "Con voi sono cristiano, e per voi sono vescovo", ha detto dal balcone della basilica di San Pietro, citando un sermone del suo maestro sant'Agostino
Robert Francis Prevost al momento dell’elezione a Papa nel conclave del 2025

Anche Francesco e Ratzinger avevano un’identità privata

Nemmeno i suoi predecessori avevano rotto del tutto con la loro identità privata. Francesco veniva ancora chiamato “Jorge” da alcuni confidenti ricevuti nel pomeriggio nel suo appartamento a Santa Marta. In dodici anni di pontificato non è mai tornato in Argentina, concedendosi un solo viaggio personale nel 2022, per visitare una cugina piemontese ad Asti, sulle terre del padre: un’espressione di quello che il gesuita chiamava il “martirio della vita religiosa”. Prima di lui, il nome Joseph Ratzinger compariva ancora su alcuni testi di teologia, un modo per Benedetto XVI di separare l’intellettuale dal Papa; i suoi pomeriggi erano spesso riservati alla lettura e alla scrittura nella biblioteca personale.

Il tempo privato di Leone XIV a Castel Gandolfo

In Leone XIV la dimensione sacrificale è meno marcata che in Francesco, e quella intellettuale meno centrale che in Benedetto XVI, ma anche lui si è ritagliato momenti in cui non deve “recitare” il ruolo. È una delle ragioni della sua scelta di tornare a Castel Gandolfo, la residenza papale a sud di Roma trascurata dal suo predecessore. Vi si reca ogni martedì, oltre che per periodi più lunghi durante le vacanze, quando può stare con la famiglia e gli amici. “Fa molta attenzione a non esporre questi momenti, ma rivendica pienamente di avere una vita privata”, osserva un ambasciatore in servizio a Roma. Un suo collaboratore aggiunge che questi tempi di calma e familiarità sono anche indispensabili dal punto di vista spirituale, “per essere un buon papa”. A 71 anni compiuti, Leone XIV sembra aver trovato il proprio equilibrio tra i due volti che porta ogni giorno.