Sull’aereo per Parigi Papa Leone XIV custodisce la foto di un ragazzo morto a 19 anni

Sul volo per Parigi Papa Leone XIV ha messo in tasca la carta in memoria di Tugdual, morto a 19 anni. Per il padre è il segno che il figlio è in pace. Sul volo per Parigi Papa Leone XIV ha messo in tasca la carta in memoria di Tugdual, morto a 19 anni. Per il padre è il segno che il figlio è in pace.
Cyriac Zeller consegna al Papa la foto in memoria di Tugdual de Scorraille,
Canale WhatsApp Iscriviti subito!
Canale Telegram Iscriviti subito!

Sul volo per Parigi Papa Leone XIV ha messo in tasca la carta in memoria di Tugdual, morto a 19 anni. Per il padre è il segno che il figlio è in pace.

Un piccolo gesto, compiuto sull’aereo che il 25 settembre portava Papa Leone XIV a Parigi, ha restituito serenità a una famiglia francese in lutto. Il Pontefice ha ricevuto da un giornalista la carta in memoriam di Tugdual de Scorraille, morto il 26 agosto 2026 a 19 anni dopo una lunga malattia. Invece di consegnarla a uno dei suoi segretari, come fa di solito con i doni, l’ha infilata nella tasca della talare. Per il padre del ragazzo, Hubert de Scorraille, quel gesto ha un valore preciso. «Per noi è il segno che Tugdual è felice là dove si trova», ha raccontato al sito Aleteia. Una scena che avrebbe potuto passare inosservata e che invece ha toccato nel profondo entrambi i genitori.

Sedici anni di lotta contro il neuroblastoma

Tugdual è tornato alla casa del Padre dopo sedici anni di lotta contro un neuroblastoma. Secondo di quattro fratelli, aveva conquistato il cuore del pubblico francese nel documentario di Anne-Dauphine Julliand «Et les Mistrals gagnants», uscito nel 2016. Il padre lo descrive come un ragazzo dal «carattere forte», che «sapeva quello che voleva» e che «non si lamentava mai». La prova della sua tenacia sta anche negli studi: l’anno scorso era entrato in una classe preparatoria scientifica allo Stanislas di Parigi, e quest’anno era stato ammesso alla cosiddetta «classe étoilée». È morto pochi giorni prima della ripresa delle lezioni.

Il giornalista sul volo papale e la promessa di Tugdual

A consegnare la carta è stato Cyriac Zeller, giornalista di I.Media che lavora a Roma e che ha seguito il Pontefice nel viaggio in Francia. Lontano cugino di Tugdual, aveva deciso di approfittare del tradizionale saluto che il Papa rivolge a ogni giornalista a bordo per parlargli del suo «cuginetto dal coraggio straripante». «Mentre alcuni colleghi ne approfittano per fare domande di natura politica, ho pensato quasi subito a Tugdual», ha spiegato. Il motivo risale al giorno del funerale: in quell’occasione il padre aveva rivelato che il figlio, prima di morire, aveva promesso di intercedere dal Cielo per le vocazioni, per l’unità della Chiesa e per il pontificato del Santo Padre.

Arrivato il suo turno, Zeller ha raccontato al Pontefice la breve vita del cugino, mostrandogli la carta con la foto. «Tugdual avrebbe dovuto incontrare il Papa a Roma ad agosto, ma la malattia lo aveva raggiunto. Leone XIV ha capito benissimo di chi stavamo parlando
Tugdual de Scorraille

Il gesto di Papa Leone XIV con la carta di Tugdual

Arrivato il suo turno, Zeller ha raccontato al Pontefice la breve vita del cugino, mostrandogli la carta con la foto. «Tugdual avrebbe dovuto incontrare il Papa a Roma ad agosto, ma la malattia lo aveva raggiunto. Leone XIV ha capito benissimo di chi stavamo parlando», ha riferito. Il giornalista lo ha invitato a non esitare ad affidarsi a Tugdual, che sostiene lui e il suo ministero dal Cielo. Il Papa ha ascoltato, poi ha fatto scivolare la carta nella tasca della talare. Un dettaglio che ha colpito Zeller, perché di norma i regali ricevuti dal Pontefice vengono affidati a uno dei segretari.

La speranza dei genitori e la veglia allo Stade de France

Hubert de Scorraille non sapeva che il cugino si trovasse sull’aereo papale, né che volesse consegnare quel ricordo. Lo ha scoperto venerdì, ricevendo una foto sul telefono mentre la famiglia stava per andare alla veglia. «Con quella foto abbiamo ricevuto un vero momento di grazia. Era il segno che aspettavamo», ha detto. Il padre parla apertamente del senso di colpa che accompagna la perdita di un figlio, e delle domande sulla sua pace accanto al Signore. Il gesto del Papa, precisa, non cancella il dolore né la mancanza. «Qualcosa in noi si è placato. Volevamo solo sapere che Tugdual fosse in pace. Questo piccolo gesto ci ha dato questa speranza».

Tugdual avrebbe tanto voluto partecipare alla veglia dei giovani allo Stade de France. In un certo senso c’era anche lui, nella tasca del Papa. «È stato presente attraverso questa piccola carta, ma anche, ci piace crederlo, per la comunione dei santi che unisce chi è sulla terra e chi è ormai accanto al Signore», conclude il papà.