Dal 15 ottobre la Sacra Culla di Gesù lascia la Confessione di Santa Maria Maggiore e si avvicina ai fedeli durante il restauro di nicchia e reliquiario.
Chi entrerà nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma a partire dal 15 ottobre potrà vedere da vicino la Sacra Culla di Gesù, la reliquia che la tradizione identifica con alcuni frammenti della mangiatoia in cui fu deposto il Bambino a Betlemme. Lo ha comunicato la stessa basilica: la Sacra Culla, normalmente custodita nella monumentale Cappella della Confessione sotto l’altare papale, verrà trasferita per alcune settimane su uno degli altari laterali della navata destra. I visitatori potranno così avvicinarsi a questo tesoro della cristianità in un ambiente più intimo e raccolto. La collocazione temporanea ha anche un valore simbolico. La reliquia sarà sistemata davanti alla celebre Annunciazione di Pompeo Girolamo Batoni, in un percorso visivo e spirituale che lega l’annuncio dell’angelo a Maria al mistero dell’Incarnazione e della nascita di Gesù.
Il restauro della nicchia e un nuovo cielo di Betlemme
Lo spostamento è legato al restauro della storica nicchia e del reliquiario. Al termine verrà installata una nuova tecacon sistemi avanzati di conservazione, sicurezza e controllo climatico. Il progetto prevede anche un nuovo fondo azzurro di smalti e tessere dorate, che richiamerà il cielo della notte della Natività. Le stelle riprodurranno la configurazione del cielo ricostruita per Betlemme, collegando idealmente il luogo della nascita di Gesù alla basilica romana. Durante gli interventi la Cappella della Confessione resterà chiusa al pubblico. I lavori sono supervisionati dalla Direzione dei Musei e dei Beni Culturali del Governatorato vaticano e affidati alla società italiana Progetto Arte Poli, specializzata in arte sacra.
Dalla vigilia di Natale all’Epifania sull’altare papale
Il 24 dicembre la Sacra Culla sarà trasferita solennemente sull’altare papale per le celebrazioni natalizie. Dopo l’Epifania tornerà nella sua sede abituale, dove troverà la nuova teca e la decorazione di fondo rinnovata. Tra il 1861 e il 1864 papa Pio IX incaricò l’architetto Virginio Vespignani di costruire la Cappella della Confessione, uno spazio seminterrato davanti all’altare papale. È decorata con circa settanta varietà di marmi policromi, arrivati in buona parte dagli scavi di Roma e Ostia.

Cinque frammenti di legno in una culla di cristallo
La reliquia è composta da cinque piccoli frammenti di legno, conservati in un reliquiario di cristallo progettato dall’architetto neoclassico Giuseppe Valadier. Ha la forma di una culla sostenuta da quattro figure dorate, con in cima Gesù Bambino benedicente. Fu donato dalla duchessa Pignatelli nel 1802. Secondo diversi studi, quattro frammenti sarebbero di legno di sicomoro proveniente dalla Palestina e potrebbero risalire a circa 2.000 anni fa. Alcune incisioni avrebbero permesso di montarli a forma di X, come i supporti usati nell’antichità per reggere culle o mangiatoie in terracotta. Il quinto frammento potrebbe appartenere a un’antica rappresentazione della Natività andata perduta nel Sacco di Roma del 1527. L’attuale custodia è la quarta per queste reliquie, perché le tre precedenti furono rubate.
Da Betlemme a Roma, il cammino della Sacra Culla di Gesù
La venerazione della culla è documentata fin dai primi secoli nella Basilica della Natività di Betlemme. Tra le testimonianze più antiche c’è quella di San Girolamo, il traduttore della Bibbia che visse a lungo accanto alla grotta della Natività. Non esistono documenti definitivi sul trasferimento a Roma. Un’antica tradizione lo colloca sotto il pontificato di Teodoro I (642-649), figlio di un vescovo di Gerusalemme: il patriarca San Sofronio l’avrebbe inviata per sottrarla all’espansione musulmana in Terra Santa. Santa Maria Maggiore fu costruita da papa Sisto III dopo il Concilio di Efeso del 431, che proclamò la maternità divina di Maria, e fin dalle origini ospitò una riproduzione della grotta di Betlemme. Dal XII secolo le testimonianze di devozione si moltiplicano, e perfino Francesco Petrarca ricordava i pellegrini che a Roma veneravano la Cunabula Salvatoris.
Il legame con la Terra Santa è tornato visibile nel 2019, quando Papa Francesco inviò un frammento della reliquia a Betlemme. Da allora è custodito nella chiesa francescana di Santa Caterina, accanto alla Basilica della Natività.