Colloqui riservati tra Vaticano ed Eliseo sul fine vita

Secondo fonti francesi, Papa Leone XIV avrebbe avuto colloqui telefonici con Macron per fermare la legge sul suicidio assistito in Francia. Secondo fonti francesi, Papa Leone XIV avrebbe avuto colloqui telefonici con Macron per fermare la legge sul suicidio assistito in Francia.
Papa Leone XIV durante un'udienza in Vaticano con Macron
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Secondo fonti francesi, Papa Leone XIV avrebbe avuto colloqui telefonici con Macron per fermare la legge sul suicidio assistito in Francia.

Negli ultimi giorni circolano indiscrezioni secondo cui Papa Leone XIV avrebbe avuto una serie di colloqui telefonici, della durata di circa 15 minuti, con il presidente francese Emmanuel Macron. Lo scopo, secondo quanto riportato da fonti francesi, sarebbe stato quello di tentare di fermare l’iter legislativo sul suicidio assistito in Francia. A diffondere la notizia, il 13 luglio, è stato il sito Advaticanum, ripreso poi dalla testata Tribune Chretienne. Al momento non è arrivata alcuna conferma ufficiale né dal Vaticano né dall’Eliseo, e le informazioni vanno dunque prese con la dovuta cautela. Le rivelazioni arrivano comunque in un momento particolarmente delicato per il dibattito parlamentare francese.

Le indiscrezioni sui colloqui per fermare il suicidio assistito

Secondo quanto riportato, i presunti contatti tra Santa Sede ed Eliseo avrebbero avuto un obiettivo preciso: contrastare la deriva già in atto nei paesi dove il suicidio assistito è legge da tempo, come il Canada, dove tale pratica riguarderebbe il 5% dei decessi complessivi. Macron, dal canto suo, ha sempre difeso pubblicamente il provvedimento, definendolo un «aiuto a morire» rivolto a chi soffre di malattie incurabili. Il governo francese ha scelto di presentare la misura come una scelta compassionevole, evitando accuratamente termini come “eutanasia” o “suicidio assistito”. Le indiscrezioni, se confermate, mostrerebbero invece un impegno diretto e riservato del Pontefice per provare a fermare il testo prima del voto finale.

Il contesto del voto decisivo in Francia

Il testo sul fine vita tornerà all’Assemblea Nazionale mercoledì 15 luglio per una votazione che potrebbe risultare decisiva. Il 7 luglio scorso il Senato ha respinto la proposta per la terza volta consecutiva, ma il governo ha scelto di rimettere la decisione finale proprio alla Camera bassa, dove il testo aveva già ottenuto voti favorevoli nei passaggi precedenti. In un clima di forte tensione politica, l’eventuale pressione diplomatica esercitata da Leone XIV assumerebbe un peso particolare, proprio nelle ore che precedono un passaggio considerato da più parti definitivo.

Il 7 luglio scorso il Senato ha respinto la proposta per la terza volta consecutiva, ma il governo ha scelto di rimettere la decisione finale proprio alla Camera bassa
Corteo di protesta contro l’eutanasia in Francia

La tirata d’orecchie di giugno e i vescovi francesi

Le indiscrezioni sulle telefonate risultano plausibili anche alla luce di un episodio già noto: lo scorso 4 giugno, durante l’udienza generale, Papa Leone XIV aveva rivolto un chiaro riferimento al tema, salutando i pellegrini di lingua francese provenienti da Francia, Ciad e Camerun. In quell’occasione aveva ricordato come «il nostro mondo» faccia fatica «a trovare un valore alla vita umana, anche nella sua ultima ora», invocando lo Spirito del Signore affinché illumini le menti nella difesa della dignità di ogni persona. Anche l’episcopato francese si è schierato con fermezza contro la legalizzazione, tanto che il cardinale Aveline, a capo della Chiesa transalpina, ha dichiarato pubblicamente che sul fine vita «non serve una legge».

I rapporti diplomatici tra Vaticano ed Eliseo

I contatti tra Leone XIV e Macron non sono una novità: i due si sono incontrati per la prima volta subito dopo l’elezione del nuovo Pontefice, mentre una visita ufficiale del presidente francese in Vaticano si è svolta il 10 aprile scorso, nel Palazzo Apostolico. Proprio questi rapporti pregressi rendono, secondo le fonti citate, più credibile l’ipotesi di un coinvolgimento diretto del Papa nelle ultime settimane, forse anche su sollecitazione dello stesso episcopato francese. Resta da vedere se la presunta intercessione di Prevost riuscirà a incidere sull’esito del voto di oggi 15 luglio, in un contesto in cui la partita sembra ormai avviata verso una conclusione.